Vivere e lavorare alle Canarie: 10 cose da sapere prima di trasferirsi

Vivere e lavorare alla Canarie? Perché no? Vivere alle Canarie significa poter vivere con pochi euro al mese e con uno stile di vita molto rilassato…  e, ah dimenticavo, sempre al sole! Vivere e lavorare alle Canarie è, infatti, sicuramente meno costoso rispetto ad altri paesi europei, così come è meno costoso fare una vacanza su una di queste meravigliose isole dell’eterna Primavera. La curiosità di vivere e lavorare alle Canarie mi è venuta proprio dopo un viaggio a Lanzarote (di cui ho parlato qui).

Vivere e lavorare alle Canarie

1. Regime fiscale agevolato

Ho iniziato a fare qualche ricerca e mi sono resa conto che non sono solo i prezzi dei ristoranti e dei locali ad essere molto abbordabili ma anche quelli di mezzi di trasporto e taxi. C’è poi un aspetto importante da non sottovalutare: pur facendo parte della Spagna, le isole Canarie formano una comunità autonoma e possono godere di un regime fiscale specifico e agevolato con la conseguenza che molti prodotti come benzina, bevande alcoliche, sigarette ed altri prodotti costano meno.

2. Clima sempre mite

Oltre al costo basso di una vacanza o di costi di vita come cibo e trasporti, anche quello del riscaldamento è bassissimo poiché lo si utilizza pochi giorni all’anno (ad eccezione delle zone di montagna), grazie ad un clima sempre temperato e mite che garantisce sole e caldo tutto l’anno. Non esistono né autunno né inverno e la stagione più “fredda” è la primavera per cui la temperatura media si mantiene sempre sui 25° e il tasso di umidità è molto basso. Sarebbe meraviglioso poter trascorrere più tempo all’aria aperta, tra sole, mare e spiagge!

3. Tasse e costo della vita

Le tasse da versare per chi decide di vivere e lavorare alle Canarie sono le più basse d’Europa. La Comunità Autonoma delle Canarie è riuscita, da diversi anni, a mettere in atto un piano di basso gettito fiscale per rilanciare il territorio e permettere agli investitori stranieri di poter investire con profitto.  E se a questo aggiungiamo che il costo dell’affitto si aggira intorno ai 400€ mensili per un piccolo appartamento, è facile capire che vivere alle Canarie è di certo molto conveniente ed economico. Senza contare che la benzina costa circa 1€ e mangiare fuori ha un costo medio inferiore a 10€.

4. Assistenza sanitaria

Il sistema sanitario delle Canarie è eccellente. I tempi della sanità sono decisamente molto più rapidi rispetto a quelli italiani ed è possibile acquistare un’assicurazione sanitaria privata a poco prezzo, di solito dai 40 ai 70 euro mensili. Visite mediche e medicine, inoltre, costano circa il 30% – 40% in meno rispetto all’Italia e la situazione sanitaria generale è simile a quella italiana per cui non ci sono problematiche o procedure particolari da segnalare.

5. Lavoratori dipendenti

La maggior parte dei lavori sono legati al turismo: lo stipendio medio di un dipendente è di circa 800-1000€ al mese. Non di più. Questo vuol dire che, nonostante il basso costo della vita e il vantaggioso sistema di tassazione, vivere alla Canarie non significa diventare ricchi. Significa, però, poter godere di uno stile di vita diverso, più tranquillo e rilassato.

6. Disoccupazione

La crisi economica non ha risparmiato nemmeno le isole Canarie. Con il consistente incremento del numero di residenti anche la percentuale di disoccupazione è andata aumentando ulteriormente negli ultimi tempi. Tuttavia, il flusso turistico verso questa destinazione resta piuttosto costante per cui, potendo contare su competenze valide e referenziate, sulla conoscenza delle lingue e la disponibilità a lavorare in modo serio e flessibile, le possibilità di trovare lavoro dipendente non mancano.

7. Lavoratori autonomi

Molto meglio vanno le cose se, invece, si appartiene alla categoria dei lavoratori autonomi freelance e magari si arriva alle Canarie già forti del proprio lavoro. In tal caso l’ospitalità dell’Arcipelago Canario non avrà limiti e si potrà beneficiare di numerosi vantaggi tra cui una tassazione agevolata, la fibra ottica in continua espansione e un’ampia presenza di ambienti coworking.

8. Aprire un’azienda

Le isole Canarie accolgono a braccia aperte anche chi decide di aprire un’azienda, investendo cifre dai 50mila  ai 100mila nel caso di Gran Canaria e Tenerife e dando lavoro ad almeno 3-5 persone. Tra i vantaggi più esclusivi di chi investe le somme più alte c’è quello di poter rientrare nella ZEC (Zona Especial Canaria) e beneficiare di una delle tassazioni migliori d’Europa.

9. Documenti per lavorare

Può sembrare superfluo da raccomandare ma per vivere e lavorare alle Canarie è importante essere in regola con i documenti d’identità ed in possesso di:

  • Iscrizione al Padrón Municipal che corrisponde all’anagrafe italiana
  • NIE (Número de Identidad de Extranjero – il codice fiscale per stranieri) che si può richiedere in Questura.
  • Tarjeta de Segurida Social, numero identificativo per ottenere pensione, sanità e disoccupazione.

10. La scelta dell’isola

Le isole Canarie da Tenerife, Gran Canaria, Lanzarote a Fuerteventura, sono tutte diverse e la scelta dipende soprattutto dalla prospettiva di vita di ciascuno. In questo post trovate l’elenco delle isole Canarie e le loro caratteristiche principali. Vi consiglio di leggerlo per iniziare a chiarirvi un po’ le idee. C’è da dire che, per freelance e lavoratori autonomi, lisola Gran Canaria e l’isola di Lanzarote, sono l’ideale soprattutto per chi tra questi è affascinato da terre vulcaniche e paesaggi lunari mentre per chi è in cerca di lavoro dipendente nel turismo meglio optare per Fuerteventura e Tenerife, la più grande delle isole Canarie e la più turistica, famosa per ospitare il Teide, la cima più alta di Spagna.

5 Commenti

  1. Marco cicoletti

    Salve, ho letto il suo interessante articolo. Sono un ingegnere iscritto all’albo degli ingegneri e vorrei trasferirmi insieme a mia moglie e ai miei figli alle Canarie. Conosce qualche agenzia che possa aiutarmi a trasferirmi e avviare un percorso professionale. La ringrazio per la sua disponibilità. Marco

    1. Forse no. E ho modificato perché, considerando che in altre parti del testo lo trova scritto in modo corretto, deve essersi trattato di una svista. Detto ciò, le posso garantire che il suo commento, contenente punti sospensivi usati in modo improprio e ben 3 punti esclamativi, privo di qualsiasi attinenza al post e lasciato solo per contestare un’imprecisione grammaticale, è ancor meno gradevole alla lettura.

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