Il problema dei rifiuti urbani nel progetto fotografico di Gregg Segal

Oggi il problema dei rifiuti rappresenta un serio pericolo per il futuro dell’ecosistema e della salute umana. Purtroppo non siamo ancora riusciti ad organizzare un corretto e continuo smaltimento ma siamo sempre costretti a soluzioni provvisorie che spesse volte sono poco adeguate. In Italia negli ultimi anni ci sono stati lievi miglioramenti ma la gestione dei rifiuti dipende ancora troppo dallo smaltimento in discarica.

Per far fronte a questa emergenza molte regioni italiane soprattutto quelle del centro-sud Italia sono costrette ad inviare gran parte dei rifiuti in Germania, sostenendo spese esagerate. Inoltre, in molte regioni italiane ci sono pochi controlli e viene male utilizzata la raccolta differenziata dei rifiuti. I rifiuti sono un problema culturale, manca l’informazione, manca la soluzione ed i rifiuti prodotti continuano ad essere accumulati in discariche provvisorie e insufficienti.

Tuttavia, quando si parla di termo distruttori, di riciclaggio o di recupero energetico si aprono numerosi dibattiti che provocano reazioni di disappunto da cittadini e ambientalisti. La situazione in Campania ha dimostrato la gravità di questo problema che provoca ingenti danni ambientali, sociali e alla salute anche delle generazioni future. E le cose si complicano quando si tratta di rifiuti speciali, quelli tossici delle fabbriche, delle industrie e degli ospedali, che devono subire processi più complessi perché contengono sostanze altamente inquinanti.

Tutto questo rallentamento non fa altro che arricchire le organizzazioni criminali che, con l’illegalità, garantiscono alle aziende smaltimento dei rifiuti a bassi costi, facendoli passare spesso come residui riutilizzabili. Per questi motivi negli ultimi anni sono aumentate enormemente le mortalità da cancro e con il passare del tempo risolvere il problema diventa sempre più difficile. In “7 days of garbage”, 7 giorni di spazzatura, Gregg Segal prova ad affrontare la questione con un progetto fotografico.

Di cosa si tratta e cosa succede in 7 giorni? L’artista spiega che “7 days of Garbage è una serie di ritratti ad amici, vicini e conoscenti con la spazzatura che hanno accumulato nel corso di una settimana. I soggetti sono fotografati circondati dai loro rifiuti in un ambiente che è in parte è un nido, in parte un reperto archeologico. Abbiamo costruito il nostro letto e in esso giacciamo”. E il risultato è, come vedete, sconvolgente.

Questo a dimostrazione del fatto che il problema dei rifiuti non riguarda solo l’Italia ma il sistema mondo ed è molto sentito anche negli Stati Uniti, da dove viene il fotografo Gregg Segal che ha così richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica sulla enorme quantità di rifiuti prodotta dalla e sul corretto smaltimento della spazzatura, mostrando cosa potrebbe accadere se ci ritrovassimo letteralmente sommersi dalla spazzatura. È giunto ormai il momento delle responsabilità e servono soluzioni (non solo fotografiche) che risolvano definitivamente questa emergenza.

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