5 bellissimi film di viaggio che mi hanno fatto emozionare

Viaggiare davvero è fantastico ma anche guardare film di viaggio può essere emozionante e commovente, divertente e/o istruttivo. In questo articolo non troverete tutti i film di viaggio più belli secondo i viaggiatori ma film di viaggio che sono piaciuti alla sottoscritta. Dal viaggio romantico in Cina con Il Velo dipinto all’avventura tragicomica di A spasso nel bosco, passando per capolavori come Sette anni in Tibet e La mia Africa fino a storie di viaggio estreme come quella di Christopher McCandless, ecco a voi alcuni tra i film di viaggio da vedere secondo me.

1. Il velo dipinto

Il velo dipinto: tutto inizia con un romanzo. Si, il romanzo di William Somerset Maugham, scrittore e commediografo del Novecento, parigino di nascita cresciuto e vissuto negli Stati uniti. Tra i più famosi del mondo letterario anglofono, non ebbe vita facile e, soprattutto in amore, non poche delusioni. Egli stesso confessava di aver sempre amato persone a cui interessava poco o niente di lui e quando qualcuno lo aveva amato, ne era imbarazzato e per non ferire i sentimenti altrui, spesso fingeva passioni che non provava.

Ed è forse da queste esperienze spiacevoli che nascono molti suoi capolavori tra cui “Il velo dipinto” del 1925 che, non a caso, ha ispirato ben tre trasposizioni cinematografiche. Una di queste e la più recente vede protagonisti Edward Norton e Naomi Watts. I due attori interpretano le vite e l’amore travagliato di Walter e Kitty. Lei ha deciso di convolare a nozze soltanto per una sua personale convenienza a differenza di lui che, invece, l’ha amata fin dal primo momento.

Il carattere un po’ chiuso di Walter, batteriologo di professione, tuttavia, rende a Kitty dura la vita quotidiana e quando, per lavoro, si trasferiscono ad Hong Kong, lei trova il modo per evadere. Lui se ne accorge e la trascina in una cittadina desolata della Cina che tenterà di salvare dal colera. Kitty non ama viaggiare e disdegna culture e tradizioni diverse dalle sue ma è proprio in questo contesto molto delicato che lo spettatore assiste a profondi cambiamenti dei personaggi che ha conosciuto.

Una storia triste quella che viene raccontata dal film eppure in questa tristezza risiede un ritrovato desiderio di amore e fedeltà. Walter e Kitty subiscono un mutamento nella loro personalità e atteggiamento verso la vita. In particolare, Kitty, distrutta e annichilita da una vita che odia, sarà capace di rinascere e comprendere che l’amore non è solo quello delle forti e indomabili passioni ma anche della fiducia e del rispetto eterno. A volte il più grande dei viaggi è la distanza fra due persone ma “quando amore e dovere coincidono, allora la grazia è dentro di te“.

2. La mia Africa

La mia Africa è un film davvero bellissimo ed emozionante che racconta la vera storia d’amore in terra africana tra Karen Blixen, ricca proprietaria di piantagioni danese e il selvaggio cacciatore Denys Finch Hatton. L’ho rivisto recentemente dopo la mia visita alla casa di Karen Blixen a Nairobi, dove viveva la protagonista di questa storia. Sì, perché La mia Africa non è solo un film ma un racconto basato su una storia vera, quella di Karen Blixen che è al tempo stesso protagonista e autrice dell’opera da cui la pellicola è tratta, Out of Africa.

Il film, sebbene non rispecchi completamente il libro, è comunque abbastanza veritiero nel narrare le vicende di Karen e Denys, magistralmente interpretati da Meryl Streep e Robert Redford e lo dimostra il fatto che ha riscosso un successo internazionale e vinto ben sette premi Oscar nel 1986, tra cui Miglior fotografia, merito sicuramente anche della bellezza di fauna e flora locali, anch’esse protagoniste del film insieme ai due attori. 

Curiosità interessante che ho scoperto durante la mia visita alla fattoria di fattoria di Karen Blixen. La scrittrice danese firmò alcune delle sue opere con pseudonimi maschili come Pierre Andrèzel e Isak Dinesen (suo cognome di nascita) per nascondere il fatto di essere donna e per lungo tempo nessuno si accorse di nulla. La curiosità scaturita dal successo dei suoi libri portò i giornali a fare indagini sull’identità di questi scrittori fino all’annuncio del settimanale Politiken in cui si svelava pubblicamente che Isak Dinesen era in realtà la baronessa Blixen.

3. Sette anni in Tibet

Diretto da Jean-Jacques Annaud nel 1997, Sette anni in Tibet è un film che prende ispirazione da un libro autobiografico, la cui pubblicazione risale al 1953. Sette anni nel Tibet (Sieben Jahre in Tibet in tedesco) è il titolo del libro il cui autore, Heinrich Harrer, alpinista austriaco, nel film viene interpretato dall’attore Brad Pitt. La storia è proprio quella di Heinrich Harrer. L’alpinista austriaco decide di pianificare una spedizione sul Nanga Parbat, tra le vette più impervie dell’Himalaya.

Dopo numerose vicissitudini, Harrer e compagni si imbattono in soldati inglesi dai quali vengono imprigionati in un campo di concentramento in India, essendo loro austriaci visti come nemici. Dopo vari tentativi, però, riescono a fuggire e Harrer in compagnia di Peter Aufschnaiter (David Thewlis), raggiunge finalmente il Tibet dal quale spera di poter scappare una volta per tutte.  Ma in realtà il luogo da cui vorrebbe fuggire è un mondo coinvolgente e affascinante di cui si innamora.

La città proibita di Lhasa lo accoglie con grande generosità e il legame, da cui scaturirà una bella amicizia, con  il piccolo Dalai Lama gli stravolgerà la vita… per sempre. Gli insegnamenti e le lezioni apprese durante la permanenza di Sette anni in Tibet e il cammino lo aiuteranno a migliorare se stesso e la propria vita a lenire le sue ferite spirituali e colmare le sue mancanze. Sette anni in  Tibet è un film epico ed ambizioso che trasforma la mente e il cuore del protagonista, prima sostenitore delle idee naziste e riesce ad catturare lo spettatore con eccellente maestria.

La trasformazione di Harrer in uomo mite e pacifico si evince in modo chiaro ma mai banale e scontato. Jean-Jacques Annaud da esperto conoscitore di paesaggi è stato capace, in Sette anni in Tibet, di sostituire in modo davvero perfetto gli scenari del Tibet con quello di Ande e Canada anche se, in seguito, il regista confessò di averne girate alcune anche in territorio tibetano. Se gli appassionati del genere action troveranno Sette anni in Tibet un po’ lento e melodrammatico, per gli amanti dei viaggi e delle destinazioni esotiche sarà un piacere assistere a 139 minuti di racconti e costumi lontani, paesaggi e montagne e le chiacchierate di Harrer con il giovane Dalai Lama.

4. Into the wild

Il film Into the wild basato sulla vera storia di Christopher McCandless mi ha emozionato tantissimo. Questo ragazzo americano proprio come sognano molti di noi, dopo il diploma molla tutto e si mette a viaggiare. Il suo però è un viaggio particolare, non solo di scoperta di nuovi luoghi quanto soprattutto un viaggio alla scoperta o riscoperta di sé stesso con l’alter ego di Alexander Supertramp.

Durante il suo viaggio attraversa gli USA, spostandosi da uno stato all’altro, da una città all’altra, affrontando condizioni climatiche decisamente difficili fino a raggiungere l’Alaska. Il film è in parte frutto della fantasia degli sceneggiatori e in parte una ricostruzione basata sui racconti di amici e familiari e di appunti sui diari del giovane che riflette sui disagi e le difficoltà del vivere in una natura così selvaggia e sul prezzo che si è disposti a pagare per “dissociarsi” dai vizi e dai mali della società odierna.

Impossibile non ricordare le celebri parole di Christopher in uno dei passaggi cruciali del film: “C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura“.

5. A spasso nel bosco

Quando ho iniziato a guardare A spasso nel bosco con i mitici Robert Redford, Nick Nolte ed Emma Thompson non immaginavo che mi avrebbe preso così tanto! Che dire, bellissimo a partire dalla location in cui è ambientato: il sentiero degli Appalachi, uno dei sentieri escursionistici più celebri del mondo, lungo circa 3510 chilometri. Non lo conoscevo e poterne ammirare i meravigliosi scorci anche se solo attraverso i fotogrammi del film mi ha di sicuro ispirato per uno dei miei prossimi viaggi.

Il film è tratto da A Walk in the Woods un libro scritto nel 1998 da Bill Bryson interpretato da Redford che racconta l’avventura dell’autore sugli Appalachi insieme ad un insolito compagno di viaggio. Al di là della trama, molto simpatica ed avvincente, A Walk in the Woods mi ha fatto riflettere su quanto il senso del viaggio possa essere diverso per ognuno di noi e, nonostante questo, mantenere la sua legittimità. Spesso, tendiamo a criticare chi viaggia in modo diverso dal nostro, ad esempio, dando per scontato che c’è un unico modo giusto per visitare un posto ma non è così.

Ognuno di noi ha le proprie attitudini ed i propri interessi, i propri punti di forza ed i suoi limiti e si può viaggiare seguendo l’istinto, all’avventura o programmando tutto nei dettagli ma questo non deve necessariamente invalidare la bellezza intrinseca di un viaggio perché la bellezza è di chi sa coglierla non di chi è più bravo a farlo. La meta non è un obiettivo da raggiungere o una bandierina da mettere sulla mappa, è ciò che accade durante che conta più di tutto.

Vuoi saperne di più sul film A spasso nel bosco? Continua a leggere qui.

Un commento

  1. Difficile dover scegliere tra soli cinque film. Per me non dovrebbe mancare in questa lista “Priscilla-La regina del Deserto”. Un viaggio soprattutto interiore, di accettazione e di orgoglio. E poi i panorami australiani sono incredibili!

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