Mia madre mi ha sempre parlato della Chiesa di San Felice in Felline. Era il posto dove lei giocava da piccola dove è cresciuta, dove si è sposata e dove ha portato me per fare la prima comunione. Probabilmente è da allora che non la visitavo e avevo quasi dimenticato quanto fosse bella. Così quando ci sono tornata qualche giorno fa per il matrimonio di mio cugino, mi sono tornati in mente tutti i ricordi.

La chiesa di San Felice in Felline si trova in una delle zone più belle di Salerno Sala Abbagnano, da dove il panorama sulla città è favoloso. In realtà San Felice in Felline è molto più di una semplice Chiesa. Autentica testimonianza del passaggio della dominazione longobarda, questa chiesa è uno dei monumenti storici più importanti della città di Salerno.

Storia a parte, comunque, la chiesa di San Felice in Felline è anche un luogo meravigliosamente rilassante circondato com’è da acacie, cipressi e querce. A renderla particolarmente suggestiva sono poi le sue origini che vanno fatte risalire al IX – X secolo. Ne è la prova la cappella rivolta a mezzogiorno che comprende una piccola sagrestia, costruita con piccole pietre di fiume alternate a mattoni.

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Ovunque si ritrovano tracce di affreschi, da quelli della scuola salernitana sul portale esterno agli affreschi della navata maggiore che raffigurano: l’Eterno Padre, la Madonna della Misericordia, opera del grande pittore salernitano Andrea Sabatini, e San Felice. Insomma, all’importanza storica della chiesa di San Felice in Felline si aggiunge inevitabilmente quella artistica.

Ma c’è un altro aspetto particolarmente interessante della storia della chiesa di San Felice in Felline di Salerno che ci riporta al tempo della sua costruzione. La chiesa non è stata commissionata dall’alto ma è il frutto della volontà e della partecipazione collettiva di artigiani locali che hanno condiviso dalla ricerca dei fondi alla costruzione pratica, fino anche alle scelte architettoniche.

Se vi capita, fateci un salto. Ne vale davvero la pena!

Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.