La mia vita da viaggiatrice vegetariana a confronto con le cucine del mondo

Il momento del viaggio è uno di quelli in cui mi rendo veramente conto delle difficoltà di essere vegetariana. Quando sono a casa seguo un’alimentazione corretta e varia che mi permette di fare tranquillamente a meno di carne e pesce ma all’estero ecco che sopraggiungono grandi e piccole difficoltà soprattutto quando il cibo locale contiene tutto fuorché la verdura. Certo anche se non fossi vegetariana non avrei mai mangiato grilli e scarafaggi fritti. Perdonatemi per il mio scarso coraggio ma ci vuole lo stomaco forte per fare certe cose!

E non credo di averlo in questo momento. Poi chi lo sa, secondo la FAO la produzione alimentare dovrà aumentare del 70 % entro il 2050 e pare che saranno gli insetti il cibo del futuro. Fino ad allora, preferisco farne a meno. Dopotutto, per mia fortuna (e di tutti i vegetariani) ci sono tanti cibi alternativi che ci consentono di portare avanti le nostre scelte etiche, ecologiche e salutistiche che siano. In viaggio, certo questo non sempre è possibile considerando che in alcuni paesi si inizia a mangiare carne già dalla colazione.

Consigli per sopravvivere da vegetariani in viaggio ve ne ho già dati, quindi stavolta voglio raccontarvi qualche esperienza personale su ciò che ho mangiato in alcuni paesi in cui sono stata, per non patire la fame!

Siete pronti? Iniziamo allora!

Gran Bretagna e Irlanda: zuppe di verdura

In paesi come la Gran Bretagna e l’Irlanda dove fin dalle prime ore del mattino le caffetterie iniziano a servire bacon, salsicce, sanguinaccio, haggis e salmone, presenti nelle colazioni scozzese e gallese, a noi vegetariani rimangono uova, fagioli, pomodori, funghi, il porridge o il tradizionale toast con burro e marmellata. Non male dopotutto, è vero, ma non si può vivere di sole verdure, cereali, pane e burro, mi pare ovvio. Cosa possiamo allora integrare nella nostra dieta durante un viaggio Gran Bretagna e Irlanda?

Beh, per non essere ripetitivi si potrebbe optare per minestre, creme di verdure e le immancabili soup, le eccezionali zuppe di verdure e legumi che (finalmente una bella notizia) in Gran Bretagna e in Irlanda vanno veramente forte e trovano sempre un posticino nei menu di tutti i ristoranti. Ce ne sono di ogni tipo, da quelle semplici alla cipolla, al pomodoro, alle lenticchie a quelle un po’ più particolari speziate al curry o alle mele e sedano, tutte davvero squisite, quasi sempre servite calde insieme a pane e burro.

Francia e Belgio: formaggi e omelette

In Francia e in Belgio trovare piatti vegetariani è una vera impresa, a meno che non si vada a mangiare in un ristorante vegetariano/vegano dove, spesso, però, i prezzi lievitano parecchio. In compenso, specialmente in Francia, c’è un infinito numero di gustosi formaggi locali da accompagnare insieme a qualche verdurina e la tipica baguette francese oppure da abbinare alla tradizionale omelette, un classico della cucina francese con cui farete il pieno di energia!

In Belgio sono rimasta colpita dal numero impressionante di chioschetti che vendono patatine fritte. Vabbè, le solite patatine fritte direte voi e invece no!Le pommes frites sono una vera e propria icona della cucina belga e tra gli street food più amati tant’è che a Bruges è stato aperto anche un museo in loro onore. Un’altra pietanza a base di patate che ho trovato squisita è lo stoemp. A prima vista un semplice purè di patate, in realtà si tratta di un cibo molto più ricco e saporito ed in assoluto una delle cose più buone che ho mangiato a Bruxelles.

Germania e Austria: burger di legumi

In un paese come la Germania dove ci sono decine di tipi diversi di salsicce dalle Wiener Würstchen di Norimberga, le Thüringer Rostbratwurst di Turingia alle Weißwurst di Monaco e le Currywurst di Berlino (solo per citarne alcuni tipi) vi lascio immaginare quanto può essere dura la vita per un povero vegetariano in viaggio. Tuttavia se non volete mangiare solo crauti, andare in qualche fast food o al supermercato per il solito panino qualche piatto vegetariano tradizionale si trova. Uno di questi è  la brotsuppe,  la zuppa di pane con aggiunta di verdure, patate e tuorlo d’uovo.

Le stesse difficoltà riscontrate in Germania valgono, purtroppo, anche per l’Austria dove la regina dei ristoranti è quasi sempre la Wiener Schnitzel, celebre cotoletta impanata alla viennese. Nonostante il quadro non poco idilliaco, comunque, io sono sopravvissuta anche qui e il merito va a tranci di pizza, torte rustiche, i famosi bretzel che si trovano facilmente negli imbiss, i chioschi dove viennesi e turisti si fermano per uno spuntino, ed ai burger di legumi che non è raro trovare tra le voci del menu.

Spagna: tapas vegetariane

Spagna, ahiahiai! Se escludiamo frutta e verdura, che di sicuro non mancano, grazie alla presenza di numerosi e coloratissimi mercati rionali, in Spagna devo, purtroppo, affermare che non c’è una grande attenzione per i vegetariani e più di una volta mi è capitato che chef e ristoratori non sapessero neanche cosa volesse dire la parola “vegetariano” e che mi indicassero scocciati di mangiare lattuga. Dio benedica le tapas, però! Ne mangerei in quantità industriali.

Sì, lo so la mia salute ne risentirebbe dato che non sono proprio leggerissime ma in viaggio per qualche giorno ci può stare. E per fortuna ogni locale in Spagna, magari senza nemmeno saperlo, ha quasi sempre una vasta scelta di tapas vegetariane, a base di verdura, uova, mozzarella, patate e, a proposito di patate, come non ricordare (e assaggiare) le famose patatas bravas, uno dei piatti tipici della gastronomia spagnola, amatissime dai turisti che si trovano praticamente ovunque!

Thailandia, Malesia e Indonesia: riso/noodle

Quando ho iniziato a viaggiare in Asia, una delle cose che mi ha entusiasmato è stata la bontà e ricchezza della sua cucina. Una cucina fatta di ingredienti semplici ma pieni di carattere e più che in altri posti del mondo, vicini a me per geografia e cultura, mi sono sentita a casa. E poi è un vero paradiso per noi viaggiatori vegetariani. Non sono stata ovunque ma i posti che ho visitato sono riusciti a rendere, finalmente, il momento del pasto un momento allegro e felice del viaggio

Ad esempio, uno dei cibi in assoluto più buoni che ho mangiato in Thailandia è il padthai che io richiedevo rigorosamente a base di verdure e che consiste in un piatto di noodle, i tipici spaghetti orientali conditi da saporite verdure saltate in padella. In Malesia e Indonesia, invece, mi sono fatta delle scorpacciate incredibili di mie goreng e nasi goreng, rispettivamente noodle e riso fritto” due gustosi piatti tipici a base di noodle o riso, carne e verdure quasi sempre proposti anche nella sola variante vegetariana.

Stati Uniti: slice of pizza e burger di verdure

La parola d’ordine del mio New York, quanto a nutrimento, è stata: sopravvivenza, un po’ per contenere i budget un po’ per la mancanza di tempo. Eravamo più preoccupati di vedere qualunque cosa più che mangiare. C’è anche da dire, però, che, escludendo i ristoranti di alto livello (ai quali non ci siamo neanche avvicinati) l’offerta culinaria newyorkese è prevalentemente a base di hot dog, hamburger e i famosi triangoli di pizza, vere icone dei film americani che a New York “regalano” a 0,99 cent.

Forse devo addebitare il mio prossimo commento alla fame ma ne ho mangiate diverse e non erano poi tanto male. L’unica alternativa “cucinata” alla solita pizza sono stati i panini con burger di verdure, come quelli di Shake Shack, una delle catene di ristoranti fast food più famose degli Stati Uniti. Per tutti gli altri panini o insalate take away, invece, non farete molta fatica a trovare un Subway nelle vostre vicinanze. Se ne contano 171 nella sola Manhattan!

[Quelle che avete letto sono solo alcune delle mie esperienze da “vegetariana in viaggio” chiaramente. Non ho intenzione di smettere di viaggiare né di smettere di essere vegetariana per cui, di tanto in tanto, tornate a trovarmi. L’elenco è destinato ad allungarsi.]

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