Viaggo a Teide tra il mar de nubles e le miniere di San Josè

L’aereo è appena decollato e osservo fuori dal finestrino le nuvole che gradualmente sembrano inghiottirci, per fortuna questa sensazione dura solo pochi istanti. Infatti inizio a scorgere i primi raggi di luce che si fanno largo a fatica tra lo strato nuvoloso fino a quando saliamo di quota e lasciamo la perturbazione sotto di noi. Improvvisamente noto lui, imponente ed affascinante, proprio come la prima volta che l’avevo visto. Parlo del Teide, il vulcano simbolo dell’isola di Tenerife e che sorge all’interno dell’omonimo Parco Nazionale dichiarato Patrimonio Unesco dell’Umanità a partire dal 2007.

Guardo la sua cima che piano, molto piano, scompare all’orizzonte congedandosi così da me. Ed allora non posso che ripensare alla giornata trascorsa alle sue pendici. Innanzitutto devo ringraziare (e davvero tanto!) il mio amico canario che vive a Santa Cruz e che mi ha accompagnato volentieri in questa escursione. Ciò mi ha permesso di visitare il Parque Nacional del Teide vedendolo con gli occhi di chi ci vive a pochi chilometri di distanza e lo considera un punto di riferimento, quasi il suo migliore amico. Tanto che alla fine della giornata mi ha ringraziato lui per primo per avergli dato l’opportunità di tornarci.

teide_mar_de_nublesIl paesaggio che si può ammirare in quest’area al centro dell’isola è speciale, unico al mondo: infatti è il prodotto di diverse eruzioni vulcaniche che hanno lasciato la propria traccia attraverso le rocce multicolore ed il nero che identifica quelle più recenti. La vegetazione è pressoché inesistente mentre abbondano i cunicoli soprannominati “tubi vulcanici” che danno un aspetto lunare a tutto l’ambiente. Si può arrivare col servizio pubblico dei guaguas (così si chiamano gli autobus locali) ma vista l’esperienza che ho avuto con loro durante il soggiorno canario li sconsiglio.

Il mezzo ideale è senza dubbio l’automobile perché permette la totale autonomia e soprattutto potete fermarvi lungo i diversi punti panoramici (chiamati mirador). Noi seguiamo la TF 24 che inizia da La Esperanza e transita per una estesa foresta di pini canari. Qui facciamo la prima tappa per osservare il mar de nubles: è un fenomeno atmosferico in cui le nuvole coprono la costa di Tenerife mentre sullo sfondo, in lontananza, si può scorgere il profilo dell’isola di La Palma che si trova a circa 80 km.

minas_san_jose_tenerife

La particolarità è che lo strato nuvoloso la copre solo nella parte centrale, come se la costa d’improvviso scomparisse nel mare per poi riapparire poco dopo. Quando rientro in macchina non faccio in tempo a mettermi la cintura che il mio amico mi fa notare il cambio istantaneo della vegetazione. I pini sono spariti ed al loro posto sono comparse le prime rocce basaltiche e le tracce della colata lavica. Siamo alle Minas de San José Sur, un luogo affascinante che merita mille fotografie…

….e camminando in questo lembo di terra mi pare di trovarmi catapultato sulla Luna. Non a caso qui vi hanno girato diverse scene di film e serie TV. Penso di essere stato talmente tanto sovrastato dall’emozione che per qualche minuto ho quasi smesso di respirare: non ho mai visto un ambiente così bello e suggestivo, un’esperienza davvero indescrivibile. Attorno a noi la natura domina incontrastata e c’è solo la strada che attraversa il parco a segnalare la presenza dell’uomo.

Il viaggio verso Teide continua qui

di Stefano Bagnasco

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