Cosa vedere in Emilia in 3 giorni: borghi e castelli nei dintorni di Reggio, Parma e Piacenza

Stavolta non so proprio da dove iniziare. Il mio educational tour in collaborazione con #VisitEmilia e Studio Mood è stato davvero un’esperienza di viaggio incredibile, piena di scoperte e sorprese inaspettate. Difficile adesso, con tutte le emozioni provate, raccontarvela e suggerirvi cosa vedere in Emilia in 3 giorni in un solo post ma devo provarci perché, come dico sempre, la bellezza va condivisa. L’itinerario che state per leggere è particolarmente interessante anche per un altro motivo. Non vi parlerò delle città più famose, come vi sareste aspettati, bensì di alcuni luoghi davvero meravigliosi e, probabilmente, meno conosciuti, da visitare nei dintorni di Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Curiosi di scoprire quali sono? Allora seguitemi in questo viaggio di 3 giorni alla scoperta dell’Emilia.

Cosa vedere in Emilia in 3 giorni

Giorno 1. Castelnovo ne’ Monti

Il tour di 3 giorni attraverso l’Emilia inizia presto con un treno verso Reggio Emilia e lo spostamento verso la prima tappa dell’itinerario, il borgo di Castelnovo ne’ Monti. Qui si trova una delle cose principali da vedere in Emilia, la Pietra di Bismantova, altopiano calcareo dell’Appennino Reggiano, dalle pareti scoscese, classificato come sito di interesse comunitario e in parte compreso nel territorio del Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Il suo aspetto è sicuramente particolare ed imponente ma ciò che è davvero interessante della Pietra è la sua storia che risale al Paleolitico superiore e le leggende che la riguardano e che narrano di un castello presente sulla cima nel 600 D.C., di cui ancora si cercano resti e tracce.

Nei pressi della Pietra si trova un’affascinante Eremo benedettino, risalente al 1600 e, per non farci mancare nulla, un ristorante, “Il rifugio della pietra”, che offre piatti tradizionali tipici della cucina emiliana, dagli antipasti a base di erbazzone, allo gnocco fritto, salumi e formaggi, fino ai tortelli, rigorosamente fatti a mano e fiore all’occhiello del loro menu. Da qui, dopo un lauto pranzo, ci siamo spostati verso la Latteria Sociale Casale di Bismantova, dove, in un ambiente genuino ed incontaminato, il Parmigiano Reggiano, vera eccellenza del territorio, viene prodotto fin dal 1948!

Sta scendendo il buio e, carichi di sapori, ci avviamo ormai verso la seconda parte di questa giornata e verso la prossima visita: il centro storico di Castelnovo ne’ Monti, di origine medievale e recentemente ristrutturato. Passeggiando tra vicoli e casette colorate, ci si imbatte in splendidi scorci come quelli del lavatoio o di piazza delle Armi e nei tanti bar e ristoranti, che nella loro modernità, sono stati ideati cercando di preservare il più possibile le caratteristiche architettoniche della zona. La serata si conclude in uno dei migliori locali, l’osteria “Da Geremia” dove ci accoglie un ambiente familiare e accogliente, tavoli di legno, un camino accesso e un’infinita serie di piatti tradizionali a base di pasta fresca, tra cui tortelli verdi, di zucca e al Parmigiano. Davvero squisiti!

La serata si conclude così ma le sorprese non sono finite. Il Borgo Cadonega Relais mi aspetta! Più di un semplice hotel, quest’antica dimora situata a Viano, nelle verdi colline emiliane, sorge in una storica proprietà dell’illustre famiglia ferrarese degli estensi e comprende un accogliente centro benessere, suddiviso su due piani, con vasca idromassaggio, bagno turco e sauna, docce emozionali, zona relax, al piano superiore, oltre le cabine massaggio e una SPA privata per percorsi e massaggi di coppia. Non ho avuto tempo per godermela, purtroppo ma la magia di svegliarsi in un posto cosi, immersi in un’atmosfera d’altri tempi, resta per me indimenticabile.

Giorno 2. Castello di Torrechiara e San Pietro in Cerro

Sveglia all’alba, saluto il Borgo di Cadonega dopo aver gustato una deliziosa fetta di crostata fatta a mano, con farina artigianale lavorata nel vicino mulino e si riparte verso la provincia di Parma. Tra le cose da vedere in Emilia in 3 giorni non può mancare, infatti, il Castello di Torrechiara, parte del circuito dei castelli dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, (ri)costruito tra il 1448 e il 1460 da Pier Maria Rossi e donato alla sua amata Bianca Pellegrini. Particolarmente significativa al suo interno è la Camera D’oro, con un prezioso ciclo di affreschi attribuiti a Benedetto Bembo.

Dopo la visita di Torrechiara, torniamo verso Piacenza e raggiungiamo la graziosa cittadina di Fiorenzuola d’Arda per il pranzo. Non c’è tempo per un giro ma mi basta poco per capire che questo è un luogo speciale in cui tornare per approfondire la visita. Ci fermiamo a mangiare presso la Locanda San Fiorenzo, situata in una stradina centralissima ma molto tranquilla, vicina al centro. L’accoglienza è veramente super, per non parlare del piatto che mi viene servito, una versione rivisitata degli anolini, solitamente in brodo, qui preparati con vellutata di patate e scaglie di tartufo. Non ho parole per descriverne la bontà, per cui vi dico solo: “andateci e provatelo!”.

Subito dopo pranzo, ci rimettiamo in marcia verso un altro importante Castello, stavolta in provincia di Piacenza, il Castello San Pietro in Cerro, risalente al ‘400 e interamente visitabile. Al suo interno potrete ammirare, infatti, ben 30 sale riccamente decorate e le bellissime opere di maestri contemporanei, italiani e stranieri esposte al MiM, Museum in Motion. Per fare un viaggio nel tempo, nell’arte e nella storia! Proprio accanto al Castello, sorge la Locanda del Re Guerriero, splendido boutique-hotel family-friendly, bio-eco-sostenibile ricca di stile, eleganza e dai moderni comfort. Durante il tour ho avuto l’opportunità di soggiornarvi e l’ho trovata eccezionale!

Prima di poterla utilizzare per un meritato sonno ristoratore, l’itinerario dei 3 giorni in Emilia prevede, però, un’ultima tappa: il Relais Cascina Scottina, una location meravigliosa e suggestiva immersa della campagna piacentina, che comprende un antico casale con 16 camere accuratamente restaurate e il ristorante gourmet La Scottina, dove troverete un gustoso menu elaborato nel rispetto dei prodotti del territorio, della stagionalità e della tradizione. Io ho avuto il piacere di gustare un bel piatto di tortelli alla piacentina, chiamati “caramelle”, per via della loro forma, ripieni di ricotta e spinaci. Che dire, davvero buonissimi!

Giorno 3. Vigoleno e Castell’Arquato

Le cose da vedere in Emilia in 3 giorni non sono finite e, anzi, ce ne sono molte altre che meriterebbero di essere in questo itinerario ma il tempo è tiranno e scorre veloce e abbiamo meno di 12 ore per raggiungere e visitare le ultime tappe del nostro tour. La prima è il borgo incantato di Vigoleno, di cui ho parlato qui, certificato tra i “Borghi più Belli d’Italia”, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e senza dubbio uno dei luoghi più importanti a livello storico della Provincia di Piacenza. A renderlo cosi speciale sono soprattutto l’eccezionale integrità del suo sistema difensivo, rimasto immutato fin dal 1300 e la presenza di una cinta muraria, tutta percorribile, che lo circonda completamente, facendone un tipico esempio di borgo medievale fortificato. Da non perdere!

A poca distanza dal Borgo di Vigoleno, sorge un altro gioiello del piacentino, Castell’Arquato, la tappa conclusiva del blog tour, un luogo davvero speciale che mi ha fornito l’ispirazione per nuove avventure e nuove scoperte in terra emiliana. Prima di visitarlo, però, ci fermiamo per pranzo alla Locanda del Verro, nel centro di Castell’Arquato, un locale caratteristico e molto accogliente. Stavolta, ho optato per un vero piatto della tradizione, tra i più conosciuti della cucina piacentina, i pisarei e fasò, gnocchetti di farina e pangrattato conditi con un sugo a base di fagioli, cipolla e pomodoro. Squisiti! Mi alzo dal tavolo sazia e piena di energie, pronta a scoprire Castell’Arquato.

Una delle attrazioni più importanti da visitare nel borgo e anche il nostro primo stop è sicuramente la Collegiata di Santa Maria Assunta terminata nel 1122 al cui interno ospita le impressionanti cappelle di S. Caterina d’Alessandria, interamente costruita ed affrescata all’inizio del XV secolo, e di S. Giuseppe, edificata invece nel 1630, l’unica traccia di arte barocca presente. Ma l’edificio simbolo di Castell’Arquato è la Rocca Viscontea, costruita nel 1342 a scopo difensivo e tuttora perfettamente conservata. Qui, circondati da tanta storia e bellezza, si può letteralmente respirare il Medioevo e sarà difficile non subirne il fascino e la magia. Io ne sono rimasta affascinata e succederà anche a voi, non ho dubbi!

Siamo arrivati alla conclusione di questo splendido viaggio, purtroppo, ed è arrivato il momento di tornare a casa, non prima dei saluti e ovviamente di un ultimo tuffo nei sapori dell’Emilia con un gustoso aperitivo sulla terrazza panoramica del Grande Albergo Roma, con vista sul centro storico e i luoghi più importanti di Piacenza e con una deliziosa cena nel vicino Ristorante del Ducato, perfetta sintesi dei sapori del territorio piacentino, dove i più golosi troveranno anche una vasta scelta di dolci e dessert, a metà strada tra innovazione e tradizione. Il tour di 3 giorni in Emilia si conclude qui o meglio all’Hotel Magia di Piacenza, dove trascorro la notte, che al mattino mi accoglie con una ricca e saporita colazione! Non posso chiedere di più da questa terra splendida e credo che raccontarvela sia il modo migliore che ho per ringraziarla delle emozioni che mi ha regalato. Emilia torno presto, te lo prometto!

5 Commenti

  1. Enza Ferrari

    da emiliana devo farti i miei complimenti!! Alcuni dei posti che hai citato non li conosce vo, quindi doppiamente grazie perché adesso avrò il piacere di seguire i tuoi consigli e di visitarli.

  2. chiara

    Grazie di cuore Marianna per aver parlato così bene della nostra bellissima terra… torna a trovarci ci sono un sacco di altri luoghi speciali che ti aspettano! chiara

  3. Ho avuto modo di visitare Torrechiara un anno fa con visita guidata.. molto bello il castello, ma l’intera area è davvero interessante.. a chi risiede in zona viene dato una sorta di passaporto con i timbri da applicare ogni volta che si visita un castello dell’area di Parma (e sono più di venti se non erro)

  4. Molto interessante questo articolo, pur essendo della zona non conoscevo tutti questi luoghi. Ti segnalo un castello che in pochi conoscono ma che secondo me vale la pena di visitare. Sto parlando del castello Malaspina a Bobbio, secondo alcuni studi recenti pare che sullo sfondo della gioconda ci fosse proprio Bobbio e questo castello!

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