Perché viaggiare sostenibile è prima di tutto uno stile di vita

Recentemente ho partecipato ad un concorso per travel blogger orientato al viaggiare sostenibile che mi avrebbe consentito di presenziare con il mio blog ad un evento sul turismo e di vincere un buono spesa per oggetti di elettronica. Come da regolamento, ho preparato un video cercando di raccontare in un minuto emozioni e viaggi attraverso fotogrammi delle mie avventure. Adesso, molto onestamente non penso che nessuno di noi si possa definire campione assoluto di ecologia e sostenibilità ma ho deciso di provarci ugualmente poiché molto incoraggiata a partecipare dagli organizzatori del concorso. 

Sostenibilità e mezzi di trasporti

Alla fine non ho vinto ma ho avuto modo di verificare che i loro criteri erano alquanto discutibili per una serie di ragioni che ho voluto precisare ai diretti interessati. Esito a parte, l’accaduto ha scaturito in me alcune riflessioni. Ad esempio, spesso quando si parla di viaggio sostenibile si fa innanzitutto riferimento ai mezzi di trasporto utilizzati. Si consiglia di preferire il treno all’aereo oppure l’autobus per ridurre le emissioni di Co2. In effetti i mezzi di trasporto incidono  in modo notevole sull’inquinamento per cui trovo queste indicazioni assolutamente giuste.

Viaggiare senza prendere l’aereo?

Tuttavia, quante persone concretamente possono davvero viaggiare rinunciando all’aereo? Chi ha tempo può farlo ma per una persona comune non credo sia così semplice. Salire a bordo di un treno o di un bus per andarsene un weekend in una capitale europea avendo a disposizione pochi giorni di ferie vi sembra fattibile? Secondo me, pura illusione. Così come non credo che chi faccia vanto di spostarsi solo con mezzi sostenibili sia totalmente sincero. Con la bicicletta puoi viaggiare certo ma fino ad un certo punto. Mari e fiumi per quanto mi risulta non possono essere attraversati in bici.

Ah certo c’è la barca a vela, mezzo ecologico per definizione. E quanto costa ad un persona comune noleggiarla, sempre presumendo che si abbia già la patente? Ho fatto qualche ricerca e la risposta è: dai 1000 fino ai 10000 euro a settimana! Non so voi ma a me proprio economico non sembra. Bene, allora che fare se non si è skipper, se non si hanno tutti questi soldi a disposizione ma si vuole comunque viaggiare sostenibile, starsene a casa? No, perché viaggiare sostenibile non riguarda solo la scelta di un mezzo di trasporto sostenibile.

Sostenibilità: non solo mezzi di trasporto

Viaggiare sostenibile è prima di tutto uno stile di vita e sono tante le cose si possono fare per preservare la salute del nostro ambiente. Perché non parlare anche di altre possibilità magari più accessibili invece di parlare unicamente di mezzi di trasporto, per carità giustamente, ma dando una visione complicata e di difficile attuazione del viaggio sostenibile? Ci sono, infatti, tante altre cose che possono aiutare il pianeta e che possiamo mettere in atto nei nostri viaggi e nostra vita quotidiana senza dover necessariamente diventare fenomeni o aprire un mutuo.

5 passi verso il viaggio sostenibile

1. Rispettare ambiente e natura

Viaggiare sostenibile non significa solo usare mezzi a basso impatto ambientale ma anche e prima di tutto uno stile di vita. Il rispetto dell’ambiente e della natura tanto sbandierato spesso e volentieri in concreto non è poi dimostrato dalle azioni. Il rispetto dell’ambiente però non è solo uno slogan ma comprende una serie di comportamenti che possono e devono essere dimostrati da chi dice di viaggiare sostenibile. Dal differenziare i rifiuti al rispetto della biodiversità e dell’habitat di flora e fauna, tutto rientra nel concetto di viaggiare sostenibile.

Scopri di più: decalogo Greenpeace sul turismo responsabile

2. Sostenere le economie locali

Un altro importante tassello del viaggiare sostenibile è la capacità di dare sostegno alle economie locali. Io quando viaggio e mi trovo in un paese straniero cerco sempre di prediligere le piccole attività locali per acquistare non solo souvenir e prodotti dell’artigianato ma anche cibo e beni di prima necessita. In Kenya, ad esempio, ho acquistato delle statuine in legno fatte a mano in un mercato locale (ne ho parlato nel mio post su Malindi) per niente economiche, ma acquistandole so di aver dato un contribuito reale a quelle persone e alle loro famiglie.

3. Acquistare prodotti biologici

Viaggiare sostenibile significa anche mangiare sostenibile. Acquistare cibi biologici, a km zero, prodotti localmente non solo aiuta come già detto nel paragrafo precedente le economie locali ma anche e soprattutto l’ambiente senza contare che sarà per noi una scoperta di viaggio sicuramente più arricchente e autentica. Viaggiare sostenibile infatti  riguarda anche piccoli dettagli. Per quanto mi riguarda, mentre sono in viaggio, cerco di mangiare il più possibile nei mercati oppure nei ristoranti a gestione familiare, in cui la cucina è basata su ingredienti stagionali che privilegiano l’economia degli agricoltori locali.

4. Avvicinarsi alla dieta vegetariana

Un altro passo per il viaggiare sostenibile legato alla cucina e ai cibi deve necessariamente riguardare la scelta di una dieta alimentare ugualmente sostenibile. Da diversi anni ho optato per una dieta vegetariana e nonostante le difficoltà che incontro da viaggiatrice vegetariana nei diversi paesi finora visitati, mi impegno a portare questa mia scelta in giro per il mondo, informandomi prima di partire sulle diverse cucine e specialità nonché sui ristoranti biologici e vegetariani presenti di volta in volta nella destinazione scelta. Non è facile, ma ricordo che il consumo di carne è la causa principale dell’inquinamento del nostro pianeta per cui se si vuole viaggiare sostenibili davvero bisogna tener conto anche di questo aspetto. Per approfondire, scarica qui il rapporto LAV.

5. Ridurre il consumo di carta

Può sembrare una banalità ma viaggiare sostenibile inizia ancora prima di partire. Vedo spesso viaggiatori definirsi rispettosi di ambiente e natura partire con una quantità di mappe, mappette, guide di viaggio e altri materiali cartacei impressionante. Io ho “boicottato” tutto questo da tempo, anche perché come spiegato qui non ne vedo più l’utilità come in passato vista la consistente presenza di informazioni sul web. Oggi infatti stampare un biglietto aereo non è più necessario: basta scaricarlo sullo smartphone e mostrarlo al momento di controlli e imbarco oppure scansionare il proprio smartphone negli aeroporti. Così come è possibile dotarsi di mappe e guide in versione e-book. Piccole cose che possiamo iniziare a realizzare subito e che diventano grandi se riusciamo a farlo tutti insieme.

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