Dopo aver ammirato tutte le bellezze di Monterosso, qualche momento di riflessione è d’obbligo. A questo punto, decido di tornare in centro per pranzare. La grande piazza con la fontana al centro e la Chiesa di S. Giovanni Battista sullo sfondo mi danno il benvenuto nel cuore del paese: costeggio la Parrocchia e mi sembra di trovarmi in un piccolo caruggio, molto simile a quelli che si possono ammirare a Genova, reso ancora più piccolo dai tavolinetti di un ristorante.

Dopo pranzo è il momento di rilassarsi e, vista la giornata quasi estiva, non c’è niente di meglio che stendersi sulla spiaggia. Attorno a me tanti bambini che corrono in tutto le direzioni e tentano di buttarsi in acqua, tuttavia desistendo poiché è ancora piuttosto fredda; nel frattempo ascolto le conversazioni di alcuni turisti (quasi certamente americani) che dal loro tono sembrano aver particolarmente apprezzato Monterosso al mare (e vorrei vedere!!).

cinque_terre_statua_gigante_monterossoMentre li ascolto rifletto sull’immenso patrimonio che l’Italia possiede e che la stragrande maggioranza degli altri paesi può solo sognare, un “primato” che dovrebbe farci meditare e pensare su come poterlo valorizzare e preservare al meglio, due aspetti su cui purtroppo c’è molto da imparare. Quando ne ho abbastanza decido di cambiare spiaggia e mi dirigo in quella che si trova davanti al centro del paese:.

Scorgo in lontananza uno spiazzo situato proprio sotto la collina, riparato dal sole e dove arriva qualche ventata di aria fresca che mi godo tutta. Ma soprattutto l’angolo è perfetto per immortalare Monterosso e le sue case colorate con una vista a 360° che include il territorio circostante delle Cinque Terre. È una cartolina ricordo da portar via e custodire gelosamente. Ed è vero che quando ci si diverte il tempo passa più velocemente e difatti è quasi ora di tornare alla stazione.

Non prima però di passarla e proseguire verso la collina da dove osservare la curiosa Statua del Gigante (chiamata anche di Nettuno) e godermi un’ultima volta lo spettacolo di Monterosso. Il viaggio in treno trascorre velocemente ripensando alle tante bellezze viste in poche ore a cui si affiancano dei flash di memoria che affiorano improvvisamente dai miei ricordi d’infanzia di quando ero quasi di casa in questi posti. E per esserlo di nuovo mi riprometto che tornerò presto!

di Stefano Bagnasco

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