Al lago del Cuga si pescano emozioni

Ma quanto è bello il lago del Cuga? Parecchio e pensare che, come per molti posti belli della Sardegna, ci sono capitata un po’ per caso senza  sapere cosa mi aspettasse. Sì, perché in quest’isola bellissima ci sono luoghi di grande fascino che nessuno conosce se non quelli che abitano nelle zone limitrofe. E dato che nessuno li conosce è molto difficile scoprirli da soli. La stessa cosa è successa per il lago del Cuga, un sabato pomeriggio in cui non avevo voglia di stare a casa.

Il lago del Cuga, situato a pochi chilometri dal paese di Uri, dista appena 20 minuti da Alghero, quindi, in teoria si raggiunge velocemente. Non facilmente, però, perché non ci sono indicazioni e le strade che lo circondano non permettono l’accesso diretto. I 20 minuti si sono, quindi, raddoppiati e poi triplicati nel tentativo di trovare il giusto sentiero di ingresso al lago. Alla fine, dopo tanto girovagare, siamo riusciti ad imboccarne uno che ci ha avvicinato alla sponda.

Scesi dall’auto, il panorama davanti a noi ci ha ricompensato dell’attesa e abbiamo subito iniziato l’esplorazione del lago o meglio della diga del Cuga. Eh sì, perché in realtà questo è un lago artificiale prodotto dalla costruzione di una diga nel 1975, realizzata con il fine di irrigare la circostante pianura della Nurra. Ad esso si collega l’altro lago artificiale del Temo di cui vi ho parlato nell’articolo su Monteleone Rocca Doria.

Oltre a regalare ai suoi visitatori una bella passeggiata nella natura, il lago del Cuga ha anche una certa importanza storica. Lungo le sue rive, infatti, sono stati rinvenuti negli anni numerosi nuraghi, alcuni dei quali visibili solo nei periodi di secca. In realtà, di recente l’interesse verso queste antichissime testimonianze della presenza umana in Sardegna è tornato vivo anche grazie ai passi da gigante della tecnologia.

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Adagiati sul fondo del lago, i nuraghi Chessedu e Asturedu che, anche nei periodi di maggiore siccità, non erano più visibili sono riemersi in seguito ad alcune approfondite ricerche che hanno messo in funzione un ecoscandaglio, capace di mostrare i nuraghi sommersi attraverso immagini quasi tridimensionali e permetterne una mappatura minuziosa. Fantastico, vero?

Storia e nuraghi a parte, il lago del Cuga è una meta ideale per trascorrere un pomeriggio di relax, per passeggiare in un’atmosfera di quiete e pace e godere del magico silenzio di questo spazio, verde come pochi. Gli scorci panoramici che regala da molteplici angolazioni sono, poi, l’altro valore aggiunto di una sosta al lago del Cuga. Non mi sarei mai stancata di fotografarli e di ammirarli perché ognuno di essi raccontava il lago in una prospettiva diversa.

Insomma, dal mio racconto avrete capito che visitarlo è d’obbligo se vi trovate da quelle parti ma se anche deciderete di andarci appositamente, vi assicuro che ne sarà valsa la pena. Purtroppo, non essendo considerata una destinazione turistica sono in pochi a conoscerlo e frequentarlo. E se, da un lato, questo aspetto rende il lago del Cuga ancora più unico e suggestivo, dall’altro dispiace che non tutti possano usufruirne.

Spero, perciò, con il mio racconto di offrire un piccolo contributo per la valorizzazione di un patrimonio storico naturalistico che merita di essere scoperto e visitato! Anche voi potete fare qualcosa, condividere quest’articolo e far sapere a tutti che il lago del Cuga esiste ed è un gran bel posto da visitare per un passeggiata romantica, un picnic in famiglia, una sessione di birdwatching e tutto quello che la fantasia vi suggerisce.

Per altre foto, segui l’hashtag #mylifeinsardegna sul mio profilo Instagram!

2 Commenti

  1. Anna Maria

    Dalle foto traspare una sensazione di calma, che accentua la bellezza del posto. Le informazioni pacate, chiare ed esaustive invogliano ad andare ad ammirare di persona; io ci sono stata una volta, ma avrei tanta voglia di rivedere altri angoli del lago. Complimenti!

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