Se finite nei pressi di Bran e del Castello di Dracula ricordatevi che non molto lontano dai vostri amici vampiri potreste trovare persone che vivono proprio come si viveva nel Medioevo. Riconoscerete abitudini e stili di vita antichissimi, vedrete carri con fieno o legna, molti cavalli al pascolo, l’aratro trainato da buoi, ma anche tanta storia, cultura ed artigianato. Si tratta di un villaggio sperduto chiamato Viscri.

Se andate in Transilvania tenete bene a mente questo nome e recatevi in questa località così tipica e caratteristica perché il medioevo sassone si può rivivere proprio qui. Viscri, in tedesco Weisskirch, in ungherese Szászfehéregyháza, che in entrambi i casi significa Chiesa Bianca, si trova in provincia di Brașov, non molto lontano da Sighișoara, e fu infatti colonizzato dai sassoni.

Il villaggio presenta una bellissima chiesa evangelica fortificata, costruita secondo lo stile proprio delle chiese sassoni fortificate della Transilvania e che fa parte del patrimonio mondiale UNESCO, e si può raggiungere solo con propri mezzi di trasporto poiché isolato e lontano dalle strade principali. Tuttavia, proprio grazie a questo suo isolamento ha conservato usi e costumi arcaici risalenti ai secoli XVII-XIX. Il villaggio, con le sue particolarità, è adorato dal Principe Charles.

Il Principe inglese, tramite la sua fondazione “Mihai Eminescu Trust”, il cui nome si rifà al celebre poeta nazionale romeno, innamorato di questo luogo incantevole, ha dato avvio a lavori di restauro della chiesa e di alcune case della località ridonando loro lo splendore iniziale. Grazie al Principe si trova dunque, ben conservata, una delle più pittoresche e monumentali fortezze sassoni, anche se di dimensioni piuttosto ridotte, che include, all’interno delle sue mura, una delle poche chiese sassoni romaniche del XIII secolo.

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Le caratteristiche del monumento hanno attratto molti ricercatori i quali, dopo anni di studi, sono riusciti a svelare alcuni enigmi. Legata al nome di Viscri è senz’altro l’archeologa Mariana Dumitra che, la quale si occupò con dedizione allo studio del territorio e presentando, nel 1971, alcuni interessanti risultati dopo anni di approfondite ricerche archeologiche e di storia dell’arte e dell’architettura riguardanti non solo la fortezza, ma anche tutta la parte di territorio circostante ed occupato da sassoni.

L’isolamento del villaggio, ma anche l’assenza di altre occupazioni (al di là di quella agricola), hanno fatto si che verso la fine degli anni Novanta apparisse il progetto sassone della lana naturale di Viscri, iniziato da due tedeschi stabilitisi proprio qui. Inizialmente le calze e i maglioni lavorati ad uncinetto dalle donne del villaggio erano offerte in cambio di alcuni cibi (olio, zucchero e pane).

Con il passare del tempo però, la quantità dei prodotti in lana aumentò notevolmente finché quest’hobby divenne un vero progetto di lavoro a cui presero parte più di 120 contadine del villaggio. Le donne, dalle più giovani alle più anziane, lavorano oggi un’enorme quantità di paia di calze, guanti, berretti, maglioni e ciabatte che giungono al deposito centrale di Naumburg, in Germania.

Questi vengono successivamente venduti in tutto il Paese, ma anche in alcuni locali pubblici internazionali di Viscri adibiti alla vendita e all’assunzione di bevande come te e caffè (bar, caffetterie e sale da te). Se in quest’atmosfera medievale vorreste trascorrere la notte vi consiglio di alloggiare in una delle case tradizionali romene restaurate di recente dallo stesso Principe Charles.

A differenza di quanto si possa credere per fortuna le cifre per alloggio non sono affatto esagerate e sono gestite dalla popolazione locale donando un tratto ancor più caratteristico al luogo e avendo voluto il Principe puntare su un turismo socialmente ed economicamente sostenibile.

di Daria Barcheri

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