Viaggiare non significa solo mettere i piedi in un altro paese ma anche essere interessati alla sua storia e cultura. Questo è il motivo per cui il momento del viaggio inizia ben prima il fatto stesso di viaggiare. Per chi sta per partire per Parigi o per altre località francesi e vuole documentarsi sulla bandiera della Francia o semplicemente per chi è curioso di saperne di più, ecco un articolo sulla bandiera francese in cui scoprirete origini, significato e tante curiosità. Pronti a viaggiare nella storia della bandiera francese?

Origini della bandiera francese

Chi non conosce la bandiera francese! I suoi colori blu, bianco e rosso sono famosi in tutto il mondo e le sue origini hanno radici antichissime e una storia davvero appassionante che ha uno stretto legame con la Rivoluzione francese, come avrete sicuramente studiato a scuola. I colori che la contraddistinguono risalgono, infatti, proprio a questo periodo storico. Inizialmente erano solo due: blu e rosso, che rappresentano la città di Parigi ed, in particolare, le sue milizie che indossavano coccarde rosse e blu.

Al rosso e al blu, nel 1789, per volere del primo generale della Guardia Nazionale Gilbert Du Motier, marchese di Lafayette, si aggiunse poi anche il bianco, dando così vita alla coccarda francese tricolore. Bisognerà aspettare ancora qualche anno, però, per vedere la bandiera tricolore, per l’esattezza il 15 febbraio 1794, quando, durante la Prima Repubblica francese, con una legge, divenne vessillo nazionale, con il blu sul lato dell’asta.

Storia della bandiera francese

Ma perché i francesi scelsero proprio questa come bandiera ufficiale del loro paese? In realtà, i colori blu e rosso legarono ben presto il loro significato alla storia della monarchia francese, con il blu ad indicare la famiglia dei Capetingi, il rosso i Carolingi, mentre il bianco rappresentava la casa reale Borbone. Dopo la rivoluzione, la caduta della monarchia e il trionfo della repubblica, tuttavia, il significato della bandiera doveva necessariamente cambiare. Così, il rosso, faceva ora riferimento al sangue dei martiri della rivoluzione e il bianco ai militari, che indossavano una sciarpa bianca, ma anche a Giovanna D’Arco e alla Vergine Maria, patrona della Francia, cui il Paese era stato consacrato.

In realtà, le associazioni religiose non finiscono qui. Il blu era, infatti, anche il colore di San Martino, il vescovo di Tours, che viene ricordato per l’aneddoto del mantello tagliato in due parti e regalato ad un poverello mentre il rosso era il colore legato a San Dionigi, patrono di Parigi. A questi significati, infine, dobbiamo aggiungere anche un ultimo. Eh già perché in effetti i colori blu, bianco e rosso corrispondono anche i tre stati in cui era suddivisa la società, cioè clero, nobiltà e, in ultimo, il popolo, il famoso terzo stato.

Curiosità sulla bandiera francese

La bandiera francese non è sempre stata come la conosciamo oggi e così pure l’ordine dei suoi colori. La prima bandiera francese, infatti, al posto del blu, aveva il rosso accanto all’asta e c’è stato un periodo della storia in cui era addirittura era bianca. È accaduto durante la restaurazione tra il 1814 e il 1830 (unica eccezione nei 100 giorni, in cui Napoleone ripristinò il tricolore francese).

La bandiera francese con i colori blu, bianco e rosso fa il suo ritorno nel 1830 ed è così che è rimasta fino ad oggi. L’unico cambiamento riguarda il tono dei colori, più chiaro a partire dal 1976. Per un interessante e veloce approfondimento visto, ti consiglio di vedere questo video pubblicato da Rai scuola. L’unità evidenzia i tratti storici e le motivazioni politiche che hanno caratterizzato nel tempo la costituzione della bandiera francese, che ha trovato nella rivoluzione del 1789 il momento topico della sua collocazione simbolica.

Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.