Le rovine del castello di Osilo hanno ancora una storia da raccontare

Osilo è addossato ad un famoso castello medievale, le cui due torri, oggidì smozzicate e corse dal tempo, spiccano nettamente sul paese, quasi vigili sentinelle, superbe di farsi scorgere dai più lontani punti dell’Asinara e della Nurra, dell’Anglona e del Logudoro. Questo misero castello ha una sua storia, come l’hanno i suoi molti compagni decaduti, sparpagliati per l’Isola.

Il castello di Osilo o meglio dei Malaspina, come molti altri castelli medioevali in Sardegna, si trova sulla cima del monte Tuffudesu che sovrasta il paese e si può raggiungere attraverso i vicoli del centro storico. Dalla terrazza di quel che rimane della fortezza, ho ammirato un incantevole panorama che si affaccia verso Nulvi e Castelsardo.

Edificato dai marchesi Malaspina originari di Lunigiana d’origine ligure, giunti per la prima volta nell’isola nel 1016 con la crociata bandita da papa Benedetto VIII per liberare la Sardegna dalla minaccia araba, lo hanno occupato nel 1272 e fino al 1325 per poi essere riconsegnato al governo aragonese l’anno successivo e tornare nelle mani dei Malaspina fino al 1354.

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Da questo momento in poi il Castello di Osilo ha avuto diversi proprietari, dagli aragonesi al giudice d’Arborea Mariano fino a Ugone III per poi rientrare in possesso prima delle truppe d’Arborea, comandate da Brancaleone Doria e degli aragonesi poi. Tra fine Ottocento e inizio Novecento è stato, infine, riscattato dall’amministrazione comunale di Osilo e abbandonato a se stesso.

Secondo la leggenda, dopo aver assolto il ruolo di presidio e sede di potere fino al XVI secolo ed essere andato in rovina, il Castello dei Malaspina era diventato covo di banditi mentre secondo gli storici, era anche munito d’alcuni sotterranei utilizzati come prigioni. Varcando i confini del castello, invece, si possono vedere alcuni resti di diverse stanze e due torri, una rotonda e una a pianta quadrata, ben conservata.

Non c’è molto altro ma quel poco visitabile basta per capire che le rovine del castello medievale di Osilo  dei Malaspina  hanno ancora una storia da raccontare, una storia dimenticata da tutti ma che merita di essere riscoperta e resa accessibile. Questo finalmente lo hanno capito anche ai piani alti e, dopo averne parlato per anni, sono finalmente iniziati i lavori di recupero e ristrutturazione.

Speriamo di non doverci chiedere per molto tempo ancora quando finiranno.

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12 commenti su “Le rovine del castello di Osilo hanno ancora una storia da raccontare”

  1. Mi fa piacere che sono iniziati i lavori di ristrutturazione del Castello medievale dei Malaspina che si trova ad Osilo, perchè sono stata tra quei luoghi, per visitarlo. E’ un articolo molto bello e molto veritiero, grazie tiraccontounviaggio.

    1. Marianna Norillo

      Prego Antonella, grazie a te di essere passata! Speriamo di vedere presto il Castello in tutto il suo ritrovato splendore 🙂

  2. Lucrezia & Stefano - In World's Shoes

    Bellissimo, speriamo davvero che si mettano di buona lena per terminare i lavori il prima possibile! 🙂

    1. Marianna Norillo

      Sì, infatti! Speriamo che siano rapidi, perché merita di essere reso accessibile e visitabile da tutti! 🙂

  3. Articolo sobrio, lineare ed esaustivo; anche le foto danno chiaramente l’idea di quanto descritto. Brava MARIANNA.

  4. Ciao Marianna… Fai un giro nella valle dei mulini,frazione san Lorenzo pochi km da Osilo… Paesaggi suggestivi,c’è un atmosfera magica surreale ricca di storia.

  5. E’ sempre un piacere vedere valorizzate le bellezze del proprio paese. Tuttavia, visto che l’impresa (di cui sono responsabile) è la prima a essere chiamata in causa in caso di incidenti voglio ricordare che la struttura al momento non è fruibile alle persone non addette ai lavori e, quindi, chiedo a tutti di astenersi da eventuali future visite! Grazie.

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