Non sono una fanatica dei viaggi “impegnati”, sia chiaro. Tuttavia, ho sempre scelto le mie mete secondo una logica in cui il tempo libero poteva essere combinato con attività interessanti quali la visita di un museo o di una galleria, una passeggiata immersa nella natura, l’escursione in una città d’arte o un borgo antico. Per questo, quando mi è stato offerto un viaggio gratis a Sharm el-Sheikh, ci ho pensato a lungo e poi ho rifiutato, preferendo un’altra collaborazione. Il perché ve lo spiego in questo post. E sì, è vero lo faccio senza neanche esserci stata ma solo per condividere il mio punto di vista, senza presunzione.

Oltre al mare, niente.

Sharm el Sheik, si sa, è conosciuta soprattutto per il suo fantastico mare, le spiagge e lo snorkeling grazie alla presenza di una splendida barriera corallina a riva. Oltre a questo, però, la cittadina non offre molto altro. Anche Sharm Vecchia non ha niente di “autentico” ma è tutta costruita a misura per il turista che, peraltro, la troverà anche abbastanza deserta di questi tempi, purtroppo. A causa della paura del terrorismo, infatti, Sharm el-Sheik è oggi una città fantasma.

Dov’è il vero Egitto?

Quando ho preso informazioni su Sharm el Sheik per decidere se andare o meno mi sono subito documentata sulla possibilità di visitare alcune delle attrazioni più belle dell’Egitto tra cui, ovviamente, le incredibili Piramidi. Beh, questo è impossibile. Sharm el Sheik è lontanissima da tutto ciò che conta a livello storico e culturale. Insomma, andare a Sharm el Sheik è come andare in Egitto senza vedere L’Egitto!

Escursioni “fake” nel deserto

Le escursioni più pubblicizzate sono quelle nel deserto. Si certo, belle. D’altronde anche le uniche. Ancora una volta, però, niente di autentico. I beduini stessi sono finti come finte sono le tende in cui accolgono il turista per il famoso tè e le bancarelle piene di collanine, braccialetti e souvenir.

Il degrado fuori dai villaggi

Mi è già capitato di trovarmi in una situazione simile a Senggigi, sull’isola di Lombok ed è stato davvero spiacevole. Nel villaggio mi sembrava di vivere fuori dal mondo, in una dimensione rarefatta e lontana dalla realtà, una realtà, come pure nel caso di Sharm el Sheik, fatta di immondizia, degrado, povertà. E non lo dico io ma tanti viaggiatori consapevoli e onesti, rientrati dal loro viaggio rattristati e delusi.

Anche il troppo relax… “stressa”

Ciò che rimane di Sharm el Sheik è, quindi, la vita da resort con il suo ritmo sempre uguale. Ma c’è a chi piace. Io invece, nonostante il mare e le spiagge, personalmente la trovo monotona. Non fa per me. Certo, un po’ di relax non dispiace a nessuno, soprattutto se si cerca “la vacanza” ma temo che anche l’eccessivo relax possa diventare stressante e probabilmente, da solo, non vale neanche il viaggio.

[UPDATE]
Libertà di espressione, questa sconosciuta!

Dopo aver pubblicato queste riflessioni, una pagina FB (a cui ovviamente non farò pubblicità) ha condiviso il mio post apostrofandomi come “idiota” e incitando i suoi utenti a commentare (leggi: bullizzarmi) sul blog, cosa che da bravi haters non hanno tardato a fare, con molto livore peraltro. Potrei cancellare i commenti ma non devo nascondere nulla. Questo è uno spazio personale, un diario di viaggio, e in quanto tale, sono libera di esprimere ciò che penso, e ci metto pure la faccia, a differenza loro. Di solito viaggiare rende più aperti, empatici, disponibili all’ascolto. Forse non hanno viaggiato abbastanza oppure lo hanno fatto con gli occhi chiusi e coprendosi le orecchie.

 

Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.