Di Parigi ce ne siamo occupati giusto qualche settimana fa con Paris Abstract, il progetto del fotografo Michael Wolf, che dai tetti parigini, ha voluto ri-contestualizzare il panorama francese, regalandone una nuova prospettiva che tanto si avvicina a un certo romanticismo architettonico. Torniamo ad occuparcene, oggi, con Vis à Vis, la raccolta di scatti di Gail Albert Halaban, che ha indirizzato il suo obbiettivo verso l’interno delle finestre parigine, dando una visione più intima e sottilmente voyeurista della vita privata di chi è stato osservato.

Gail Albert Halaban è nata nel 1970 a Washington D.C e vive e lavora tuttora a New York, dove alcuni dei suoi progetti sono stati in mostra alla Edwin Houk Gallery. Si è avvicinata alla fotografia già all’età di 6 anni. Ha conseguito una laurea in discipline artistiche alla Yale University. Ha insegnato, poi, al Pasadena Art Center, e nel 2012 ha pubblicato con la Power House il libro illustrato Out of my Window.

Il suo lavoro di fotografa  si posa sul quel filo tra il pubblico e il privato, esplorando con occhi intimi, ma non intrusivi, la vita di chi si trova al di là dell’obbiettivo. Vis à Vis è la continuazione parigina del progetto Out of my Window, ambientato a New York , e Hopper Redux  a Good Harbor.

Perfetti sconosciuti, messi in posa, in ambienti diversi, spiati, ma non troppo spogliati della loro intimità, un voyeurismo distante ed elegante, introspettivo e cortese, “esibizionista” e privato. A questo progetto è stata data molta attenzione attraverso numerose pubblicazioni come su Le Monde,  l‘Editions De La Martinere con “Gail Albert Halaban: Vis à Vis”, e Aperture, negli Stati Uniti, con la versione inglese Paris Views.

Ecco per voi una serie di scatti estratti da Vis à Vis!

Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.