Finalmente la primavera, le belle giornate, il sole, un bel clima, e la voglia di uscire, viaggiare, scoprire nonostante i miei bellissimi ma lunghi nove mesi di pancia che non mi consentono più grandi spostamenti. È così che prendiamo la decisione di visitare Treviglio, graziosa cittadina della bassa bergamasca, una domenica all’improvviso. Come voi, dopo aver visto qualche foto su internet, ci siamo subito domandati: “ok, carina andiamo ma cosa vedere a Treviglio?”. Se siete un cerca di risposte a questa domanda, le trovate nelle prossime righe.

Cosa vedere a Treviglio

Centro storico di Treviglio

Treviglio è una città facile e piacevole da visitare. Non essendo molto grande, il suo centro storico si presta benissimo ad una passeggiata non troppo impegnativa. Questo, però, non vuol dire che non ci siano cose interessanti da vedere a Treviglio, anzi. Punto di partenza della visita è la Piazza Luciano Manara che ospita gli edifici più importanti della città. Uno di questi è la Basilica di San Martino e Santa Maria Assunta, l’edificio di culto principale, con il suo campanile panoramico, la cui origine risalirebbe al V-VI secolo.

Proprio accanto alla Basilica, troviamo una piccola palazzina a due piani: è la casa della Piazza, dal nome di Simone della Piazza, che nel 1529, fondava al suo interno un ospizio per i pellegrini. Sono ancora visibili sulla facciata tracce di un dipinto raffigurante la Vergine in torno e i bassorilievi dal significato, però, ancora sconosciuto: c’è chi suggerisce un’allusione alle tre Villae Romane, riunitesi al fine di proteggersi a vicenda, e le successive tre chiese da cui sarebbe nata Treviglio.

Di fronte alla Basilica sorge, invece, il Palazzo Comunale risalente al XIV secolo e voluto dal podestà Guglielmo Pusterla per essere il simbolo del governo comunale. Un altro edificio interessante della piazza è, poi, quello del Castrum vetus, cioè “Castello Vecchio”, intorno a cui è sorto il nucleo antico di Treviglio che già vero l’anno Mille aveva raggiunto le dimensioni attuali, ormai non più riconoscibile poiché inglobato in nuove e più ampie fortificazioni e poi adibito a dimore private o di pubblica utilità.

A poca distanza dalla Piazza, si trova anche Via Galliari, la via dei Palazzi di Treviglio, e un santuario, il Santuario della Madonna delle Lacrime, realizzata proprio in onore della Madonna che, grazie alle sue lacrime, nel 1522, aveva salvato la città da sicura distruzione per mano delle truppe francesi. La storia di questo santuario ha visto alternarsi ampliamenti e modifiche fino ai giorni nostri ma il miracolo è rimasto vivo e immutabile nel cuore della comunità locale e dei credenti.

Per completare l’elenco di cosa vedere a Treviglio c’è un ultimo luogo da menzionare. Stavolta non si tratta di un edificio ma di una via. Sto parlando di Via Felice Cavallotti, scelta da Ermanno Olmi nel 1978 per girare a scena di un celebre film, L’albero degli zoccoli. I trevigliesi, tuttavia, la ricordano per un altro motivo. Qualche anno fa il Comune, con l’intento di riqualificare la via, diede il via a dei lavori di ristrutturazione. Qualcosa non funzionò, purtroppo, e oggi in soli 300m si trovano ben 201 tombini! Da qui il nome scherzoso con cui è chiamata e conosciuta: la via di tumbì.

Nei dintorni di Treviglio

Ma le cose da vedere a Treviglio non si limitano al centro storico: i suoi dintorni sono ricchi di sorprese! D’altronde, questa città si trova in una posizione turistica davvero strategica, essendo a breve distanza da molti luoghi interessanti da visitare. Qui sotto trovate un piccolo elenco con alcune delle mete principali e più vicine da vedere, se vi trovate da queste parti. Ma, mi raccomando, se ne conoscete altre, condividetele con me nei commenti e le aggiungo alla lista per il bene di tutti  viaggiatori!

Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.