Mangiare è una necessità. Mangiare intelligentemente è un’arte. Francois de La Rochefoucauld

Quando si parla di Bruxelles viene subito da pensare alla cioccolata e ai waffle ma una delle cose più buona che ho provato nella capitale belga è stata lo Stoemp, un tipico contorno belga che assomiglia al nostro “purè” di patate. Niente di eccezionale, direte voi, e invece no! Questo purè è molto particolare ed elaborato. Ma prima di parlarvene cominciamo dal locale in cui l’ho provato.

Si chiama Le Fin de Siècle e si trova in Rue des Chartreux 9, probabilmente il miglior ristorante della capitale belga (anche se non proprio tra i ristoranti vegetariani di Bruxelles) e pensare che stavamo per rinunciarci perché non lo trovavamo eheheh! Insomma, abbiamo fatto bene ad insistere. Dopotutto, non sarà un caso se anche su Tripadvisor è classificato al n.17 sui (udite, anzi leggete, bene!) 2.315 ristoranti della città.

Bello e accogliente, dall’atmosfera molto tradizionale, il Fin de Siècle è un locale molto “casereccio” e proprio per questo particolarmente famoso a Bbruxelles. Pensate che la fila per entrare iniziava per strada e l’attesa non è stata poca ma ormai eravamo lì e non potevo arrendermi per cui mi sono armata di pazienza e, nel giro di un’oretta, abbiamo preso posto.

Il proprietario era un simpaticone che masticava un po’ di italiano per cui ci ha dato qualche consiglio sulle specialità da non perdere assolutamente. Essendo vegetariana non avrei di certo potuto seguirli (la specialità belga per eccellenza è la salsiccia) per cui alla fine ho voluto provare lo Stoemp che lui mi assicura essere “délicieuse“. E così è stato!

Lo stoemp è un classico della cucina belga e pur assomigliando al nostro purè è, in realtà, farcito con altri ingredienti come carote, spinaci, porri o anche formaggi e uova che mescolati e cotti insieme creano un mix di sapori davvero spettacolare. Di quello mangiato a Le Fin de Siècle ricordo ancora il sapore e il profumo tanto era buono e sarà una delle cose che riproverò nel mio prossimo viaggio a Bruxelles.

Voi lo avete mai assaggiato?

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Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.