Migliori travel blogger italiani: “compra” il tuo posto in classifica con lo scambio link

Basta una semplice ricerca su Google per rendersi conto che di articoli contenenti classifiche su “I migliori travel blogger italiani”, “I Migliori Travel Blogger e influencer Italiani”, “I migliori blogger italiani di viaggio”, “Travel Blogger italiani da seguire”, il web ormai trabocca. Non c’è un solo sito o blog di viaggio che non voglia dirci quali sono i migliori travel blogger italiani, peraltro senza diversificare più di tanto. Perché se ci fate caso, in questi elenchi compaiono più o meno sempre gli stessi nomi.

Beh, ma allora se sono sempre gli stessi blogger a comparire nelle classifiche dei “migliori travel blogger italiani” deve pur esserci un motivo. Saranno davvero così bravi, tanto da essere presenti in tutte le classifiche? Forse sì. Forse no. Certo è che sappiamo ben poco di chi c’è dietro tali classifiche e ancora meno sappiamo delle scelte, delle motivazioni, dei criteri e delle metodologie utilizzati per stilare questi improbabili elenchi in cui alla solita cerchia di pochi eletti viene attribuito il titolo di “migliori travel blogger italiani”.

Poi, però, succedono cose che in parte rispondono alle nostre perplessità. Succedono e non puoi fare a meno di condividerle. Si tratta di verità che devono venir fuori e svelare gli altarini di chi crede di essere padrone del web o di dettare le regole solo per aver scritto un articolo, sia pure ben posizionato. Ieri ho ricevuto una mail che mi ha lasciato alquanto perplessa. Non farò nomi ma credo che riportarvi quanto accaduto sarà sufficiente per generare una riflessione e sicuramente anche un po’ di sdegno.

In questa mail, il CEO di un sito web, autore dell’ennesimo post sui “migliori travel blogger italiani”, avanzava una proposta riconducibile nei fatti ad uno scambio link. Lo scambio, però, non riguardava solo dei link ma anche la possibilità di essere inserita nella classifica di quel post, che oggi ha un posizionamento ottimale sui motori di ricerca, a condizione di aver accolto sul mio blog Ti racconto un viaggio la pubblicazione di un articolo con link verso un altro sito a tema viaggi (?!).

In pratica, mi si chiedeva di “comprare” con uno scambio link un posto in classifica, classifica dove, come sempre, sono presenti i soliti noti. La mia risposta arrivata puntuale è stata la seguente:

“Grazie per la proposta. Tuttavia, credo che, proprio in virtù dell’ottima posizione raggiunta dal  vostro contenuto e di conseguenza dell’ampia fetta di utenti che lo leggono, classifiche di questo tipo debbano essere basate il più possibile su criteri di oggettività, trasparenza ed imparzialità e non su uno scambio. Per questo spero che, se mai reputerete opportuno inserirmi nell’elenco, lo farete spontaneamente e in modo incondizionato.”

Ho cercato di essere gentile, comprensiva, professionale. Sono fatta così, è questa la mia indole. Tuttavia, la riposta che mi è arrivata in seguito mi ha fatto capire che, non importa quanto tu sia onesto e corretto, chi guarda unicamente ai numeri, ai soldi, al business, non è interessato al tuo valore umano, tanto meno alle tue capacità. Ti vede e ti vedrà sempre e soltanto come merce di scambio e per questo penserà di poterti facilmente comprare con un posto in classifica.

“Se avevamo deciso di inserirti nella classifica è perché assolutamente lo meritavi poiché questo messaggio nasce da analisi fatte in misura pregressa in base ai numeri del tuo sito. Ma al tempo stesso conosco il valore del mio contenuto e non posso regalare un link sull’articolo poiché ha un valore di mercato abbastanza alto”.

Per la serie “lo meriti ma vogliamo qualcosa in cambio”. Beh, sapete che vi dico? Tenetevi il vostro link. Tenetevi il vostro contenuto. Tenetevi la vostra “classifica barzelletta”, fondata su scambi link andati a buon fine. Mi dispiace ma il valore di mercato non può contare più dell’etica. Se avere un posto in classifica tra i vostri “migliori travel blogger italiani” fasulli significa doverlo “comprare” con uno scambio link, la risposta è: “No, grazie”. Il mio posto tra i migliori blog di viaggio l’ho conquistato comunque.

Senza scambi, per merito.

4 Commenti

    1. Francesca

      Grazie e menomale che esiste ancora la spontaneità, si fa una gran fatica ad arrivare per meriti quindi quindi come nel caso tuo ci sei arrivata c’è un perché e non meriti si venderti nemmeno al “miglior ” offerente

  1. sonjla

    Tutte queste classifiche che girano e che citano le stesse persone mi hanno sempre lasciato il sospetto che si mettevano daccordo.e a quanto pare… un po’ di verità c’e. Grazie per il post,e complimenti per il tuo blog. Leggo spesso quello che scrivi… Ciao!

  2. Francesca

    Grazie e menomale che esiste ancora la spontaneità, si fa una gran fatica ad arrivare per meriti quindi quindi come nel caso tuo ci sei arrivata c’è un perché e non meriti si venderti nemmeno al “miglior ” offerente

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