Viaggiare in treno con un neonato: e il passeggino dove lo metto?

Mio figlio Gabriel ha preso il suo primo treno pochi giorni prima di compiere 3 mesi. Siamo partiti da Milano, dove è nato, e siamo arrivati dai nonni a Salerno, i miei genitori, in 6 ore circa. Da viaggiatrice impavida ed avventurosa, non avrei dovuto avere alcun timore nell’affrontarle eppure vi confesso che viaggiare in treno con un neonato per la prima volta un po’ mi spaventava, soprattutto perché da sola. Sarà stato un viaggio comodo? Starà bene, piangerà o magari dormirà tutto il tempo? E, soprattutto, il passeggino dove lo metterò? Tante le domande che affollavano i preparativi prima della nostra partenza. Prima che me la dimentichi o che la mia mente rimuova dei passaggi essenziali, condivido qui con voi la mia esperienza del primo viaggio in due.

Viaggiare in treno con un neonato

Ma i bambini pagano?

Come si legge sul sito Trenitalia, i bambini dai 0 ai 4 anni non compiuti viaggiano gratuitamente su tutti i treni nazionali purché non occupino un posto a sedere e siano in compagnia di una persona maggiorenne. Su Italo, invece, viaggiano gratis senza posto assegnato, se tenuti in braccio i bimbi fino ai 3 anni. In entrambi i casi, un bel risparmio, insomma, soprattutto per chi è costretto a spostarsi molto spesso con prole al seguito. Viaggiare in treno con un neonato non come viaggiare con un bambino di 1, 2, 3 o 4 anni, però. Se, come nel mio caso, ha pochi mesi la carrozzina/passeggino sono necessari.

Dove mettere il passeggino

Se, infatti, per quanto riguarda le condizioni di viaggio, Italo e Trenitalia si equivalgono, non vale la stessa cosa per il trasporto della carrozzina o del passeggino. C’è una differenza bella grossa in questo caso. I treni Frecciarossa, infatti, hanno su ogni carrozza un posto numero 18A, dedicato a chi deve spostarsi con la carrozzina o il passeggino, con tanto di simbolo attaccato dietro al sedile passeggero. In pratica, c’è uno spazio accanto al vostro posto che vi consente di sistemare il bambino nella sua carrozzina o passeggino, senza disturbare nessuno.

Discorso completamente diverso su Italo e il punto 4 di questo post su come organizzare un viaggio con un neonato in treno non lascia dubbi: “una volta preso posto a bordo, per la comodità e la sicurezza tua e di tutti i passeggeri, non dimenticare di chiudere il passeggino e posizionarlo nelle bagagliere, nei vani sotto e tra i sedili, oppure nelle cappelliere”. Non c’è alcun modo di tenerlo aperto durante il viaggio, insomma, per cui bocciato, per me. Ve lo immaginate un viaggio in treno, con un neonato di 3 mesi, sempre e solo in braccio, per la bellezza di 6 ore?

Cambio del pannolino

Sulle Frecce Trenitalia i bagni delle carrozze numero 3 di solito hanno i fasciatoi in dotazione. La cosa ideale da fare è, quindi, se possibile, cercare di prenotare un posto nelle  Italo, invicinanze. Su Italo, invece, è il bagno della carrozza numero 8 (accessibile ai disabili), ad avere al suo interno un fasciatoio, molto comodo, su cui cambiare il pannolino. Per quanto mi riguarda, comunque, trovo che la soluzione migliore sia cambiare i bambini direttamente nella carrozzina oppure sul sedile, magari utilizzando le traversine, ed evitare così i bagni.

Cosa mettere nella borsa cambio

Per evitare di andare in confusione, l’ideale, se stai per viaggiare in treno con un neonato, è preparare una valigia/borsa minimalista. Certo, ci sono oggetti indispensabili di cui non potrai fare a meno e ti capisco. Io sono rimasta quasi un mese fuori casa e, purtroppo, essendo da sola con il mio bimbo, ho preferito viaggiare leggera ma poi, una volta arrivata, mi mancavano un sacco di cose che ovviamente ho dovuto ricomprare. Nella borsa del piccolo non mancava, però, tutto il necessario per il viaggio dai pannolini, salviettine, traversine, ai bavaglini e cremine varie.

Tra le altre cose da mettere nella borsa per il cambio, non può mancare un comodo fasciatoio portatile, valido alleato di ogni viaggio, breve o lungo che sia, qualche body di ricambio, lenzuolini e copertine a volontà per tenerlo al caldo, anche e soprattutto d’estate. Sappiamo bene tutti quanto l’aria condizionata sui treni sia un vero enigma (sempre troppo freddo o troppo caldo) e bisogna partire preparati ad ogni evenienza, guasto o freddo glaciale che possa esserci. Sto dimenticando qualcosa? Ah sì, beh il ciuccio. Mio figlio ormai ha smesso di usarlo ma per i primi mesi è stato utile.

E se il neonato piange?

Devo essere sincera, il mio piccolo Gabriel al suo primo viaggio in treno è stato bravissimo, sia all’andata che al ritorno e ho i ricevuto i complimenti di tutta la carrozza. Ma non credo sia mio il merito. Sicuramente è un bimbo tranquillo ma pare che anche il movimento del treno esercito una sorta di effetto rilassante, a leggere le esperienze di altre mamme viaggiatrici. Certo, non ha dormito per 6 ore tirate nella carrozzina, ogni tanto si lamentava se aveva fame o se era stufo di stare sdraiato lì dentro ma è bastato prenderlo in braccio, parlargli, giocare o attaccarlo al seno per calmarlo e farlo riaddormentare. Santa tetta benedetta!

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