Ancora un’altra sera in cui non riesco a prendere sonno, ancora l’ennesima volta in cui mi ritrovo qui con il bisogno di scrivere e raccontare viaggi, mentre tutti ormai stanno già dormendo. Non c’è un motivo preciso per cui questo accade, ormai sempre più spesso. A volte basta un messaggio di un amico come quello che ho ricevuto oggi che ti scrive pieno di entusiasmo di essere appena tornato dell’Irlanda, dalla “tua Irlanda”  come la chiama lui, ad incoraggiare questa passione, anche di notte.

Sì perché chi mi conosce sa quanto io sia legata a questa terra meravigliosa in cui ho vissuto ma di cui non ho ancora scritto abbastanza. Durante la mia vita dublinese Ti racconto un viaggio non esisteva e la scrittura viaggiava su altri binari. Ho sempre scritto ma non di viaggi e ora mi rendo conto che scrivere di un luogo che conosci bene è davvero difficile. È come se non ci riuscissi a raccontare in un numero definito di parole un paese che per me è stato più di un viaggio, la mia seconda casa, se non la prima sotto certi aspetti.

Il desiderio di catturare e rendere materia l’esperienza di viaggio però è più forte di tutto. Come se veder trasformarsi le impressioni e le esperienze vissute servisse a renderle più reali e a stamparle nella memoria e infine a condividerle con chi legge attraverso uno o più racconti appassionati, senza nascondersi dietro alle parole. Anzi, la condivisione di un esperienza di viaggio mi prende e mi coinvolge a tal punto da riportarmi ancora una volta, su quelle strade raccontate, come in un nuovo viaggio.

Stasera mentre gli occhi si stanno chiudendo e la mente si sta lasciando andare al sonno, ripenso a tutti i luoghi stupendi che ho visto e alle persone che ho incontrato e, forse, anche del perché sono qui a parlarvi di me, di come tutto ha avuto inizio, un po’ per gioco, un po’ per caso, un po’ per scelta. Raccontare viaggi, in fondo, vuol dire ripartire e ricostruire le tappe raggiunte di un luogo visitato e visitarlo per la seconda, terza, quarta volta, all’infinito. Sarà come rimettersi in marcia e rivivere pezzi di una storia realmente accaduta, la mia storia.

Ci ho pensato tanto e credo che, dopo 10 anni di viaggio indipendente e fai-da-te, dare vita a questo travel blog sia il modo migliore per iniziare a condividere le mie avventure con altre persone. Non so se saprò farlo bene e se vi piacerà ma spero di poter portare avanti questo sogno per molto, molto tempo. Perché trasformare in parole ciò che vedo e vivo è diventata per me una passione incontenibile di cui non posso più fare a meno. E chissà magari riuscirò a trasformare questa mia passione di viaggiare e raccontare viaggi in un vero lavoro. Sarebbe meraviglioso, non credete? Che succeda oppure no, non ha molta importanza comunque.

Continuerò ad essere una viaggiatrice in cerca di avventure e un’appassionata di scrittura che appena può annota sul suo diario di bordo pensieri, impressioni e racconti per comunicare, esprimersi, condividere e, perché no, lasciare traccia di sé al mondo. So già però che scrivere dei giorni trascorsi in viaggio una capitale europea così come in una piccola città della nostra Italia e raccontare le diversità di abitudini e modi di vivere incontrati, servirà anche ad altro. Ad esempio, mi aiuterà a capire, a crescere e ad aprirmi al nuovo e al diverso superando di volta in volta paure e scetticismi.

Mattoncino su mattoncino, i viaggi e le emozioni vissute renderanno la mia personalità sempre più definita, capace di cogliere significati e sfumature e soprattutto in grado di costruirsi un’opinione. D’altronde, anche solo scegliere un titolo che sintetizzi il senso della visita in un nuovo posto del mondo non è affatto banale, ma supporta la creazione di un’idea e di un pensiero che vanno al di là di noi stessi e che, attraversando lo schermo, riescono a raggiungere e coinvolgere anche chi certe strade non le ha mai viste né percorse.

Certo, scrivere dei miei viaggi, passati e futuri, richiederà un impegno notevole e un sacco di tempo ma se mi metto pressione da sola rischio di “bruciare le tappe” e di non rendere giustizia ai posti meravigliosi che ho visitato finora. Quindi no, meglio andare a dormire adesso e aspettare di essere pronti per iniziare a farlo, un viaggio per volta. Al momento giusto. Dopotutto, avere una grande passione è una fortuna: anche se ti prende tempo, non te lo ruba; anche se è faticoso, non ti stanchi mai di farlo; anche se non c’è nessuno a leggerti, lo fai per te stesso.

Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.