Perché scrivo di viaggi? Non per essere chiamata “travel blogger”

Certo, fare i travel blogger è un lavoro. Perché scrivere è un lavoro e anche se è di viaggi che si scrive, tempo, impegno e costanza sono richiesti e i like, i follower, la visibilità sono requisiti importanti per un travel blog di successo. E non vi starò a dire che di tutto questo non me ne frega niente  perché ottenere riconoscimenti per quello che scrivo è una cosa che mi fa piacere, mi lusinga, mi emoziona ogni volta. Ma non scrivo di viaggi per i riconoscimenti né per essere chiamata “travel blogger”, un titolo a cui tutti ormai sembrano ambire.

Scrivo di viaggi per moltissime altre ragioni che hanno poco a che vedere con le etichette. A muovermi è prima di ogni altra cosa la mia grande passione per i viaggi. A questa si è unita un’altra passione che ho da sempre, quella per la scrittura, è così piano piano attraverso il blog la scrittura ha dato vita ai ricordi custoditi nel mio cuore, di ogni angolo di mondo visitato. Tenere soltanto per me tutte le emozioni che un viaggio mi scatena era doloroso: avevo voglia di condividerle e trasmetterle a tutti. Da qui nasce il mio blog e i contenuti, le fotografie, le considerazioni che trovate nei miei articoli.

scrivere_viaggi_appunti

Il mio blog è, quindi, diventato uno strumento utile per offrire consigli su cose da fare e vedere, come risparmiare, dove andare e come organizzare un viaggio e al tempo stesso una sorta di diario che mi permette di cristallizzare le mie esperienze in giro per il mondo e di ritornare negli stessi posti più volte, semplicemente rileggendo i miei pensieri. Non ho strumenti particolari o rituali specifici per scrivere ma durante un viaggio porto con me dei piccoli block notes da tenere sempre in borsa o nello zaino e ci scrivo di tutto.

In particolare, mi piace appuntare nomi, luoghi, vie, posti in cui ho mangiato o qualsiasi cosa abbia contribuito a rendere la mia avventura unica. Anche semplici sensazioni o piccoli dettagli. Segno anche le spese fatte e in questo modo posso organizzare il mio budget e spiegare ai miei lettori come risparmiare o quanto denaro è necessario per andare in un posto o in un altro. Poi, torno a casa e prima di iniziare subito a scrivere lascio passare qualche giorno e quando mi sento pronta inizio a mettere tutto nero su bianco sul blog.

Non scrivo perché voglio essere chiamata travel blogger. Scrivo perché voglio raccontare il mio modo di vedere il mondo, perché voglio trasmettere emozioni ed informazioni, perché voglio ispirare gli altri a provarle a loro volta, perché non so più viaggiare senza scrivere. Scrivo di viaggi nel mio blog perché, in ogni pagina ed in ogni foto, insieme ai luoghi che visito racconto anche un po’ di quella che sono. In un mondo in cui tutti vogliono diventare qualcuno, io scrivo di viaggi perché non desidero altro che essere completamente me stessa.

Scrivere articoli richiede moltissimo tempo e impegno. Se il post ti è piaciuto, aiutami a condividerlo: a te non costa nulla, per me è davvero importante!Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInPin on PinterestEmail this to someone

2 Risposte a “Perché scrivo di viaggi? Non per essere chiamata “travel blogger””

  1. Semplice, sana e bella riflessione

  2. Scrivo per il tuo stesso motivo, e mi fa sorridere e anche un po’ incavolare leggere cose come “quanti numeri devi avere per considerarti travel blogger”. Per non parlare di chi si improvvisa esperto di un posto che ha visto per solo pochi giorni. Ma sul serio?? Io non sono esperta nemmeno del posto come vivo praticamente!

Lascia un commento