Travel blogger mania: tutti vogliono viaggiare gratis

Viaggiare gratis è il sogno di tutti e diventare travel blogger è per qualcuno il modo più appetibile per riuscirci. Ma la verità è che fare il travel blogger non si riduce a “viaggi gratis”. Certo di vantaggi ve ne sono molti ma da qui a pensare che la nostra prossima destinazione la sceglieremo in base alle proposte più convenienti, in attesa dell’organizzazione, dell’ente o del tour operator di turno non ha alcun fondamento. Viaggiare gratis ed essere travel blogger possono, a volte, anche essere in contrapposizione.

Sì perché come possiamo suggerire un hotel, un ristorante oppure una compagnia aerea ad un lettore se quell’hotel, quella cena al ristorante o il volo non lo abbiamo pagato. Ovvio che il fatto di pagare per un servizio ti rende più critico verso il servizio offerto. Stai spendendo dei soldi e se ciò che ricevi non è all’altezza di quello che ti aspettavi, informare chi ti legge è un dovere morale che sa anche un po’ di rivincita. Se ti è tutto regalato, cercherai (anche giustamente) di lasciare in secondo piano gli aspetti negativi e focalizzarti su quelli positivi, no?

Per questo motivo, viaggiare gratis per un travel blogger può essere un’arma a doppio taglio. Quando i viaggi sono gratis, vuoi per riconoscenza vuoi per rispetto di un accordo o di una collaborazione con chi te li regala, difficilmente ne parlerai male e la tendenza è comunque quella di pubblicizzare e promuovere in  modo positivo. E, poi, quando qualcosa è gratis, non so se siete d’accordo, il nostro livello di aspettativa crolla vertiginosamente per la serie: “uhmm non è il massimo però, dai, era gratis“.

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Preciso che questo non è un post per criticare chi sfrutta questo tipo di occasioni per viaggiare. Anche io ne approfitto, quando mi capita e quando posso, e trovo che, con una buona dose di etica, sia anche possibile viaggiare gratis ed mantenere comunque una certa oggettività e credibilità. Come? Ad esempio, mettendo nero su bianco che le nostre review e i nostri commenti saranno sempre veritieri e genuini e mai falsati o manipolati dalla logica del profitto, tanto per iniziare.

Un altro modo per evitare le “markette” è quello di selezionare bene i partner e di collaborare solo con quelli che sono davvero seri ed affidabili. In questo modo sarà più semplice trovare un giusto compromesso tra racconto e promozione, tra realtà e pubblicità e sarà anche difficile incappare in situazioni spiacevoli durante il nostro viaggio perché la qualità è assicurata in partenza e la condivisione di foto e informazioni avverrà in modo spontaneo senza forzature.

Insomma, chi non vorrebbe viaggiare gratis! Tuttavia, per un travel blogger questo non può considerarsi il fine. Un travel blogger è prima di tutto un narratore, un narratore libero da condizionamenti e non influenzabile che racconta ciò che vede con i suoi occhi senza ottenere necessariamente qualcosa in cambio. Questo è quello che fa di un viaggiatore un vero storyteller, capace di raccontare la realtà circostante con umiltà e coscienza. Tutto il resto è marketing!

Voi cosa ne pensate colleghi travel blogger, viaggiare gratis ci conviene?

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