Teide: alle pendici del vulcano simbolo di Tenerife

Dopo aver visto le miniere di San Josè, torno in macchina soddisfatto pensando di aver già visto abbastanza, in realtà bastano poche centinaia di metri e devo ricredermi. Ci troviamo nella Caldera de las Cañadas, famosa per le Roques de García. Si tratta di formazioni rocciose soggette alla continua azione erosiva del vento che dà loro forme particolari. La più conosciuta è chiamata Dedo de Dios (dito di Dio), destinata purtroppo a crollare nei prossimi secoli a causa della maggior erosione nella sua parte inferiore rispetto a quella superiore.

roques_de_garcia_teideInsomma, una fortuna aggiuntiva averla potuta immortalare con sullo sfondo la cima del vulcano! Il panorama è talmente ipnotico che non mi accorgo del vento che eppure è molto fastidioso, siamo comunque a 2000 m d’altezza e ci sono 12°C. Guardo il Teide, ancora più maestoso visto da così “vicino” e dopodiché lascio che il mio sguardo si perda nel paesaggio circostante. Nell’osservare come la natura abbia modellato l’ambiente sorge in me uno spontaneo senso di piccolezza e di rispetto nei suoi confronti.

Ogni uomo dovrebbe ricordarsi della potenza della natura che alla fine ha sempre la meglio a dispetto di qualsiasi tecnologia e cose simili egli possa inventare. A questo punto non si può proseguire oltre, a meno che non si sia diretti verso la parte sud di Tenerife e così pranziamo nel punto di ristoro (parador) che si trova praticamente al centro della spianata. Difficile mangiare con una vista migliore di questa e quasi vorrei che il panino non finisse mai.

teide_volo_partenzaDecisamente senza fretta torniamo alla macchina ed inizia così il nostro viaggio di ritorno verso Santa Cruz. Lo facciamo rimanendo in silenzio, come se stessimo meditando sulla giornata trascorsa in quel luogo unico al mondo. Mi assale un velo di malinconia nel rendermi conto di quanto tempo passerà prima che possa rivederlo, successivamente mi consolo un po’ pensando che possa ritenermi già sufficientemente fortunato di aver avuto questa possibilità.

Ripenso a ciò mentre ormai l’aereo ha lasciato le Canarie dietro di sé. Scambio due parole con una signora seduta al mio fianco e le racconto la mia esperienza, dispiaciuto che non abbia potuto vedere molte altre cose. Lei mi rincuora così:

Non preoccuparti se non sei riuscito a vedere tutto quello che l’isola offre…

…sei stato al Teide ed è questo il simbolo di Tenerife.

di Stefano Bagnasco

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.