Ci sono dei posti che ti entrano subito dentro. Mi è successo con una gita di un giorno in Brianza grazie all’occasione del primo Blogger Day organizzato dal Consorzio Brianza che nutre che mira allo sviluppo turistico della Brianza attraverso la ricerca e soprattutto la promozione delle eccellenze di questo territorio che più di molti altri del nostro stivale soffre della vicinanza di una città vicina molto “ingombrante”, in questo caso Milano, che ne ha sempre un po’ offuscato la presenza.

Se, infatti, per altre regioni l’associazione con il capoluogo non è cosi automatica (basti pensare alla mia Campania dove certo il pensiero va subito a Napoli e ai borghi della Costiera Amalfitana e Sorrentina), quando si pensa alla Lombardia il primo posto che ci viene in mente è sempre Milano non di certo la Brianza. Ecco allora che il Consorzio, nato in occasione di Expo 2015, si è posto il faticoso obiettivo di valorizzare questo territorio mostrando al mondo tutte le sue cose belle che “nutrono” i luoghi circostanti e la stessa Milano.

Da qui proprio la scelta del nome “Brianza che nutre” fatta con il preciso intento di comunicare un’area geografica, storica e culturale da sempre trascurata dal turismo. Un vero peccato perché se io in poche ore me ne sono innamorata immaginiamo cosa potrebbe succedere ad un viaggiatore che decide di visitarla per qualche giorno! E Brianza che nutre può certamente aiutarvi sia nella pianificazione di un itinerario sia per la sua effettiva realizzazione.

Una missione coraggiosa la loro che merita senz’altro di essere supportata e sono felice di essere stata coinvolta in modo da poter anch’io contribuire alla condivisione e l’esperienza diretta dei luoghi e delle persone conosciuti nel Blogger Day, una gita di un giorno in Brianza insieme ad altre blogger durante la quale ho avuto il privilegio di conoscere un pezzo di Brianza a me sconosciuto in 4 tappe.

Un giorno in Brianza: 4 cose da fare

1. Visitare la casa laboratorio di Alberto Casiraghy

Fondatore della casa editrice Pulcinoelefante, Alberto è un uomo di cultura e di mondo, dinamico, altruista e poliedrico che nella sua casa laboratorio di Osnago stampa ancora libri a mano proprio come si faceva nel medioevo. Conoscerlo e poter parlare con un protagonista della storia brianzola, lombarda e italiana è stato davvero emozionante come è stato emozionante ascoltare le sue storie di vita vera, vederlo muovere con cura i caratteri di stampa e declamare con passione i versi di Alda Merini. Un luogo speciale la sua casa, carico di emozioni e parole!

2. Provare i sapori locali all’Osteria dello Strecciolo

La seconda tappa del nostro Blogger Day ci ha permesso di scoprire l’Osteria dello Strecciolo a Robbiate e provare la cucina dello chef Stefano Riva che riesce con grande versatilità e fantasia a rivisitare i piatti tradizionali per conferire loro un aspetto ma anche un gusto più moderno e più inclusivo, tant’è che i vegetariani sono i benvenuti (io ho mangiato benissimo) ed è persino presente un intero menu dedicato ai vegani reso davvero appetitoso e genuino grazie anche all’impiego di rosmarino e di altre erbe che il territorio offre e di prodotti stagionali, da sempre raccomandati da medici e nutrizionisti.

La seconda tappa del nostro Blogger Day ci ha permesso di scoprire l’Osteria dello Strecciolo a Robbiate e provare la cucina dello chef Stefano Riva che riesce con grande versatilità e fantasia a rivisitare i piatti tradizionali per conferire loro un aspetto ma anche un gusto più moderno e più inclusivo, tant’è che i vegetariani sono i benvenuti (io ho mangiato benissimo) ed è persino presente un intero menu dedicato ai vegani reso davvero appetitoso e genuino grazie anche all’impiego di rosmarino e di altre erbe che il territorio offre e di prodotti stagionali, da sempre raccomandati da medici e nutrizionisti.

3. Godersi la natura al Monsereno Horses

Dopo aver nutrito prima la mente e poi il corpo, è tempo di rifarsi gli occhi e andare alla scoperta della bella natura verde della Brianza. Per farlo siamo passati al Monsereno Horses, un grande maneggio di Imbersago dove vivono dei bellissimi cavalli e  dove lavorano persone speciali davvero che dedicano buona parte della loro attività quotidiana, all’ippoterapia, particolarmente adatti a bambini e ragazzi con difficoltà motorie e, in particolare, a disabili fisici e psichici ma anche alla coltivazione di un bellissimo orto dove si producono non solo ortaggi ma anche preziosi e gustosi frutti rossi.

4. Salire a bordo del traghetto Leonardo sull’Adda

La tappa finale di questo tour targato #Brianzachenutre non poteva che essere sull’Adda per salire a bordo del Traghetto di Leonardo, l’unico esemplare esistente di traghetto guidato a mano, che prende il nome dal suo progettista, Leonardo da Vinci e che collega Imbersago e Villa d’Adda. A traghettarci da una sponda all’altra è Ingrid che ogni giorno e più volte al giorno consente a persone e mezzi, veicoli compresi, di “attraversare” l’Adda per arrivare dall’altra parte sfruttando, proprio come Leonardo progettò, la corrente stessa del fiume. La gita di un giorno in Brianza volge al termine e noi riprendiamo la strada verso casa ma se voi potete prolungare il vostro viaggio, qui trovate ulteriori suggerimenti su cosa vedere in Brianza in due giorni

Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.