Tendenza “No Kids”: hotel e ristoranti senza bambini

Diciamocelo chiaro senza ipocrisia la tendenza No Kids inizia a piacerci e non poco. Per una coppia senza bambini una vacanza non è vacanza se ci sono bambini che piangono, strillano, corrono come i forsennati avanti e indietro rumorosamente. A soddisfare questo bisogno di vero e totale relax ci hanno pensato locali e hotel No Kids, che hanno fatto la scelta di non accettare bambini nelle loro strutture.

Questa decisione è in realtà il frutto di una presa di coscienza ormai sempre più diffusa a livello globale, partita dagli Usa dopo la pubblicazione del libro “Mamma pentita, No Kid. Quaranta ragioni per non avere figli” di Corinne Maier, e giunta in Europa grazie all’intuizione di alcuni imprenditori lungimiranti proprietari di ristoranti e hotel , che qualche anno fa hanno cominciato ad introdurre un “Vietato l’ingresso ai bambini” nel processo di selezione della clientela.

Dopotutto le coppie felicemente “childfree” sono un quarto del totale nelle società occidentali ed è comprensibile che, a fronte della scelta di non avere figli, vogliano godersi il loro momento di pace e silenzio quando sono in vacanza. Ad approfittare dello stile di vita “No Kids” sono anche alcune compagnie aeree come l’inglese Thomas Cook Airlines che offre i cosiddetti voli “childfree” diretti verso villaggi e hotel con la stessa filosofia.

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Dai paesi notoriamente “children friendly” del nord Europa fino a Germania, Austria  e Spagna la “moda” del “No Kids” è diventata contagiosa talmente contagiosa da “infettare” anche il Belpaese dalla Valle d’Aosta alla Sicilia fino all’isola di Capri dove, pur in assenza di divieti ufficiali, gli ospiti adulti sono preferiti perché permettono di godersi un soggiorno all’insegna della pace e del relax.

Insomma, se proprio non si vuole rinunciare ad una vacanza di pace assoluta adesso si può rinunciare al solito hotel per famiglie chiassoso e confusionario ed optare per un hotel “No Kids” dove trascorrere in pace ogni singola ora del proprio soggiorno. Voi cosa ne pensate: meglio godersi la pacchia in un hotel per soli adulti o tentarla in un hotel qualunque rischiando di non uscirne molto rilassati?

4 Commenti

    1. Ciao Patrick, grazie di essere passato a trovarmi. Sono d’accordo, vietare non è molto bello. Il “vietato entrare” sembra voler escludere e ghettizzare una categoria di persone o animali in alcuni casi ma va interpretato in modo più leggero e motivato dal semplice fatto che chi non ha bimbi può volere relax totale in certi momenti dell’anno. Ho sperimentato in prima persona il soggiorno in un hotel con bambini molto vivaci e di relax ne ho visto poco, per non parlare della piscina, praticamente off-limits.

  1. Ciao Marianna, io credo che sia una tendenza che rispecchia l’andamento della nostra società… che mi fa rabbrividire! non saper sopportare il pianto di un bambino è una cosa pessima e mi fa pensare ai vecchietti burberi che vogliono riposare. ..Allora io trovo più fastidioso un cane che abbaia tutto il giorno, o chi ti fa ascoltare la sua radio preferita in spiaggiaa, ma non mi piacciono le ghettizzazioni! Poi capisco che se uno vuol riposare gli dia fastidio il vociare dei bambini, ma la tolleranza dov’è finita? dove abito io c’è uno stabilimento balneare noto per la pace …silenzioso come una tomba. 😉

    1. Ciao Elena, grazie per essere passata. Hai ragione da un lato perché è una decisione abbastanza drastica quella dei locali No Kids però io non credo sia solo una questione di intolleranza perché, ad esempio, a me piacciono i bambini e mi è capitato tante volte di andare in posti di villeggiatura dove erano anche molto vivaci. Credo solo che non avendo figli ma assoluto bisogno di relax in alcuni momenti dell’anno, questa opzione può essere presa in considerazione. Dopotutto, ci sono mille mila posti aperti a tutti, quindi, non credo si faccia un torto a qualcuno! A presto 🙂

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