Eindhoven, la quinta città più grande dei Paesi Bassi, è una città sfortunata che da sempre subisce il fatto di essere solo una tappa intermedia da bypassare in fretta per dirigersi verso la più bella e famosa capitale. Certo Amsterdam non è paragonabile alle altre città olandesi ma c’è anche da dire che, sfortuna a parte, Eindhoven non è una città brutta, come dicono alcuni, addirittura definendola come una tra le più brutte dei Paesi Bassi. Io che sono curiosa, però, e se non vedo non credo, ho deciso di trascorrerci una notte per poterla visitare.

La prima cosa che colpisce arrivando in terra straniera è il colore del cielo o meglio il suo non colore. Sì, perché con il passare dei giorni mi sono resa conto che il cielo di Nederland è sempre coperto dalle nuvole. Ogni tanto qua e là si scorge qualche pezzettino di cielo azzurro che fa capolino dalle nuvole ma per la maggior parte del tempo si presenta nelle varianti bianco sporco/grigio chiaro/grigio scuro e credo che il fattore clima contribuisca non poco all’atmosfera tetra dell’ambiente circostante. Forse è questo uno dei motivi per cui l’approdo ad Eindhoven non è dei più entusiasmanti.

Perché visitare Eindhoven

A guardar bene, invece, qualcosa per cui vale la pena di dedicarle una visita si trova, se non altro nella sua storia ed evoluzione economica, nella sua svolta tecnologica e moderna e nella presenza della Philips, grazie a cui si è guadagnata la fama di “città della luce”. Il ruolo dell’azienda olandese è, infatti, testimoniato dalle donazioni e gli interventi strutturali pensati per Eindhoven, come il carillon della Chiesa di Santa Caterina e il centro congressi Evolution con la sua particolare forma a disco volante.

Museo della Philips

Della Philips c’è anche il museo. Si trova a 5 minuti a piedi dalla Stazione Centrale ed è visitabile da martedì a domenica dalle 11:00 alle 17:00. Al suo interno si possono ammirare cimeli elettronici e scoperte famose.

Museo Van Abbe

Quello della Philips non è l’unico museo interessante. Se potete fate un salto anche al Van Abbe, uno dei migliori musei d’arte in Europa e il DAF per gli appassionati di veicoli.

Sint-Catharinakerk

Da non perdere è poi la Sint-Catharinakerk, a poca distanza dal centro, alle spalle della Heuvel Galerie. Questa imponente chiesa in stile gotico merita senz’altro una visita. Passeggiando per le navate buie si percepisce un senso di quiete e di assoluta pace e il carillon gigante donato dalla Philips, che risuona in tutta la città alle 12.00 di ogni giorno, è di sicuro il suo pezzo forte. Fate caso alla bacheca con i bigliettini, all’ingresso, lasciati come augurio o buon auspicio dai visitatori. Anche io ho lasciato il mio!

I “flying pins”

Simbolo di Eindhoven restano, comunque, i “flying pins“, i birilli volanti sul retro della stazione. Questa interessante installazione è stata progettata da due artisti, Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen, con lo scopo di vivacizzare una zona della città piuttosto anonima. Obiettivo raggiunto visto il successo che questi birilli gialli hanno ottenuto. Anche io sono andata a vederli e confermo l’effetto che hanno sull’ambiente circostante. Il giallo spicca nel grigiore generale e mette buonumore!

Ed ecco la gallery del mio viaggio #olandainregalo pubblicata sul profilo Instagram!

Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.