Cosa vedere al Castello Sforzesco, la Milano che non ti aspetti

Quando si pensa a Milano, qual è la prima cosa che viene in mente? Sì esatto, il Duomo. Il Castello Sforzesco, invece, passa sempre in secondo piano eppure, senza nulla togliere al più grande e complesso edificio gotico d’Italia, il Castello di Milano rappresenta uno dei simboli più importanti di Milano che non può assolutamente mancare tra nell’elenco delle cose da vedere nel capoluogo lombardo. Io ci sono stata un martedì pomeriggio di metà ottobre quando l’ingresso è gratuito e, anche se non sono riuscita a vedere tutto, la visita è stata molto piacevole.

Molti non sanno, infatti, che il Castello Sforzesco di Milano oltre ad essere un’imponente fortificazione incantevole anche semplicemente da visitare dall’esterno, passeggiando lungo i cortili, i giardini, la piazza, le torri e le mura è un luogo ricco di arte e di storia anche al suo interno grazie alla presenza di numerose sale espositive dislocate in diverse aree del complesso. Tra i musei più importanti troviamo il Museo d’Arte Antica, il Museo degli strumenti musicali, il Museo della Preistoria, il Museo Egizio e la Pinacoteca del Castello.

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A questi si è aggiunto nel 2015 un nuovo allestimento dedicato alla Pietà Rondanini di Michelangelo, l’ultima opera realizzata dall’artista toscano prima di morire e lasciata incompiuta, che è possibile ammirare in un sala realizzata ad hoc nell’antico Ospedale Spagnolo del Castello Sforzesco. Una volta completate le visite (i musei chiudono alle 17), non andate via ma approfittatene per gustarvi un interessante viaggio nel passato, gustandovi l’atmosfera magica che si respira nel cortile della Rocchetta e in Piazza Castello, completamente pedonale.

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Di fronte a tanta bellezza, si fa fatica a non emozionarsi. Io mi sono scatenata a fare fotografie da ogni prospettiva ma nessuna riusciva a soddisfarmi del tutto perché avevo l’impressione che non rendessero giustizia al fascino di questo luogo che racconta Milano e la sua storia, una storia di dominazioni che in questo Castello hanno concretizzato dominio e tirannide,  tanto da scatenare l’ira dei milanesi che hanno sempre tentato di distruggerlo fino all’Unità d’Italia quando finalmente hanno iniziato a riconsiderarlo in quanto centro di cultura.

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Uscendo dalla piazza, in direzione quartiere Brera, vi ritroverete davanti un’enorme fontana zampillante che per la sua forma i milanesi hanno nominato “la turta di spus” le cui vicende meriterebbero un racconto a parte. Pur essendo stata presente una fontana in quel punto fin dal 1936 in occasione dell’arrivo di Mussolini a Milano, era stata poi smontata nel 1860 a causa di alcuni lavori alla metropolitana e rimontata solo nel 2000, dopo un importante restauro. Ad oggi conta ben 180 lampade a led che di sera creano dei suggestivi giochi di luce!

Se è da qui che siete entrati, invece, vi consiglio di proseguire il giro, oltrepassata la Rocchetta, entrando in Piazza Cannone, dall’altro lato. Vi ritroverete nel verde del Parco Sempione, il parco principale della città e il secondo più antico dopo i Giardini Pubblici Montanelli. Da semplice castagneto della corte sforzesca,  Parco Sempione richiama volutamente lo stile dei giardini inglesi e offre a chiunque abbia voglia di prendersi una pausa dal caos cittadino la possibilità di ricaricarsi nel silenzio e la pace della natura.

Per altre foto del mio viaggio a Milano, segui l’hashtag #milanoconaltriocchi sul mio profilo Instagram!

2 Commenti

  1. Anna Maria

    Percorrendo parole ed immagini, con un pizzico di fantasia, siamo riusciti a vedere oltre! La voglia di essere lì presenti un po’ ci addolora; forse sarebbe meglio programmare e volare, anche solo x pochi giorni. Raccontaci ancora le tue scoperte, Marianna.

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