Alba sulla Grande Muraglia Cinese

They did not know what we can now sense as we contemplate the course of history: that change begins in the soul before it shows in our lives…

Franz Kafka, The Great Wall of China

Sono un’animale da solitudine, le folle mi distolgono dalla condivisione “piena” del momento e se anche voi, come me, prediligete gli incontri “intimi”, questo articolo fa proprio al caso vostro. Di tutte le gioie che porto nel cuore, quella di avere avuto il privilegio di poter assistere al sorgere del sole sulla Grande Muraglia cinese(长城), è sicuramente nella mia top five!

Si paragona spesso la Grande Muraglia  Cinese ad un Dragone lungo 8,850 km con la testa a Pechino e la coda nel deserto della provincia del Gansu, lungo la via della seta; sono circa una ventina le sezioni aperte al pubblico, molto diverse l’una dall’ altra per epoca di costruzione, stato di conservazione, e soprattutto scenario circostante, di queste io ne ho visitate tre tra le più note: BADALING, MUTIANYU, SIMATAI.

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Ad 80 km a nord-ovest di Pechino vi è il tratto più visitato, quello di BADALING八达岭, fortemente restaurato negli anni ’50, attira milioni di visitatori l’anno, d’estate è completamente “ricoperto” di turisti e delle mura originali è rimasto ben poco; la sezione di MUTIANYU慕田峪, dista invece circa 70 km a nord-est dalla Capitale, ed è una delle sezioni meglio conservate, ma anch’essa, proprio per la sua vicinanza a Pechino, è fortemente gettonata.

Tuttavia se è vero che chi visita Pechino non può esimersi dal visitare la Grande Muraglia Cinese, è anche vero che c’è modo e modo per fare la conoscenza di questo “colosso”, inserito dall’ Unesco tra le sette meraviglie del mondo; per questo dopo la visita “affollata” di Badaling e Mutianyu, nasce l’idea di un tête-à-tête con la sezione della Grande Muraglia di Simatai 司马台che dista 120 km a nord est di Pechino.

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Questo tratto è meno conosciuto rispetto a Badaling o Mutianyu, quindi è molto meno affollato; non solo, la sua struttura è molto simile a quella originaria, gli scalini sono ripidi, i percorsi difficili e molto in pendenza. Noleggiare un pulmino privato che conduca un improbabile gruppo di amici dalle nazionalità più eterogenee sino alla Muraglia è cosa alquanto semplice, gli autisti sostano spesso fuori gli alberghi o nel nostro caso fuori l’Università.

E così una notte di maggio di ormai diversi anni fa partiamo alla volta di Simatai; abbiamo impiegato circa due ore, all’arrivo è ancora buio pesto, e il freddo e il vento tagliano il viso. La scalata inizia così, non proprio agevolmente diciamo, ma non demordiamo, siamo un improbabile gruppo, ma ben organizzato! ciascuno con la propria torcia e discretamente coperti, gradino dopo gradino, sfidando buio, freddo, tratti molto sconnessi, dislivelli importanti e soprattutto una pendenza estrema, a volte arrancando senza vergogna alcuna…arriviamo.

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Eccoci qui, solo noi e la Grande Muraglia Cinese, un incontro decisamente intimo e un po’ surreale, nell’aria riecheggia l’eco di grasse risate, e un numero indefinito di foto immortala il momento. Finalmente albeggia, ognuno di noi prende dallo zaino la propria colazione, succhi di frutta, merendine, biscotti, latte, non manca proprio nulla, d’altronde si sa, non è mattina senza colazione, e ci posizioniamo, tutti seduti, in religioso silenzio, occhi fissi, siamo pronti a goderci lo spettacolo….

Albeggia…la luce poco a poco illumina anche i punti più distanti della muraglia, e il dragone si mostra ai nostri occhi in tutto il suo splendore, sinuoso si arrampica sui monti, lo si distingue perfettamente mentre diventa sempre più piccolo in lontananza; Le frequenti torri di vedetta che sovrastano i picchi delle montagne, rendono il tratto di Simatai davvero uno dei più spettacolari. L’aria non è afosa come nella calda giornata d’estate a Badalin, né umida e densa come a Mutianyu, ma fresca, limpida e pulita.

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Non si percepisce più odore di guerra, di paura, di morte, la Grande Muraglia Cinese non è più ai nostri occhi la più grande opera di difesa costruita, ma solo la dimostrazione che l’uomo sa unirsi alla natura nella creazione di opere grandiose, di incastri perfetti, e paradossalmente non si può non provare un immenso senso di pace, non ci si può non sentire dei privilegiati dinanzi a tanta grandezza, a tanta bellezza.

Se esistono i momenti perfetti, l’alba di Simatai è stata per me uno di quei momenti: tanta serenità, gioia, condivisione, bellezza, amicizia pura e per un’istante quella sensazione di fronte ad uno spettacolo simile di sentirsi al centro del mondo.

2 Comments

  1. marina

    ciao sto partendo per il mio viaggio( sognato da tempo) in cina pultroppo un viaggio organizzato quindi vedro tutto molto in fretta tra le cose che vedremo c’è anche la grande muraglia, sfogliando google in cerca di notizie sono incappata nel tuo racconto sulla visita della muraglia, mi è piaciuta moltissimo e mi ha aiutato a capire meglio come puo funzionerà la sua visita spero di non trovare una marea di turisti per poter vivere in pieno il momento ancora grazie

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