Attenzione, la voglia di viaggiare crea dipendenza!

Non c’è uomo più completo di colui che ha viaggiato, che ha cambiato venti volte la forma del suo pensiero e della sua vita. 

Alphonse de Lamartine

Ho letto spesso che viaggiatori si diventa. È vero, non so se sia una regola universale, ma per me è stato così. Si può scegliere di fare il turista per tutta la vita, o ad un certo punto si può scegliere di guardare al viaggio con occhi diversi; semplicemente spalancandoli, senza filtri. Viaggiare è un esperienza che coinvolge a 360°; prima, durante e dopo, perché se è comprensibile l’eccitazione dei giorni pre-partenza (ne abbiamo parlato qui), la gioia, la curiosità, l’emozione, l’interesse del durante, non bisogna dimenticare, anzi per me è fondamentale, la metabolizzazione del dopo

Personalmente infatti mi piace molto riflettere, anche dopo tempo, sui viaggi che ho intrapreso, perché solo dopo averli interiorizzati diventano miei al 100%, ed è solo allora che, mi rendo conto, di cosa mi è concretamente rimasto dentro, quale nuova ricchezza ho apportato alla mia persona. Viaggiare significa far lavorare i propri sensi al massimo delle loro capacità, non c’è odore o cattivo odore, non c’è cibo, non c’è sfumatura, non c’è tradizione, non c’è melodia che sfugga a chi, come il viaggiatore, si muove con la testa leggera, sgombra di pregiudizi, pronta solo ad “accogliere”; senza cadere nella banale trappola del giudizio, con massimo rispetto ed umiltà, accettando le cose semplicemente per quello che sono: diverse.

Il viaggio è il più genuino strumento di crescita, di confronto, di scambio, di condivisione, viaggiare è la migliore scuola di formazione che esista, e non è detto che tutto sia sempre bello, sempre facile, sempre come ce l’aspettavamo, ci sono difficoltà, delusioni, momenti di solitudine. Il viaggio è democratico, si adatta alla disponibilità economica di ciascuno, e al tempo libero di cui si dispone, non occorre infatti, obbligatoriamente andare dall’altro capo del mondo, perché viaggiare è una predisposizione mentale. Viaggiare insegna a riconoscere e apprezzare l’unicità dei posti, ma non solo, viaggiare insegna ad apprezzare ciò che si ha.

dipendenza_voglia_viaggiare_viaggiatoreInsegna a cogliere il meglio della propria terra, a sminuire o ridimensionarne i difetti, insegna anche quanto sia pieno di valore il nostro quotidiano e quanta magnifica armonia si celi anche dietro i giorni scanditi da cadenza regolare. Esiste credo (o almeno per me è decisamente così), una vera e propria saudade da viaggio; La voglia di viaggiare crea dipendenza, ed è una dipendenza fisica e mentale, è una fame ingorda che non accenna a saziarsi e si alimenta di continuo attraverso progetti, idee, curiosità che si concretizzano sempre e comunque con un nuovo viaggio.

Come Dottor Jekyll e Mister Hyde, di ritorno da un viaggio una parte di noi è appagata, entusiasta, felice, ma un’altra parte è già in fermento, nuovi stimoli e riflessioni, nati proprio durante il nostro ultimo soggiorno, ci spingono oltre, ci portano a porci nuove domande, nuove curiosità insorgono, e senza neanche accorgercene, tempo zero, siamo già proiettati altrove, è un piacevole cane che si morde la coda! E così di itinerario in itinerario, di percorso in percorso, come gitani dall’animo irrequieto, finiamo per lasciare una parte di noi in tutti i luoghi che abbiamo avuto la fortuna di vedere : i momenti di gioia più sinceri a Pechino, i miei occhi sotto il cielo stellato del piccolo villaggio di Cuandixia, in Cina.

Lo stato di pace e benessere, invece, è senza dubbio tra le rocce dell’ incantevole perla nera del Mediterraneo, Linosa (di cui ho parlato qui);  il mio stupore nella coloratissima e armoniosa Singapore, ma anche nella trasgressiva Londra, il mio olfatto è ancora perso tra vicoli dei mercati asiatici ma anche in quelli Palermitani, la spensieratezza e l’affetto familiare sono in Grecia e a Parigi, e tanti altri ricordi e parti di me ho disseminato tra i campi della toscana, nelle più belle città della Sicilia, in Spagna, in Germania, in Polonia, in Giappone, in Corea. Il mio cuore è sempre a casa, a Napoli, ma il viaggio è il motore che alimenta la mia vita.

Non dirmi quanti anni hai, o quanto sei educato e colto, dimmi dove hai viaggiato e che cosa sai. 

Maometto

2 Commenti

  1. Monica I Viaggi di Monique

    Il mio compagno ormai pensa che sia bipolare! Al ritorno da un viaggio sono entusiasta per ciò che ho visto e pochi minuti dopo ho le lacrime agli occhi perchè il viaggio tanto atteso si è già concluso. E’ vero si ha dipendenza, io ogni anno ho sempre una meta da sogno come obiettivo, ma a volte le cose non vanno sempre come devono, ma colgo le nuove mete sempre con grande piacere. Viaggiare amplia gli orizzonti vero, ma a in particolare dona una tranquillità che spesso qui a casa si perde nel quotidiano. Per me non c’è rimedio, appena sveglia consulto di più i siti dei voli aerei a caccia di offerte che l’oroscopo 😉 Buoni viaggi Monica – I Viaggi di Monique

    1. Maria Batticore

      Cara Monica, benvenuta nel mondo di chi, come noi, non può fare a meno dei viaggi e soprattutto la mattina mentre sorseggia il caffè già consulta i voli!! come ti capisco!!

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