Portare il gatto in vacanza

Portare il gatto in vacanza: 5 consigli per un viaggio senza stress

Portare il gatto in vacanza può essere un’esperienza molto simpatica, per voi… ma per il gatto? Beh, si sa, i gatti sono animali abitudinari, non amano spostarsi e, soprattutto, non amano i cambiamenti. Tuttavia, mostrano una grande curiosità per le cose nuove e hanno anche un ottimo spirito di adattamento.

Personalmente odio dover lasciare il gatto a casa perciò, se possibile, cerco di portarlo con me. Una preparazione adeguata, prima di partire, è un elemento fondamentale, però, per viaggiare con un gatto, senza rischiare che il viaggio si trasformi in un incubo.

Ecco qualche consiglio per affrontare questa esperienza con serenità.

Portare il gatto in vacanza: 5 consigli utili per un viaggio senza stress

1. Parlare con il veterinario

Se avete deciso di viaggiare con un gatto, la prima vera cosa da fare è consultare il vostro veterinario. Soprattutto, se si tratta del primo viaggio che fate insieme al vostro micio, non avventuratevi senza aver prima preso le necessarie informazioni. Parlate con lui della destinazione o su eventuali vaccini oppure certificati di buona salute del gatto.

Nel caso di viaggi in un paese straniero, poi, è fondamentale chiedere al veterinario se esistono condizioni e restrizioni previste per l’ingresso di animali. Di solito i medici non approvano ma qualcuno di suggerisce di somministrare al gatto dei tranquillanti se siete costretti a portarlo con voi e sapete che l’idea di viaggiare in macchina o in aereo lo terrorizza.

2. Scegliere una struttura pet-friendly

Un’altra cosa da fare per viaggiare con un gatto senza preoccupazioni è prenotare il pernottamento in una struttura pet-friendly che accetti la presenza del vostro amico a quattro zampe.Vi basterà una ricerca su Internet, tra forum e motori di ricerca, per trovare una struttura adeguata nella zona di destinazione.

Durante l’iniziativa #4Residences4Sardinia mi è capitato di alloggiare in due strutture pet friendly in Sardegna e, nonostante qualche preoccupazione iniziale viste le difficoltà che viaggiare con un gatto comportano e la comune attitudine dei gatti ad una vita decisamente tranquilla, non ho avuto nessun problema. Anzi, la mia gattina sembra aver persino gradito!

3. Acquistare un trasportino adatto

Tutti sono convinti che i mici non si spostino molto volentieri da casa e che cambiare ambiente li rende nervosi e aggressivi e questo in parte è vero ma il modo in cui viaggiano è fondamentale. Certo, voi potreste dire che è se non in casi necessari sarebbe meglio evitar loro questo stress ma in caso di emergenza come si fa?

La normativa prevede che il gatto debba viaggiare in trasportino e io penso che un trasportino per gatti inadatto non può che peggiorare la situazione. Dopo esservi confrontati con il veterinario, recatevi in un buon negozio per comprate un guinzaglio e un trasportino adeguato.

Ma attenzione a non prendere il primo trasportino che vi capita sotto mano, magari perché ad un prezzo molto vantaggioso. Scegliete un trasportino di qualità, fatto con un materiale resistente e abbastanza capiente per consentire al gatto di muoversi, soprattutto se si prevede un viaggio abbastanza lungo. Prima di partire, fate qualche prova di “ingresso” in modo che il gatto possa familiarizzare con il trasportino e abituarsi ad esso.

trasportino_gatto_grate_plastica_metallo

D’altronde quanti tipi di trasportino per gatti conosciamo? Troppo pochi direi io e, invece, ce ne sono tantissimi in commercio: da quelli a gabbia, a visuale interrotta, di metallo, a quelli di plastica, di cartone o di stoffa. Ma allora l’altra domanda è: quale trasportino per gatti scegliere? Dipende dal viaggio che dobbiamo intraprendere e dalla sua durata soprattutto.

Se si tratta di uno spostamento breve (ad esempio, la tanto odiata visita dal veterinario) può andar bene il tradizionale trasportino rigido in plastica oppure in metallo a grate, per evitare che il micio si spaventi oppure il trasportino morbido, ideale per i più docili. Alcuni gatti si sentono più sicuri quando sono nascosti, infatti, ma questo non vale per tutti.

gatto_trasportino_aereo_chiuso

Altri sono molto più rilassati quando hanno la possibilità di osservare ciò che accade nell’ambiente circostante ed, in questo caso, è meglio optare per una gabbietta. Un tipo di trasportino per gatti utilizzato appositamente per viaggiare a lungo è il trasportino rigido da aereo che ha dimensioni leggermente più grandi per consentire maggiore movimento al gatto durante un viaggio di svariate ore con appositi alloggiamenti per cibo e acqua.

Insomma, la scelta del trasportino dipenderà sicuramente dal carattere del vostro gatto e dal tipo di viaggio.

4. Rendere il viaggio confortevole

Non dimenticate, però, che il solo trasportino non basta per dare serenità ai vostri gatti. Durante il viaggio, comunicate con loro, offrite qualche gustoso snack e non fateli sentire soli. Vedrete che il loro timore iniziale si trasformerà pian piano in piacevole curiosità. Qualunque sia il tipo di viaggio da affrontare, bisogna fare in modo di renderlo confortevole, a maggior ragione se si intende viaggiare in auto con il proprio gatto.

Ad esempio, una buona idea potrebbe essere quella di organizzare una lettiera usa e getta, così da poterla usare all’occorrenza e poi buttarla. Generalmente, è meglio lasciare il gatto a digiuno per diverse ore prima della partenza per evitare che vomiti, in caso di qualche malessere. Io, però, porto sempre qualche snack in borsa, di quelli che adora e, se devo basarmi sulla mia esperienza personale, mi sembra che aiutino il gatto a rilassarsi e ad allentare la tensione.

5. Lasciare al gatto un po’ di libertà

Una volta raggiunta la destinazione, lasciate uscire il micio dal trasportino. All’inizio il mio gatto si nascondeva ma dopo pochi minuti si è messa in cerca di odori e cose nuove da annusare, dalla sedia della cucina, alla porta del bagno, dalle tende del salone all’immancabile divano dove, ad un certo punto, si è “stragattata”!

Da qui in poi è filato tutto liscio, non si è mai lamentata, anzi, l’abbiamo lasciata libera di gironzolare nel giardino esterno e si vedeva chiaramente che era felice e noi con lei di condividere questi giorni così speciali insieme a questa compagna di viaggio inaspettata che ha saputo insegnarci una cosa molto importante: “mai dire mai”.

Per vedere qualche foto di Luma, segui l’hashtag #lumaingiro sul mio profilo Instagram!

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