Cosa vedere a Bari Vecchia: mini itinerario nel borgo antico di Bari

Cosa si può fare a Bari di sera avendo solo poche ore a disposizione? Visitare assolutamente Bari Vecchia. In passato considerata una zona degradata della città e soprattutto pericolosa Bari Vecchia è oggi il cuore di Bari dove non solo i turisti ma la gente del luogo ama passeggiare e trascorrere le calde sere d’estate. Ma c’è anche tanto da visitare a Bari Vecchia. Cosi siamo usciti dal nostro BB in corso Cavour e abbiamo iniziato a camminare. In giro però non c’era anima viva.

Ma dove sono finiti i baresi? Saranno in ferie!” abbiamo pensato. E invece no, erano tutti in Piazza del Ferrarese, per assistere ad uno degli spettacoli gratuiti sostenuti dal Comune di Bari nell’ambito del programma di “Notti d’estate”. Questa bella piazza, punto d’incontro tra il centro storico e l’elegante quartiere murattiano (da Gioacchino Murat che sostenne la costruzione) è in effetti oltre che luogo di ritrovo dei locali anche il punto di inizio ideale per una visita a Bari Vecchia.

Arrivando non potrete fare a meno di vedere la Sala Murat che si affaccia proprio sulla piazza ed è attualmente sede di mostre ed esposizioni dedicate all’arte contemporanea, alcuni resti della Via Appia-Traiana, costruita dai romani all’inizio del II secolo d.C. e le tre absidi della chiesa della Vallisa (dei Ravellesi), importante monumento medievale all’interno della città vecchia costruito per suggellare lo stretto legame religioso e commerciale tra baresi e le comunità di ravellesi e amalfitani che qui si erano stabiliti.

Proseguiamo e dopo 2 minuti ci ritroviamo in Piazza Mercantile che è piena di locali, pizzerie e ristoranti all’aperto. Cosi invogliati anche dai profumi ci fermiamo nella rosticceria Cibo’ e restiamo sconvolti sia dal vastissimo menù di panzerotti che dai prezzi veramente bassi. Un classico panzerotto mozzarella e pomodoro costa appena 1 euro e per tutti gli altri tipi solo 50 centesimi in più. Ne prendiamo due e finalmente dopo una lunga attesa (causata da ordinazioni di 10-20 pezzi alla volta), arrivano i nostri panzerotti, alla bufala per me e gorgongola e speck per mio marito.

Li agguantiamo e andiamo a gustarceli poco più avanti seduti sui gradini della Colonna della Giustizia, chiamata dai baresi “Colonna Infame”, monumento simbolo di Bari Vecchia dove nel Cinquecento venivano abbandonati alla volontà del popolo i debitori fraudolenti in una sorta di gogna cittadina ma meno dura. Accanto a questa colonna di marmo, a cui costoro venivano legati, si trova anche la statua un leone di pietra accovacciato su cui è incisa la scritta Custos Iusticiae, custode della giustizia.

Da qui ci spostiamo per una breve passeggiata sul Lungomare Augusto Imperatore che raggiungiamo in pochi minuti a piedi. Questo tratto del Lungomare di Bari circonda tuttala zona di Bari Vecchia e, soprattutto, di sera lo spettacolo soffuso delle luci e l’atmosfera rilassata rende il tragitto molto suggestivo e romantico. Camminando sul lungomare si intravede anche la Basilica San Nicola ma decidiamo di spingerci fino a Piazza San Nicola per ammirarla in tutta la sua bellezza.

Sulla Basilica di San Nicola ci sarebbero moltissime cosa da dire perché non è una Chiesa come tante. Patrono di Bari e protettore, specialmente dei bambini, San Nicola è in realtà venerato non solo dalla Chiesa cattolica ma anche dalla Chiesa ortodossa e da diverse altre confessioni cristiane in diversi paesi del mondo come  Francia, Paesi Bassi, Germania, Spagna, Germania e soprattutto Russia tant’è che la messa viene celebrata la messa sia nel rito cristiano che ortodosso secondo il rito di Costantinopoli.

Vi accorgerete molto presto, addentrandovi tra vicoli lastricati di chianche di Bari Vecchia, che questo antico borgo cittadino è costellato di chiese, oltre a quelle principali. Chiese perlopiù “nascoste” che richiedono un occhio attento per essere notate. Tra queste non posso non citare la Chiesa di San Marco dei Veneziani in vico San Marco in cui mi sono imbattuta per caso e sulle cui origini si sa ben poco se non la datazione approssimativa intorno al X° secolo, che fa di lei uno degli edifici religiosi più antichi di Bari.

Camminare per Bari Vecchia ci conduce in un’atmosfera particolare, resa quasi surreale dai caratteristici vicoletti in cui si scorgono angoli segreti dedicati alla preghiera e quadri affissi al muro che raffigurano San Nicola impreziositi da fiori e merletti. Ma nella sacralità e al silenzio si inserisce il “caos” del mondo terreno e più “profano” fatto di conversazioni animate, di scritte sui muri che dichiarano amore a chi se non a qualche Nicola e di profumi intensi provenienti da finestre e balconi di chi in quei vicoli ci abita da sempre.

Pochi minuti e ci ritroviamo davanti ad un’altra delle principali Chiese di Bari Vecchia, la Cattedrale di San Sabino con la sua caratteristica cupola alta ben 35 metri, realizzata in epoca bizantina in onore del primo patrono di Bari, San Sabino che ha mantenuto questo titolo per circa 200 anni e fino al 1087 quando a 62 marinai baresi  di ritorno da Myra con le spoglie di San Nicola fu chiesto di scegliere tra Sabino e Nicola.  Loro scelsero quest’ultimo e da quel momento il patrono della città fu San Nicola di Bari.

La rivalità dimostrata per secoli tra chi parteggiava per San Sabino e chi per San Nicola, tuttavia, durò per secoli e sono tanti gli avvenimenti e le storie che dimostrano come si tentasse in tanti modi di far prevalere il proprio santo “preferito”. A mettere fine a questa situazione conflittuale fu un decreto della Sacra Congregazione dei riti emanato nel 1793 che dichiarava ufficialmente il patronato congiunto per la città di entrambi i santi, accontentando tutti i baresi.

Ma accontentando anche noi visitatori che a Bari possiamo fare il pieno di chiese, cattedrali e basiliche, di architettura romanico pugliese, di bellissimi mosaici e preziosi dipinti murali. Le nostre ultime ore prima di lasciare la Puglia le trascorriamo così, felicemente inebriati dall’incredibile magia che questi luoghi trasmettono e rallegrati dalla semplice spensieratezza della gente del luogo. Vorremmo poter vedere di più ma quel poco ci è bastato per capire il nostro è solo un arrivederci.

Grazie Bari, ci rivediamo presto!

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