Le Cinque Terre sono un valido esempio di quando si dice che le cose più belle spesso sono dietro l’angolo di casa nostra. E per me, che vivo a pochi chilometri dal confine con la Liguria, lo è ancora di più. Monterosso al mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore: sono le località che fanno parte di questo patrimonio nazionale ma non solo, nel 1997 è stato inserito dall’Unesco nella lista dei beni patrimonio dell’umanità.

Ahimè erano diversi anni che non ci tornavo, tuttavia molta era la voglia di rivedere quei luoghi tanto familiari durante l’infanzia, in particolare Vernazza: solo così posso spiegare l’adorazione che da sempre ho per la Liguria. Finalmente, l’occasione si presenta nella primavera 2015, a ridosso di Pasqua: fa caldo ma non troppo, la folla di turisti di solito presente deve ancora arrivare e per cui è la giornata ideale per recarmi alle Cinque Terre.

Scelgo di fermarmi nella prima, Monterosso al mare, per comodità e per la frequenza delle corse in treno disponibili per fare poi rientro a casa. In realtà poi di turisti se ne vedono tantissimi in giro ma pazienza, mi basta scendere le scale dalla stazione ferroviaria per rimanere incantato di fronte alla vista a 360° del mar Ligure e del paese. Dalla terrazza panoramica proseguo verso sinistra, direzione centro storico, giungendo a Torre Aurora.

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Da qui ho il primo colpo d’occhio sul golfo e su Monterosso al mare, decisamente non male come inizio! Davanti a me i colori della natura, resi ancora più accesi dalla luce del sole primaverile, e le tipiche casette colorate a ridosso del mare, incastonate tra le colline e la spiaggia. Essa inizia ad affollarsi e qualcuno osa fare il primo bagno dell’anno, la maggior parte però si arrampica sullo scoglio posizionato a pochi metri dalla riva e che assicura un altro scorcio niente male della costa di Monterosso.

Giusto il tempo di camminare ancora un po’ e prendo un sentiero che sale leggermente e conduce a quello che è probabilmente il punto panoramico più famoso e suggestivo della zona. Mi fermo per chissà quanto tempo ad ammirare il mare e le sue infinite sfumature, contemplo i colori di Monterosso, volgo poi lo sguardo in su dove intravedo la Torre dove mi trovavo poco prima ed infine, ancora più in alto, la piccola Chiesa di S. Francesco che domina dalla cima della collina.

Decido di raggiungerla attraverso una scalinata fatta sotto il sole caldo di mezzogiorno, menomale che una volta arrivato ci sono diversi alberi sotto cui ripararsi. Da vedere, oltre la Chiesa, c’è il Convento dei Cappuccini ed una targa commemorativa dedicata ad Eugenio Montale, cittadino illustre di Monterosso al mare per diversi anni. Qui la pace ed il silenzio sono assicurati perché non c’è nessuno, il luogo è abbastanza fuori dal circolo turistico: l’unico rumore che si avverte in lontananza è quello delle onde che si infrangono sugli scogli.

di Stefano Bagnasco

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