Viaggiare mi ha insegnato a pensare prima di parlare. A capire prima di giudicare. Ad approfondire prima di arrivare ad una conclusione. I flussi migratori a cui stiamo assistendo oggi in Italia e in Europa richiedono una riflessione seria. Non è corretto dividere il mondo in buonisti e cattivisti tanto meno in fascisti e comunisti. Sono categorie troppo semplificative per interpretare il mondo in cui viviamo. Bisogna superare queste dicotomie e cercare di capire. E c’è una domanda che, al di là delle posizioni politiche, tutti dovremmo farci: perché gli africani scappano dall’Africa? 

1. Guerre e conflitti

La prima motivazione per cui gli africani scappano dall’Africa è la guerra.Un esempio su tutti è quello della Somalia. Dopo il crollo del regime di Siad Barre, nel 1991, la situazione in Somalia è diventata molto caotica e di fatto il paese è piombato nell’anarchia. Uno dopo l’altro i governi sono caduti, perché deboli ed incapaci di mantenere il controllo del territorio. Gli attentati nella capitale Mogadiscio non si fermano e ormai il grosso della classe media del paese è fuggita tra Europa e Nord America, lasciando soli e inermi i più deboli, i più poveri. Le stesse dinamiche si stanno verificando anche nella Libia del post Gheddafi, afflitta e frantumata da divisioni politiche e conflitti armati.

2. Regimi dittatoriali

Se molti africani scappano dall’Africa a causa delle guerre, molti altri fuggono per non essere schiacciati da regimi dittatoriali violenti e spietati, che di fatto rendono la vita nel loro paese un vero calvario. Questo è il caso, ad esempio, dell’Eritrea, dove il dittatore Isaias Afewerki dal 1993 ha privato gli eritrei di ogni libertà personale, obbligandoli ad un servizio militare infinito e alla totale sottomissione al governo e alle sue posizioni e scelte politiche, pena la detenzione in carceri, sotterranee o nel deserto, da cui è difficile uscire e, soprattutto, uscire vivi.

3. Fondamentalismo

Il fondamentalismo islamico rappresenta un altro dei motivi per cui gli africani scappano dall’Africa. Paesi come la Nigeria, del Ciad, del Camerun, del Niger, della Somalia, del Mali sono infestati da jihadisti e organizzazioni terroristiche che radono al suolo vite, cultura, tradizioni, seminando terrore e distruzione senza fine. Tra queste ricordiamo Boko Haram che si oppone all’occidentalizzazione della società, Al Shabaab, gruppo terroristico jihadista sunnita, attivo in Somalia, Aqmiun, gruppo terrorista jihadista, attivo nell’area sahariana e saheliana e ancora Ansar Eddie, gruppo fondamentalista islamico dell’Africa nord-occidentale, che si batte per l’instaurazione della shari’a.

4. Instabilità politica

Ma i motivi per cui gli africani scappano dall’Africa non finiscono qui. La forte e pericolosa instabilità politica che quasi sempre degenera in violenza deve necessariamente essere presa in considerazione. È il caso del Burundi dove il presidente Pierre Nkurunziza, dopo aver mantenuto il potere in modo antidemocratico per oltre 10 anni, punta oggi a governare attraverso la moglie. Lo stesso accade in paesi come Rwanda e Congo Popolare e Congo Democratico i cui governanti, reprimendo brutalmente proteste ed opposizioni e noncuranti del fatto che ciò innescherà nuovi scontri e nuove tensioni, vogliono la rielezione ad ogni costo.

5. Povertà estrema

La povertà è da sempre uno dei motivi più comuni per cui gli africani scappano dall’Africa. Le cause sono molteplici, una su tutte la sottrazione sistematica della ricchezza da parte dei paesi industrializzati. La Guinea, ad esempio, pur essendo dotata di notevoli risorse minerarie, compare nella lista ONU dei paesi meno sviluppati con un indice di sviluppo umano tra i più bassi del mondo. E se a questo aggiungiamo l’alto tasso di criminalità e disoccupazione, la mancanza di diritti essenziali come quelli economici, sanitari e all’istruzione, la perpetuazione di torture, maltrattamenti, crimini e violenze, il quadro appare ancora più drammatico.

Conclusioni

Forse, alla luce di tutto questo, uno sguardo più approfondito sull’Africa è necessario. Così come, forse, è necessario ripensare il modo in cui ci rapportiamo ai problemi del continente africano e gli strumenti con cui poter agire per fornirle un valido e concreto aiuto. Le scelte politiche operate dai governi del mondo potranno trovarci più o meno d’accordo, potranno essere giuste o sbagliate in base ai punti di vista, potranno cercare e trovare soluzioni adeguate o approssimative ma coltivare la sensibilità verso ciò che accade intorno a noi resta un nostro dovere morale. L’Africa non può essere abbandonata.

Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.