Pastel deaths: la fotografia per elaborare il lutto animale

Tutti coloro che vivono a contatto con gli animali sanno quanto affetto e complicità è possibile instaurare nel nostro rapporto con loro, e quanto sia triste pensare che un giorno dovranno lasciarci. Un giovane artista turco, Emir Özşahin, ha avuto un’idea più unica che rara per affrontare un tema delicato come la dipartita del nostro caro amico, infatti nella sua serie di scatti “Pastel Deaths” immortala animali deceduti in pose serene e tranquille.

Perché lo fa? Perr esorcizzare il dolore della perdita ed assimilare il fatto che d’ora in poi i nostri amici animali riposeranno in pace. Özşahin vive ad Instanbul, dove studia fotografia e tecniche video, e molti dei suoi scatti sono presenti nei principali social network di fotocondivisione, come Flickr e DeviantArt, e spiega così la filosofia che sta dietro i suoi Pastel Deaths:

“Il mio obiettivo è quello di rappresentare la morte in modo ingenuo e positivo. Ho fotografato ed umanizzato gli animali come se stessero dormendo per sbarazzarmi di quel freddo senso di morte e della sensazione di perdita prima che ci colpisca duramente”.

I ritratti sono effettivamente di estrema bellezza sia nella composizione dell’immagine sia per quanto riguarda l’aspetto emotivo, perché gli animali delle Pastel Deaths sono posti in atteggiamenti o dotati di elementi che li hanno caratterizzati in vita; quindi vediamo il cagnolone assopito sotto la coperta leggendo un libro, il micio che si gode l’aria aperta ed il calore del sole, oppure il pavone ben ornato e il criceto immerso nei fiori di lavanda…

Ricordano in qualche modo i ritratti post-mortem di epoca vittoriana, quando le famiglie che non potevano permettersi un dipinto del proprio caro lo facevano immortalare tramite i primi processi fotografici a costi decisamente più accessibili, per avere per sempre un ricordo visivo della persona. Le Pastel Deaths sono anche questo, un ulteriore segno del valore di un nostro compagno di viaggio, ed in effetti hanno avuto origine dall’assimilazione della morte di un amico dello stesso Özşahin, che ha visto nella sua passione per foto e arte un modo per elaborare i lutti:

“Io non sono seriamente sicuro se questa sia una fuga o un’accettazione per me. Tutto quello che so è che le fotografie hanno un effetto positivo su di me.”

 

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