A due passi dal Parlamento di Bucarest, simbolo della Romania di Ceauşescu

Oggi il mio viaggio in Romania oggi ha subito un piccolo stop. Nevica da ieri pomeriggio senza sosta e il tour in Transilvania che avevo prenotato è stato cancellato a causa della scarsa agibilità delle strade. Perché qui in Romania quando la neve cade, lo fa come si deve. Risultato? Strade, case, ponti, palazzi, macchine, tutto è diventato bianco. Dalla finestra del mio hotel, però, la vista è spettacolare: affaccia direttamente sul Parlamento di Bucarest che, con una superficie di 340.000 m², è il secondo edificio più grande del mondo. 

Tutt’intorno al Parlamento di Bucarest, comunque, ci sono palazzi storici e teatri come il Teatrul Bulandra, fondato nel 1947. Attraversando la strada di fronte a questo teatro e prima di raggiungere il Palazzo del Parlamento, si incontra anche un tratto del fiume Dâmboviţa, che attraversa Bucarest e sorge sui Monti Făgăraş. Superando il fiume, si trova il Parcul Izvor con i suoi quattro sentieri principali, ideali per correre o fare jogging.

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Passeggiando per questo parco ho trovato un sacco di bambini che si divertivano con la neve e nell’area giochi, decisamente molto spaziosa per gli standard italiani, con un bellissimo castello in miniatura. Coppie, famiglie e cani con rispettivi padroni passeggiano nel parco, soprattutto quando le temperature lo permettono e siamo stati anche avvicinati da un gruppetto di ragazzi che chiedevano denaro, attratti probabilmente dalla mia fotocamera.

Sebbene camminare per Bucarest sia piuttosto tranquillo, diversamente da quello che si legge e dice sulla sua pericolosità, ho notato che la macchina fotografica attira lo sguardo di tutti. La mia non è una reflex ma neanche una compatta e probabilmente è la grandezza a richiamare l’attenzione. Così, per stare più serena, la ripongo nella borsa quando non mi serve e a meno che non si tratti di foto particolarmente importanti, posso sempre usare il mio smartphone.

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D’altronde con il freddo, la neve e i guanti maneggiare apparecchiature delicate (soprattutto se non si è esperti) è abbastanza rischioso. Ieri, proprio mentre tentavo di fotografare il parco, il cellulare mi è scivolato sbattendo su un muretto e ammaccandosi completamente in uno dei quattro lati. Cose che capitano, certo! Le mani infreddolite sono un problema per chiunque abbia deciso di viaggiare a dicembre in un paese freddo come la Romania.

E i guanti, tra le altre cose che bisogna indossare, che dovrebbero proteggere dal gelo, si trasformano in una seccatura quando c’è da maneggiare qualcosa di piccolo o delicato, appunto. Sarebbe meglio tenersele in tasca le mani, insomma, ma io senza fare fotografie non so stare: devo fotografare le cose che vedo e che mi colpiscono. Dopo aver percorso il Parcul Izvor, ci siamo ritrovati di fronte al Parlamento.

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Conosciuto in origine come Casa del Popolo (Casa Poporului), ha acquisito l’attuale denominazione con la fine del periodo comunista. Comunque, se per la strada chiedete direzioni, entrambi i nomi andranno bene: quello di Casa Poporului è ancora utilizzato da molti rumeni. Questo Palazzo, il secondo maggiore edificio amministrativo del mondo subito dopo il Pentagono di Washington, è anche terzo nel mondo per volume: supera, infatti, del 10% quello della Piramide di Cheope.

Vi starete chiedendo come mai tante manie di grandezza in un paese come la Romania che conta 20 milioni di abitanti (rispetto ai circa 7 milioni del solo Stato di Washington)? La risposta, come sempre, è nella storia. Durante la II guerra mondiale Bucarest fu più volte bombardata dagli Alleati e il terremoto del 1977, oltre a migliaia di vittime, aveva causato molti danni. Perciò, si decise di avviare un importante programma di ricostruzione, che fece emergere, però, l’ambizione e la megalomania sconfinate del dittatore rumeno Nicolae Ceauşescu.

La ricostruzione era in parte distruzione: un quinto del centro storico fu, infatti, abbattuto per far posto a edifici imponenti come il Palazzo del popolo e a viali molto ampi come il Boulevard Unirii, pensato sul modello degli Champs-Élysées di Parigi, che, però, non fu mai completato. Oggi sede del Senato e Camera dei Deputati della Romania, il Palatul Parlamentului con le sue 3.600 stanze lussuose distribuite per 11 piani, è, nonostante tutto, uno dei simboli della città di Bucarest, la piccola Parigi dell’Est.

Per la mia gallery  sulla Romania, segui l’hashtag #frozeninromania sul mio profilo Instagram!

2 Commenti

    1. Ciao!!! Felice di essere servita come ispirazione allora, ti assicuro che il bianco le dona molto. Certo, è un po’ limitante andarsene in giro con tutta quella neve e le basse temperature ma, dopotutto, sono condizioni meteo naturali per i rumeni e vale la pena “sperimentare”! 😀

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