Wu Ming e Terra Project raccontano l’Italia attraverso i quattro elementi

Il dialogo tra il linguaggio di scrittura e fotografia è possibile. Lo dimostra il progetto Quattro, un libro fotografico realizzato nel 2013 che racconta l’Italia attraverso l’immagine fotografica e il testo scritto. A dar vita al progetto sono stati il collettivo fotografico Terraproject e il collettivo letterario Wu Ming.

Questo libro fotografico era stato annunciato come un “progetto transmediale multiautore” che combinava la fotografia documentaria di TerraProject con il linguaggio della scrittura di Wu Ming. Ma in cosa consiste concretamente il progetto 4? Le immagini utilizzate sono quelle di un reportage fotografico di TerraProject del 2006 che immortalano, in modo originale, i quattro elementi primordiali: aria, acqua, terra e fuoco.

Il senso del documentario stava nel fatto che le fotografie non avevano uno scopo estetico fine a se stesso ma, appunto, documentavano le “bruttezze” del nostro mondo create dall’uomo negli ultimi decenni, diventando una testimonianza dell’inquinamento urbano e industriale, dei mostri di cemento sulle nostre coste, dello spreco di risorse e dell’abbandono fino a situazioni di vero degrado.

Come dal nome del progetto, 4 sono gli autori del reportage fotografico: Michele Borzoni, Simone Donati, Pietro Paolini e Rocco Rorandelli. Insieme hanno documentato attraverso i loro scatti semplici e comprensibili la deriva che sta prendendo il nostro paese. Nel 2010 si tenta di unire al messaggio delle immagini quello delle parole dello scrittore Wu Ming 2 per dare vita ad un libro fotografico.

I testi scritti da Wu Ming 2, però, non raccontano le storie presenti negli scatti di Terra Project e vogliono essere qualcosa di più di una semplice descrizione. Da qui l’idea di dar vita a dei monologhi dove i quattro elementi diventano dei personaggi narranti. Il risultato finale sono quattro libri fotografici sui quattro elementi, attualmente venduti in un cofanetto, che, in un mix di storia e immaginazione, accompagnano il lettore in un particolare viaggio in Italia.

Oggi questo libro fotografico è liberamente scaricabile. Il link per il download gratuito dei pdf originali dei quattro racconti si trova sul sito dedicato all’intero progetto, insieme agli mp3 con la voce di WM2 che legge i diversi testi (alla mostra – che ha toccato Firenze, Vicenza, Macerata e Roma – era in distribuzione un lettore audio con cuffie, per ascoltare i racconti guardando le foto).

E qui di seguito trovate le riflessioni finali, post libro fotografico, di Giovanni Cattabriga in arte Wu Ming 2 in merito al rapporto tra scrittura e fotografia. Davvero illuminanti!

Spesso le parole che si appiccicano sotto una fotografia sono parole di troppo. Data, luogo, autore: ogni altra informazione può guastare l’incanto. Perché sprecare tempo a illustrare ciò che l’immagine già racconta in un battere di ciglia? Non a caso, l’aggettivo “didascalico” si usa per criticare un discorso pedante, banale. 

Allo stesso modo, pochi scrittori amano illustrare i loro romanzi, per paura che le immagini sembrino stampelle di parole zoppe. Potete immaginare la mia sorpresa, allora, di fronte alla sfida che il collettivo TerraProject mi ha lanciato ormai un anno fa: scrivere non uno, ma quattro testi, da intrecciare agli scatti dei loro reportage.

Ho guardato le fotografie e mi sono venute in mente solo aggiunte superflue. Le ho riguardate, e tra Acqua, Terra, Aria e Fuoco, ho visto baluginare un quinto elemento invisibile. Alcune inquadrature, una volta selezionate e messe in fila, mostravano un inatteso legame narrativo. Storie che gli autori non avevano previsto e nemmeno inseguito con i loro obiettivi.

Allora mi sono detto che le parole, raccontando quelle storie invisibili, potevano illuminare un segreto che le foto da sole non riuscivano a svelare. Le ho riguardate ancora, e ho capito che di storie così ce n’erano ben più delle quattro richieste, e che il gioco combinatorio aveva bisogno di regole per non trasformarsi in puro pretesto.

Poche regole per impreziosire la sfida e alzare la posta.

  1. Primo, che le immagini fossero parte essenziale del racconto e non illustrazioni accessorie.
  2. Secondo, che il racconto rielaborasse – in tutt’altra forma – il senso profondo delle fotografie, senza tradirlo per altre emozioni.
  3. Terzo, che i quattro racconti avessero una struttura narrativa comune.

Wu Ming 2