New York, Summer of ’69, nell’obiettivo di Vernon Merritt III

Correva l’anno 1969, e la sua estate divenne il simbolo di un’epoca. Quanti eventi storici si sono susseguiti in quel caldo ’69, quante immagini indelebili: l’uomo mise piede sulla Luna per la prima volta e a Woodstock, nello stato di New York, si tenne uno dei festival più importanti della cultura popolare del XX secolo.

Quella mitica estate fu cantata da Bryan Adams con la celebre canzone “Summer of ’69” ed immortalata dal grande fotografo Vernon Merritt III che, per la rivista Life, catturò i mille caratteri della Grande Mela: minigonne, gambe, zampe d’elefante, baci, bambini e ragazzi che giocano e corrono per le strade della città, people ammassate sulla 5th Avenue, Central Park che diventa spiaggia, fontane usate come refrigerio, il caldo, la moda, lo stile e le tendenze, l’amore libero e vissuto alla luce del sole.

Quell’estate si celebrava l’espressione del se dei newyorkesi e non e Vernon Merritt III riuscì ad intrappolarla nei suoi scatti che sono diventati degli evergreen, il simbolo di un’epoca e dello spirito che animava quegli anni. Vernon Merritt III è stato, non solo il padre delle immagini della Summer ’69 di New York, ma anche un fotogiornalista e un reporter della guerra del Vietnam durante tutti gli anni ’60.

Le sue foto sono state pubblicate anche su Newsweek e sul Saturday Evening Post. Per la rivista Life Merritt III immortalò, inoltre, la cattura di Charles Manson mandante di uno dei più violenti omicidi degli Stati Uniti d’America (per mano sua morì, tra gli altri, anche l’attrice Sharon Tale, moglie di Roman Polanski, all’epoca dei fatti incinta di 8 mesi). Il noto fotografo è morto nel 2009 a causa di un colpo d’arma da fuoco. Aveva 59 anni. Ma i suoi scatti lo hanno reso immortale.


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