Luzzara non è uno di quei posti in cui vai appositamente. Questa cittadina della Bassa Reggiana, a ridosso del Po e del confine con l’Oltrepò mantovano, per le sue dimensioni contenute e le poche attrattive turistiche non è esattamente la meta che un viaggiatore sceglierebbe per un viaggio. Eppure è la casa natale di Cesare Zavattini che le è stato sempre molto legato. Lo dimostra il libro “Un paese vent’anni dopo”, realizzato insieme a Berengo Gardini che illustra la storia della fotografia italiana dove scrittura e immagini tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta si intrecciano e testimoniano i cambiamenti nella società italiana, nell’economia nelle forme culturali, nei comportamenti e negli atteggiamenti, ma soprattutto nei corpi e nei volti delle persone.

Cesare Zavattini già 20 anni prima, infatti, insieme al fotografo tedesco Paul Strand aveva documentato la vita e gli abitanti di Luzzara, nello straordinario libro di ritratti “Un paese”. Il volume, illustrato da 88 fotografie in bianco e nero, nasceva dalla collaborazione intercorsa tra Strand e Zavattini dal 1953 al 1955. Cesare Zavattini non ha mai negato il forte legame con la propria terra, e per questo che ha impresso su carta stampata i profumi, i sapori, i colori e le nebbie avvolgenti di Luzzara, sua città natia, che in occasione del centenario della nascita, gli ha dedicato una mostra fotografica.

Questa è stata allestita nel Museo Nazionale di Arti Naives, con le fotografie scattate nel 1955 dal fotografo americano scomparso Paul Strand che testimonia la Luzzara di un tempo. “Un paese vent’anni dopo” viene ripubblicato dall’editore Motta, con una nuova ed arricchita veste grafica: omaggio a Zavattini, scomparso nell’1989 ed a Luzzara, terra amata più di se stesso.  Berengo Gardin, molto amico di Zavattini, decide, 20 anni dopo appunto, di ripercorre le strade del fotografo tedesco.

Quindi fotografa e ritrae le medesime persone a distanza di 20 anni e chiede ancora una volta un testo a Zavattini che racconti la splendida idea e collaborazione. Esce infatti un nuovo libro ‘Luzzara un paese vent’anni dopo’, con un’introduzione di Cesare Zavattini, 11 immagini di Strand e 134 di Gianni Berengo Gardin. Sfogliando le pagine del libro fotografico, “Un paese vent’anni dopo” rimangono impressi i volti della gente di Luzzara, i bambini diventati adulti, gli anziani, più anziani, e non ci sono molti compaesani ormai scomparsi come Facchini il farmacista, Bisi il violinista e tanti altri.

Descrive i cambiamenti della piazza e le vie, della vita agricola, della chiesa, l’ospedale, descrive una Luzzara sicuramente nuova. “Un paese vent’anni dopo” ci riconferma soprattutto un Zavattini innamorato della sua terra e dei suoi conterranei, il fatto sconvolgente è vedere un volto di ragazzina trasformato in donna, o come l’espressione di forza dei contadini si sia trasformata in stanchezza, purtroppo questa è la vita che scorre, e si consuma, fino a che sopravviene la fine.

Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.