Prendendo informazioni sul web su cosa vedere a Kuala Lumpur in due giorni avevo avuto l’impressione che questi due giorni fossero più che sufficienti per visitare la capitale della Malesia e che la quantità di attrazioni e luoghi di interesse da visitare non fosse la stessa di Singapore. In realtà, le sue bellezze non si limitano alle soli torri Petronas per cui, come spesso capita ad un viaggiatore, una volta arrivata, mi sono dovuta ricredere. E poi Kuala Lumpur è una città molto grande…

Tanto per dirne una, siamo atterrati verso le 16 ma, tra i tempi lunghi dei controlli di sicurezza post-atterraggio e le distanze, siamo arrivati al Traders Hotel solo intorno alle 20, bruciando un’intero pomeriggio. Eh già perché per spostarsi dall’aeroporto KLIA al centro ci vuole un’oretta almeno in autobus e, una volta arrivati, bisogna prendere anche la metro per raggiungere il proprio alloggio. In alternativa, c’è il treno, di certo più comodo ma anche più costoso e il taxi, che abbiamo utilizzato al ritorno.

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Lo spettacolo che ci ha accolto quando abbiamo aperto la porta della nostra camera, però, ci ha ricompensati di tutte le ore di viaggio e di attesa perché di fronte a noi c’erano le maestose e scintillanti Petronas Twin Towers animate dai colori del magico show che si tiene ogni sera al Lake Symphony. Ne approfittiamo, nonostante la stanchezza per uscire a fare un giro all’enorme commerciale Suria KLCC che ospita non solo  negozi ma anche ristoranti dove assaggiare cibi da ogni parte del mondo e, poi, andiamo a letto.

Giorno 1: FRIM Forest, Batu caves, Chinatown e Merdeka Square

Primo giorno a Kuala Lumpur e sveglia presto per cercare di vivere al meglio la città fin dalle prime ore del mattino (anche se, per fortuna, a differenza dell’Indonesia non fa buio alle 18). La colazione del Traders Hotel ci lascia letteralmente senza parole, davvero di lusso, dal dolce al salato, attraversando ogni tipo di cucina. Da restarci lì ore! Decidiamo di optare per una visita alla forest FRIM (Forest Research Institute of Malaysia) a Kepong, nel Selangor, dove c’è una bellissima passerella sospesa nel vuoto.

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Purtroppo, una volta raggiunto l’ufficio informazioni, avremo una brutta sorpresa perché da luglio 2016, quindi, soltanto un mese prima del nostro arrivo, si potrà  accedere al ponte unicamente previa prenotazione di un tour con guida, cosa che non avevamo fatto. Restiamo un po’ delusi ma ne approfittiamo comunque per goderci questo meraviglioso pezzo di giungla malesiana così vicina alla città e per farlo noleggiamo una bici per appena 13 RM (3 euro) l’ora e ce ne andiamo in giro tra ponticelli, laghetti, cascate e alberi tropicali.

Da qui ci spostiamo in taxi verso le Batu Caves, a soli 10 minuti di distanza. Si tratta di uno dei più popolari santuari indù al di fuori dell’India, circondato tutt’intorno da particolarissimi templi indiani, molto frequentati dai locali, dove si può accedere gratuitamente. Tutta l’area delle Batu Caves pullula di pellegrini e turisti ma non c’è altro da vedere, escluso il santuario, e raggiungiamo la stazione treni per spostarci verso il centro e visitare Chinatown, il cuore di Kuala Lumpur.

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L’ultima tappa del nostro primo giorno a Kuala Lumpur è Merdeka Square, la piazza dell’indipendenza, un luogo molto importante per il popolo malese poiché è in questa piazza che il 31 agosto 1957 è stata ammainata l’Union Jack, la bandiera del Regno Unito, per issare quella Malese, sancendo l’indipendenza definitiva del paese asiatico dai suoi colonizzatori. L’asta che tiene la bandiera, con i suoi 95 metri di altezza, è la più alta del mondo! Tempo di rientrare, le Petronas ci aspettano ed è qui che trascorriamo la parte finale della giornata.

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Giorno 2: Little India, Masjid Negara e la vecchia stazione dei treni

Il secondo giorno a Kuala sarà anche l’ultimo giorno del nostro viaggio di 3 settimane nel sud est asiatico. Il tempo è volato, come si dice sempre in queste occasioni, ed eravamo da un lato felicissimi per essere riusciti a realizzare e concretizzare tutto quello che avevamo progettato per tanti mesi, dall’altro tristi perché stava per finire tutto, era arrivato il momento di tornare a casa e fare le valigie assumeva un significa completamente diverso stavolta.

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Ci prendiamo il tempo per vivere tutto con calma, quindi. Andiamo a fare colazione, facciamo un giro per l’hotel e torniamo in camera ad ammirare le torri Petronas, lo sfondo notturno e diurno del nostro viaggio a Kuala Lumpur. In tarda mattinata usciamo e con la metro raggiungiamo Little India, un posto davvero interessante, molto vivace e colorato, pieno di negozi caratteristici che vendono ogni cosa dal cibo indiano alle stoffe, tutto condito da un sottofondo di musica tradizionale che mette tanta allegria.

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Da Little India ci spostiamo in taxi, quindi, verso la Masjid Negara, la Moschea Nazionale con il suo suggestivo minareto. La Masjid Negara è stata uno dei primi edifici costruiti subito dopo l’Indipendenza dalla corona britannica ed è una della pochissime moschee visitabili per i non musulmani. Distante pochi minuti a piedi  dalla Moschea, si trova la Stesen Keretapi, la vecchia stazione dei treni di Kuala Lumpur, che, al contrario, rappresenta uno dei più evidenti segni della presenza del colonialismo inglese nella capitale malese.

Si sta facendo sera e preferiamo tornare, domani ci aspetta un volo intercontinentale e vogliamo essere riposati. Quindi, torniamo al Traders Hotel e ne approfittiamo per fare un salto alla Traders Club Lounge panoramica al 32 esimo piano dove dalle 17 alle 19 ogni giorno c’è l’evening Cocktail Hours e si può bere e mangiare gratuitamente ammirando la vista magnifica sulle torri Petronas. Salutiamo così Kuala e lei saluta noi, con il suo skyline mozzafiato che ci auguriamo di rivedere presto. Selamat Tinggal KL!

Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.