Polvere sei e polvere tornerai, ma tra una polvere e l’altra un buon bicchiere non fa mai male.

Proverbio yiddish

Quando io e mio marito approdiamo sulle sponde dell’isola di Don Sao la prima cosa che vogliamo vedere sono le bottiglie di whisky laotiano. Avevo già letto qualcosina sul web ed ero rimasta incuriosita dal particolare ingrediente con cui viene prodotto: il cobra. Sì, avete capito bene: non essenza di cobra o aroma al cobra. Eh no, non sarebbe stato abbastanza inquietante!

Stiamo parlando di un vero e proprio cobra inserito all’interno, ovviamente morto (le foto rendono l’idea meglio della descrizione). Gli animalisti si scateneranno per l’uso decisamente improprio dell’animale ed io, per prima, pur non essendo una grande appassionata di serpenti, devo ammettere che vedere dei poveri cobra imbottigliati non è il massimo.

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Eppure, il whisky con cobra è una vera specialità del Laos e dell’Asia in generale. Molto diffuso anche in Thailandia, Vietnam e Cina, questo whisky sarebbe in grado di curare diverse patologie quali reumatismi, lombaggine e quella che loro definiscono in un inglese un po’ maccheronico “sweat of limbs“, forse, traducibile con eccessiva sudorazione del corpo.

Per ottenere l’effetto desiderato, basta assumerne “un bicchierino due volte al giorno prima dei pasti“, suggerisce l’etichetta! In tutto il villaggio di Don Sao, che si presenta come un grande mercatino open-air pieno di bancarelle, la merce principale sono proprio queste celebri bottiglie di whisky. Curiosando più da vicino, mi accorgo che esistono delle varianti.

In alcune bottiglie, infatti, di cobra se ne trovano due e in altre, invece del cobra, c’è lo scorpione oppure un cobra e uno scorpione, per chi non vuole farsi mancare nulla.  Pur essendo “venduta” come  specialità del Laos, la maggior parte dei turisti si avvicina soltanto per guardare e del nostro gruppo di viaggio, siamo i soli a comprarne… Eh già. i visitatori stranieri non sembrano apprezzare particolarmente queste bottiglie di whisky.

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Forse non conoscono la credenza laotiana secondo cui, bevendo un bicchiere di questo whisky, lo spirito del serpente o dello scorpione entra nel bevitore e ne diventa parte integrante, conferendogli la forza, la virilità e la resistenza che lo caratterizzano. Sarà davvero così, mi chiedo? Beh, mio marito non l’ha ancora assaggiato, quindi, non posso confermare.

Al momento la bottiglia è ancora ben chiusa in una vetrinetta del mio soggiorno e non mi pare che lui intenda aprila. Potremmo usarla per fare uno scherzo, però. Qualcosa del tipo: “Ehi stasera vi faccio provare un whisky eccezionale! Dai, assaggiate e ditemi se vi piace… poi vi spiego cos’è”. Già mi immagino la faccia che faranno… speriamo che non leggano questo articolo!

Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.