I bellissimi borghi della Costiera Amalfitana, collegati dalle curve ed i tornanti della strada statale 163 Amalfitana, si susseguono uno dopo l’altro lasciando spazio a paesaggi, scenari, sogni e sono ognuno una scoperta meravigliosa che non smette mai di sorprendere. Tra questi borghi c’è anche la splendida località di Maiori, che non mi stanco mai di visitare. Questo utile itinerario dedicato a cosa vedere a Maiori, comprende i luoghi che mi hanno colpito di più e che sono riuscita a visitare in alcune ore di tour ma sono sicura che curiosando qua e là sarete bravi a trovare altre chicche e gioielli nascosti di questo incantevole borgo.

Di solito, la maggior parte dei turisti che visitano Maiori in un giorno, una volta arrivati, restano sul lungomare o si rilassano in spiaggia. E fanno bene, ci mancherebbe! Peccato, però, che le cose da vedere a Maiori, le più interessanti perlomeno, si incontrano addentrandosi nel cuore del centro storico. Così, dopo aver ammirato per qualche minuto anch’io l’incantevole mare della Costiera, mi sono avviata verso Corso Reginna, scritto rigorosamente con due “n”, come il nome originario di Maiori, “Reghinna Maior”, di derivazione etrusca.

Come sempre, poi, alla storia bisogna aggiungere la leggenda e Maiori ne ha alcune molto intriganti. Una di queste è stata raccontata dallo scrittore latino Plinio, secondo il quale questo borgo incantevole della Costiera discende da Maia, divinità della mitologia romana, traducibile dal latino in “colei che porta crescita” oppure “colei che è grande”. Altre leggende, invece, attribuiscono la fondazione di Maiori ai greci o ancora ad Ercole, a cui gli abitanti pare avessero dedicato un tempio nella frazione Erchie, qui approdato dopo le sue famose fatiche.

Dopo alcuni minuti di passeggiata lungo il corso, dove sorge il Municipio, negozi di abbigliamento e souvenir, e pasticcerie con tante bontà del luogo, è impossibile non accorgersi dello splendido Palazzo Mezzocapo, immancabile nell’elenco di cosa vedere a Maiori durante il vostro tour. Quest’antica residenza appartenuta al marchese Mezzocapo, oggi sede degli uffici comunali, della biblioteca e di un archivio storico, risale, infatti, al Cinquecento e fa parte di un più grande complesso di cui fanno parte anche dei meravigliosi giardini all’inglese.

Quando sono arrivata all’ingresso, aveva appena chiuso, che sfortuna! Non ho potuto fare altro che ammirare, dopo aver oltrepassato l’ampio portale e il cortile, le due scalinate marmoree che conducono al piano superiore ma mi è bastato per restarne affascinata. Vi consiglio di visitarlo anche all’interno, però: i pavimenti maiolicati di Vietri, di cui ho parlato qui ed i bellissimi affreschi del pittore tedesco Ernst Ludwig sono davvero imperdibili, in particolare per un appassionato d’arte.

Da qui possiamo ora intraprendere la breve ma ripida salita di Via Santa Scala per raggiungere la Chiesa Collegiata di Santa Maria a Mare, risalente al XIII secolo, che prende il suo nome dalla statua che secondo la tradizione sarebbe stata trovata nel 1204 sulla spiaggia. L’edificio religioso rientra nell’elenco delle cose da vedere a Maiori, considerata la sua importanza per la comunità locale e per il museo d’arte sacra “Don Clemente Confalone”, ospitato all’interno della cripta, che raccoglie pezzi di grande valore artistico e culturale.

Ritorniamo adesso verso il corso principali e proseguiamo la nostra visita di Minori, addentrandoci ancora nel centro storico. Cinque minuti appena ci separano dalla Chiesa di San Domenico, lontana dalla folla e dai vacanzieri, inagibile per molti anni a causa dei danni provocati dal terremoto del 1980 e oggi finalmente ristrutturata e aperta al pubblico. La Chiesa, in realtà, faceva parte in origine di un antico Convento domenicano, ora di proprietà comunale, per il quale si sta progettando una nuova destinazione con finalità formative e turistiche.

Ce ne sarebbero tante altre di cose da vedere a Maiori, dal Castello di San Nicola al Sentiero dei Limoni, che conduce direttamente al vicino borgo di Minori, ma siamo a piedi e non abbiamo abbastanza tempo. Il sole picchia e decidiamo di tornare verso il lungomare dove finalmente l’ombra degli alberi e le panchine ci offrono un po’ di meritato riposo e visto che, dopo la stanchezza, anche la fame inizia a farsi sentire, ci dirigiamo verso il lungomare per rifocillarci in uno dei bar  della spiaggia e godere di una meravigliosa vista sul mare della Divina Costiera! Cosa chiedere di più?

Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.