Cosa vedere ad Alberobello in un giorno: itinerario a piedi tra i suoi trulli più belli

E se vi dicessi che ci ho impiegato più di 30 anni per vedere Alberobello mi credereste? Beh credeteci perché è davvero così. Finalmente quest’estate in occasione di un viaggio in Puglia, ho deciso di visitare la magica Alberobello e da mesi non vedevo l’ora che arrivasse questo momento per potervela raccontare. Sì, lo so ci saranno decine di articoli su cosa vedere ad Alberobello in un giorno ma non potevo non offrire il mio personale contributo alla causa per cui eccomi qui. Come sempre, non vi fornirò solo informazioni ma anche e soprattutto emozioni.

C’è da fare anche una piccola premessa. Essendo di base a Monopoli e sprovvisti di autovettura, io e mio marito per raggiungere Alberobello abbiamo fatto un bel po’ di strada in autobus e i tempi a disposizione erano abbastanza stretti per cui abbiamo preparato un itinerario direttamente mentre eravamo in viaggio inserendo su Google Maps le tappe principali da visitare in modo da avere già un’idea chiara di cosa vedere ad Alberobello avendo solo un giorno e dove spostarci di volta in volta.

Dove mangiare ad Alberobello: la Puglia in tavola

La prima tappa appena scesi dal bus, lo ammetto, è stata al ristorante perché ormai era ora di pranzo ed eravamo affamati e devo dire che abbiamo trovato un posto davvero eccezionale per mangiare: il ristorante Casa Nova che sorge all’interno di un ex frantoio ipogeo del 1700 e perciò oltre a regalare una piacevolissima esperienza culinaria, consente di tornare indietro nel tempo stando semplicemente seduti a tavola. Vi consiglio l’antipasto perché è semplicemente qualcosa di delizioso e infinito!

Dopo esserci rifocillati, abbiamo iniziato a vedere Alberobello. In un giorno non si può vedere tuttissimo ma si riesce a visitare il nucleo storico che è un susseguirsi di trulli, principale caratteristica di questa città dell’entroterra pugliese. Tutti li conoscono ma non tutti sanno che queste antiche case contadine dal tetto conico venivano costruite a secco, senza malta e la motivazione è duplice: da un lato perché il territorio era ricco di pietra calcarea dall’altro con questa tecnica potevano essere smantellate in fretta ed evitare il pagamento delle tasse imposte dal Regno di Napoli.

Cosa vedere ad Alberobello: il Rione Monti

Dal dicembre del 1996 sono stati dichiarati Patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO e sono meta popolarissima di turisti italiani e stranieri tutto l’anno. Non mi chiedete dove trovarli perché solo nel quartiere Monti, il più antico di Alberobello ce ne sono più di 1000 ed è qui che abbiamo svolto la prima parte della visita. Tra i trulli del rione Monti, non perdetevi il Trullo Siamese l’unico ad avere le due cupole unite al centro e una sola porta di ingresso e la Chiesa di Sant’Antonio, ovviamente a forma di trullo.

Oltre ad accogliere queste preziose testimonianze, nel distretto Monti è anche concentrata la maggior parte dei negozi che espongono e vendono souvenir artigianali e che sono “organizzati” all’interno dei tradizionali trulli come è giusto che sia. Per questi motivi oggi il Rione Monti è considerato la zona commerciale di Alberobello ed è infatti qui che dovete andare se siete in cerca di liquori, oggetti in ceramica, bottiglie d’olio ed i famosi fischietti. Anche se non comprate niente comunque entrate almeno per dare un’occhiata al trullo e vedere come è stato arredato.

Cosa vedere ad Alberobello: il borgo Aia piccola

Dall’altra parte di Alberobello, si trova invece il borgo dell’Aia piccola, da non perdere nel modo più assoluto perché corrisponde alla zona abitativa più autentica del paese. Tra i luoghi simbolo dell’Aja Piccola non possono mancare il Belvedere Santa Lucia da cui si può godere di un incredibile panorama sul centro storico e dominare con lo sguardo dall’altro le centinaia di tetti a cono che lo compongono e Casa D’amore, la prima casa costruita con l’utilizzo di malta e senza la classica forma a trullo.

Interessante anche la storia del nome “Aia Piccola” che si può intuitivamente associare alla battitura del grano che qui veniva svolta. Nel borgo dell’Aia Piccola si contano circa 400 trulli che si alternano uno dopo l’altro tra scorci fiabeschi e vicoletti incantati ma stretti proprio come in passato e alcuni di loro sono utilizzati per ospitare i turisti. Per la serie, quando si dice “alloggiare in un trullo” quasi sempre si fa riferimento a questa zona di Alberobello, che gode di un’ambientazione davvero speciale.

Cosa vedere ad Alberobello: il Trullo Sovrano

Salendo per Corso Vittorio Emanuele trovate, infine, la splendida Basilica Minore dei Santi Medici e alla fine di Viale del Gesù vi ritroverete al cospetto del famoso Trullo Sovrano. Per noi è stato la tappa finale dell’itinerario a piedi e nonostante una corsa contro il tempo siamo riuscita anche a visitarlo all’interno. Vale la pena dato che rappresenta il più avanzato esempio di trullo disposto su due piani e si può entrare ad un prezzo irrisorio di 1,50 euro che non arricchiscono nessuno ma servono a mantenere in vita questo unicum architettonico, dichiarato Monumento Nazionale dal 1930.

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