5 bellissimi progetti di fotografia urbana che raccontano le città di notte

1. Vis à Vis, la Parigi intima negli scatti di Gail Albert Halaban

Di Parigi ce ne siamo occupati anche con Paris Abstract, il progetto del fotografo Michael Wolf, che dai tetti parigini, ha voluto ri-contestualizzare il panorama francese, regalandone una nuova prospettiva che tanto si avvicina a un certo romanticismo architettonico. Torniamo ad occuparcene, oggi, con Vis à Vis, la raccolta di scatti di Gail Albert Halaban, che ha indirizzato il suo obbiettivo verso l’interno delle finestre parigine, dando una visione più intima e sottilmente voyeurista della vita privata di chi è stato osservato.

Gail Albert Halaban è nata nel 1970 a Washington D.C e vive e lavora tuttora a New York, dove alcuni dei suoi progetti sono stati in mostra alla Edwin Houk Gallery. Si è avvicinata alla fotografia già all’età di 6 anni. Ha conseguito una laurea in discipline artistiche alla Yale University. Ha insegnato, poi, al Pasadena Art Center, e nel 2012 ha pubblicato con la Power House il libro illustrato Out of my Window.

Il suo lavoro di fotografa  si posa sul quel filo tra il pubblico e il privato, esplorando con occhi intimi, ma non intrusivi, la vita di chi si trova al di là dell’obbiettivo. Vis à Vis è la continuazione parigina del progetto Out of my Window, ambientato a New York , e Hopper Redux  a Good Harbor.

Perfetti sconosciuti, messi in posa, in ambienti diversi, spiati, ma non troppo spogliati della loro intimità, un voyeurismo distante ed elegante, introspettivo e cortese, “esibizionista” e privato. A questo progetto è stata data molta attenzione attraverso numerose pubblicazioni come su Le Monde,  l‘Editions De La Martinere con “Gail Albert Halaban: Vis à Vis”, e Aperture, negli Stati Uniti, con la versione inglese Paris Views.

Ecco per voi una serie di scatti estratti da Vis à Vis!

2. Dark Cities, paesaggi notturni dalle metropoli

Quante fotografie suggestive scatta l’occhio umano nell’arco di una vita e quante ne scatta la macchina fotografica! La notte per molti è il momento migliore per catturare attimi e renderli eterni. Non è possibile restare indifferenti di fronte ad un paesaggio notturno come questo! Si ripropone di cogliere le nostre città “al buio” Dark city, l’esposizione fotografica di Daniele Cametti Aspri.

In questa mostra. invece delle solite foto di giorno, l’istrionico Daniele Cametti fondatore della rivista cinematografica professionale Acting News e grande appassionato di comunicazione, grafica ed immagine oltre che di fotografia ha così voluto dare spazio all’oscurità e alle ombre delle grandi capitali europee avvolte nel silenzio del buio.

In questo modo i luoghi immortalati come avvolti dal paesaggio notturno regalano sensazioni uniche ed emozioni. Il bianco e nero ispira magia e mistero e questo attrae e affascina lo spettatore e preservare la città dal ritmo frenetico e dall’inarrestabile evolversi della nostra società.L’idea dell’allestimento a lume di candela, poi, rende tutto ancora più speciale come racconta lo stesso organizzatore:

L’atteggiamento di avvicinamento e di spostamento nello spazio crea un rapporto personale ed emotivo con l’immagine con cui ci si rapporta. Questa attenzione e coscienza può svegliare e stimolare l’interesse rispetto all’opera dell’artista, inoltre il tipo di installazione si presta perfettamente alle immagini di cui è composto “Dark Cities”. E’ un azzardo? forse. E’ una mostra suggestiva? Sicuramente.

3. La Detrooit in notturna di Dave Jordano

Se negli ultimi anni vi è capitato di vedere progetti fotografici su Detroit, molto probabilmente avevano a che fare con la rappresentazione di una città in rovina dopo la bancarotta del 2013: Dave Jordano ha cercato di andare oltre quest’immagine e si è concentrato sui piccoli negozi, uffici e case che hanno resistito negli anni e che compongono la città, fotografandoli di notte. Le foto sono ora raccolte nel libro A Detroit Nocturne, pubblicato il mese scorso da powerHouse Books. Nelle immagini di Jordano non ci sono gli abitanti e i proprietari degli edifici fotografati, ma spesso la loro presenza si intuisce da una luce accesa o da vestiti che si vedono attraverso una finestra.

Jordano ha spiegato:

«Queste strutture sono uno specchio di quella storia tuttora in corso che è Detroit: una città che cerca disperatamente di conservare ciò che resta del suo tessuto sociale ed economico. Ho scelto di scattare queste immagini di notte non solo per mettere più enfasi su ciò che le circonda, ma anche perché volevo introdurre un momento di quiete e riflessione. Questi paesaggi notturni sembrano insoliti e quindi inducono alla contemplazione. Sono, dopo tutto, le prove fisiche della città nella quale un tempo abbiamo riposto le nostre ambizioni collettive e vissuto i nostri sogni»

Jordano è nato a Detroit, in Michigan, nel 1948 e si è laureato presso il College of Creative Studies nel 1974. Prima di dedicarsi a progetti più personali a partire dal 2000, ha lavorato come fotografo commerciale realizzando soprattutto campagne pubblicitarie per agenzie nazionali. In un precedente lavoro sempre su Detroit, Detroit: Unbroken Down, si era occupato degli abitanti della città che lottavano contro la crisi.

4. Day To Night”di  Stephen Wilkes che unisce il giorno e la notte in una sola fotografia

Il fotografo americano Stephen Wilkes ha aperto uno studio a New York nel 1983 ma dal 2009 ha deciso di realizzare anche un progetto fotografico molto particolare chiamato da lui “Day To Night” in cui in una sola fotografia unisce il giorno e la notte.

Sul suo sito descrive il lavoro che c’è dietro a questo tipo di fotografie dicendo che durano circa 30 ore e che impiega mesi per montarle insieme.

Lui è già molto conosciuto in America tanto da avere foto esposte in musei importanti ma la fotografia che l’ha reso più conosciuto in tutto il mondo è la sua più recente fatta in Africa.

Nella sua pagina Facebook lui ha parlato così della sua esperienza:

“Dal giorno alla notte, Serengeti National Park, Tanzania, Africa

La scorsa primavera ho viaggiato in Africa per cercare una location per il mio prossimo “Day To Night”. Volevo catturare lo scorrere del tempo del regno animale e l’incredibile paesaggio africano. Ho trovato il parco insieme al mio assistente e alle nostre guide del tour, sperando di trovare un punto di ripresa raro per l’occhio umano.Mentre eravamo sul lungo e sporco tragitto, ho visto da lontano una notevole abbondanza di verde. Era un pozzo d’acqua, e  dato che la Tanzania era  a secco da cinque settimane questa cosa era davvero incredibile.Come ho imparato nei giorni seguenti, tutti i tipi di animali hanno iniziato ad affollare quel posto, ansiosi di condividere pacificamente questa risorsa così preziosa.Per catturare tutto ciò che mi era possibile io e il mio assistente ci siamo nascosti per 27 ore, catturando l’incredibile bellezza del Serengeti. E’ stata l’esperienza più stancante ma gratificante della mia vita.”.

5. Alejandro, il fotografo che incornicia il buio delle città di notte

Lui si chiama Alejandro ed è un fotografo che sui suoi social pubblica scatti dal forte impatto e di una bellezza unica. Noi lo abbiamo scoperto per caso, catturati dall’immagine: un market aperto 24 ore e una donna in piedi davanti ad esso, il tutto incorniciato dal buio. Il contrasto tra i neon abbaglianti e il nero del contesto conferiscono un’aria spettrale, di mistero all’intera composizione. La scena è stata scattata in una città americana tra Chicago, Los Angeles o New York e lo sappiamo solo perché lo stesso Alejandro lo specifica, perché per quel che vediamo la fotografia potrebbe essere stata scattata ovunque, in qualsiasi città o anche su un set.

Il fotografo americano riesce a fotografare la luce in maniera quasi cinematografia e, sebbene i dettagli, le sagome dei volti e degli edifici che riusciamo a scorgere sono davvero pochi ed essenziali, gli scatti riescono a restituire allo spettatore molto di più. Riusciamo persino a percepire il freddo della strada e il caldo degli interni illuminati.

Scopri una selezione degli scatti nella nostra gallery e per scoprirne di più andate sul profilo Instagram del fotografo.