Penisola di Bygdoy: sono qui le case più costose di tutta la Norvegia

Godt upplag gjerer godt nedlag. Chi ben comincia è già a metà dell’opera.

Proverbio norvegese

Dopo aver lasciato l’isola di Hovedoya ed essere tornati al porto di Oslo, risaliamo su un altro traghetto per raggiungere la Penisola di Bygdoy, situata nella parte occidentale di Oslo. Il servizio di traghetti via mare, attivo da aprile a ottobre, dura appena 15 minuti e possiamo utilizzare ancora lo stesso biglietto acquistato per fare il giro delle isole. In alternativa, potete raggiungere la penisola con l’autobus 30 che impiega circa 20 minuti e parte dal Nationaltheatret.

Arrivati sulla Penisola di Bygdoy, proseguiamo per la strada principale e due lunghe file di case, poste su entrambi i lati, a destra e a sinistra, ci accompagnano nel nostro tragitto. Dopo i primi 10 minuti ci rendiamo subito conto che si tratta di un quartiere residenziale. Un solo commento al proposito: le case sono tutte bellissime! In perfette condizioni e ben tenute oltre che molto grandi e nuove, le case della Penisola di Bygdoy attirano la nostra attenzione e stimolano la fantasia in un modo incredibile. “Potrei viverci per sempre in una casa come questa”, dico tra me e me.

Le case norvegesi hanno un fascino unico. In gran parte bianche e in legno, sono circondate da giardini curatissimi e pare che alcune abbiamo anche 80-100 anni, eppure non si direbbe. Osservarle e ammirarle nella loro splendida forma vale la visita alla Penisola, soprattutto in una bella giornata di sole. Nonostante il loro aspetto lussuoso  e i loro prezzi da capogiro (sono le più costose di tutta la Norvegia), queste abitazioni riescono, comunque, ad integrarsi perfettamente con l’ambiente incontaminato circostante, diventandone parte integrante.

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Tra le case più famose e sicuramente più care troviamo Bygdø kongsgård ed Oscarshall, due importanti tenute reali. La prima occupa gran parte della zona nord-occidentale della penisola ed è la residenza estiva ufficiale del re di Norvegia. Il Castello di Oscarshall, invece, costruito tra il 1847 e il 1852 dall’architetto danese Johan Henrik Nebelong su commissione del re Oscar è stato aperto al pubblico nel 1881 in qualità di museo e durante l’orario di visita si tengono visite guidate, purtroppo, solo in norvegese.

E per chi al massimo mastica un po’ di inglese, cosa c’è da vedere? Molto altro! La Penisola di Bygdoy, infatti, vanta alcune delle migliori e più importanti attrazioni della città. In particolare, gli amanti della storia non resteranno delusi: ci sono cinque musei, tutti abbastanza grandi, dedicati alle tradizioni e alle attività marinare della Norvegia. Da non perdere il Norsk Folkemuseum, il museo folkloristico norvegese e il Vikingskipshuset, il Museo delle navi vichinghe, due tappe obbligate per approfondire la conoscenza di questo paese.

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Gli altri tre, non meno interessanti, sono:

  • il Museo Kon-Tiki, che mostra le leggendarie spedizioni di Thor Heyerdahl;
  • il Museo Marittimo norvegese;
  • il museo Fram, dal nome della nave usata da Roald Amundsen, famoso esploratore norvegese delle regioni polari.

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2 Commenti

  1. Anna Maria

    Ho “masticato” non poca Geogrfia durante la mia vita scolastica, da una parte e dall’altra della barricata, eppure gran parte delle informazioni (oltre al modo in cui sono presentate) di Marianna sono davvero nuove. Va a spigolare là dove l’occhio sorvola; brava, continua sempre così.

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