Modi di salutare nel mondo: dalla stretta di mano all’inchino

Quanti modi di salutare esistono nel mondo? Tantissimi. E quanti modi di salutare conosciamo noi? Troppo pochi. Viaggiare infatti non è soltanto spostarsi da un luogo all’altro ma anche e soprattutto conoscere, apprezzare e approfondire le tradizioni e costumi dei popoli e delle culture presenti nei paesi che visitiamo. Presentarsi con tipica stretta di mano occidentale quindi non è proprio il modo migliore di iniziare un viaggio!

In base al paese che visitiamo infatti ci possono essere diversi modi di salutare l’ideale sarebbe impararli prima di arrivare e metterli in pratica una volta sul posto. Questo non solo per fare bella figura o dimostrare di aver fatto la cosa giusta ma anche per appropriarsi di una forma mentis che queste forme di comunicazione non verbale riescono ad esprimere meglio delle parole. Vediamo allora quali sono i modi di salutare più diffusi al mondo partendo dal nostro.

La stretta di mano è il saluto più diffuso nel mondo tant’è che ormai anche  paesi  con  usanze diversissime dalle nostre  lo conoscono e si sono abituati a di ricambiarla, soprattutto nel mondo del business. Stringere la mano infatti è un modo di salutare che va ben oltre il Belpaese e che accomuna tutta l’Europa e l’Occidente in generale, inglobando anche paesi geograficamente lontani come l’Australia.

Il saluto nelle isole Hawaii

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Alle isole Hawaii, invece, si saluta con il braccio alzato in alto, il pollice teso verso la bocca, il mignolo in aria, le altre dita piegate e la mano viene fatta ondeggiare. Questo gesto chiamato shaka che per noi ricorda un po’ l’invito a bere deriva in effetti dal momento storico in cui i navigatori spagnoli approdati per la prima volta sulle spiagge dell’isola, cercando di fare amicizia con gli abitanti, li invitarono (con questa gestualità) a fare una bevuta insieme. 

Il saluto degli Eschimesi

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Nei paesi molto freddi i gesti di contatto sono difficili da praticare per la grande quantità di abiti indossati. E dunque ben venga il saluto con la pacca sulla spalla. Un cenno a parte merita, poi, il kunik della cultura Inuit,  il bacio eschimese, un saluto che di solito è fatto solo in famiglia e tra persone care. Si fa premendo il naso e il labbro superiore contro la persona di fronte. Nel fare questo, una leggera annusata del volto è un segno di grande affetto.

Il saluto dei Maori

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A proposito di annusatine, anche tra i Maori, la popolazione indigena della Nuova Zelanda, ci si saluta avvicinando i nasi, la punta per essere precisi, ben tre volte e molto velocemente. Questo saluto tradizionale si chiama Hongi che in italiano possiamo rendere con “condivisione del respiro della vita“. Infatti, la particolarità del saluto è che che si preme il proprio naso contro quello dell’altro, delicatamente, quasi condividendone il respiro.

Il saluto nei Paesi Arabi

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La stretta di mano leggera è frequente tra gli uomini arabi ma non con le donne per cui meglio aspettare da loro il primo passo. Un altro modo di salutare è, sempre tra maschi, abbracciarsi e baciarsi sulle guance oppure toccarsi con la mano il torace, poi le labbra e infine la fronte. Quest’ultima ritualità gestuale trasmette un messaggio profondo e significa:“Ti do il mio cuore, la mia anima, il mio pensiero”.

Saluti in Thailandia, Malesia, Taiwan

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In alcuni paesi asiatici non è educazione toccare l’altra persona. In Thailandia, si inchina leggermente il capo con le mani giunte, infatti, mentre in Malesia la persona che saluta si prende le spalle con le mani incrociando le braccia sul torace. A Taiwan, invece, la mano destra copre il pugno sinistro e poi le due mani premono contro il cuore, in segno di grande rispetto.

Il saluto in Russia

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In Russia è comune dare una stretta di mano vigorosa, quando si incontra qualcuno per la prima volta mentre la seconda potrebbero già offrirvi un abbraccio, quindi, non stupitevi. Inoltre, mentre gli uomini russi solitamente baciano le guance dei loro ospiti (uomini o donne non fa differenza) le donne russe si limitano a stringere la mano agli stranieri e riservare i baci solo ai loro connazionali,

Il saluto in Cina e Giappone

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Anche in Cina la stretta di mano occidentale è ormai accettata ma con qualche aggiunta. I cinesi, infatti, di solito abbassano anche un po’ gli occhi in segno di rispetto. In Giappone, infine, è famoso l’inchino con le mani e gli occhi abbassati che noi utilizziamo ancora oggi nel teatro quando gli attori si inchinano al pubblico che applaude. Un’ultima curiosità: la profondità dell’inchino dipende dall’importanza della persona cui è rivolto.

Interessanti, vero? Se ne conoscete altri scriveteli nei commenti & share the knowledge!

6 Commenti

  1. Anna

    Brava e grazie, Marianna. Non credo di potermi recare in tutti i Paesi qui descritti, ma potrebbe capitare di incontrare nel nostro Paese qualche abitante della Russia, della Cina o altro, non ci troveranno impreparati. Complimenti.

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