Vienna è la patria dello Schnitzel, una specialità della cucina locale consistente in una sottile fetta di vitello impanata e fritta nello strutto… tutto quello che un vegetariano non vorrebbe mai dover mangiare insomma. Devo dire che, nonostante questo, non ho digiunato, anzi. La quantità industriale di torte e dessert è sicuramente un buon punto di partenza (o di arrivo, in base alla golosità).

Certo non si può campare solo di soli e, quindi, ecco dove e cosa ho mangiato io nei miei due giorni a Vienna a fine dicembre. La prima sera, dopo un giro del Ring, abbiamo iniziato a cercare un locale che non fosse troppo caro e che avesse qualcosa adatto a me (mio marito non è vegetariano e non ha neanche bisogno di controllare il menu).

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Cammina, cammina, ci ritroviamo in Krugerstraße 5, una delle strade più tranquille del centro dove adocchiamo Mama’s Kitchen, un locale tipico dove un menu di soli piatti tipici dal Wiener schnitzel all’apfelstrudel, il celebre strudel di mele tradizionale. Per me ho ordinato una versione vegetariana dello schnitzel a base di verdure e legumi (foto in alto), abbastanza buono con contorno di insalata.

Per il dessert ci dirigiamo in via al Cafe Central, bar ristorante storico di Vienna, dove si mangia allietati dalle note di un pianista che suona al centro della sala, bellissima ed elegante. I prezzi sono esagerati (una cioccolata calda 5 euro) ma vale la pena di sedersi e prendere qualcosa per ammirare l’eleganza e la raffinatezza di questo posto.

Il secondo giorno dopo la visita guidata con GuidaAT andiamo a pranzo da Rosenberger, un locale dove si mangia a buffet consigliato dalla nostra guida Thomas. I prezzi e la qualità del cibo sono buoni e c’è una vastissima scelta anche per vegetariani (happy me!) dalle insalate, alle zuppe di verdure e di legumi, alle uova, pane, contorni e, come potrebbero mancare, tanti tipi di dolci e caffè.

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Il pranzo ci tiene carichi per tutto il resto della giornata e di sera, dato che non abbiamo questa gran fame, decidiamo di mangiare qualcosa ai chioschetti del centro (i più famosi sono quelli della catena Bitzinger) che vendono prevalentemente panini con würstel di ogni tipo. Non sono gli unici chioschi dove comprar qualcosa di commestibile, però.

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D’altronde lo street food a Vienna è una tradizione importante e diffusa e ogni via e quartiere ha il suo imbiss di fiducia, il chiosco dove viennesi e turisti si fermano per uno spuntino, un pranzo veloce o anche una cena a basso costo. I chioschi di Vienna sono würstel oriented comunque ma sono da tenere in considerazione per le birre (molto buone). In giro però troverete anche molti pizza stand e snack bar.

Qui troverete molta più scelta dalle pizze alle torte rustiche, dai famosi bretzel,  il classico pane tedesco e austriaco, alle tradizionali patatine fritte da accompagnare con una bella birra o altre bibite fresche. E per concludere in bellezza, in alcuni di questi chioschi potreste trovare anche caffè e qualche dolcino tipico come, ad esempio, i wafer della Manner, l’azienza viennese che li ha prodotti per la prima volta su scala industriale.

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Sulla confezione, sotto il nome Manner, compare la scritta “Neapolitan Wafer“, nome con il quale tutt’ora i wafer sono conosciuti nel resto del mondo. La domanda sorge spontanea: cosa ha a che vedere Napoli con i wafer Manner? Semplice quando imprevedibile. Le nocciole utilizzate per il ripieno dei wafer provengono proprio da Napoli! Ahhhh la globalizzazione… ed era solo il 1898!

Se andate a Vienna, assaggiateli… sono davvero buoni. Io mi sono divorata due confezioni nel viaggio verso Budapest, dove sono rimasta tre giorni! Certo non è che possiamo considerarli un pasto ma uno spuntino energetico di sicuro, soprattutto se fa freddo e le calorie si bruciano velocemente. (Qualche cosiglio per sopravvivere da vegetariani in viaggio lo trovate QUI)

Per la gallery completa, segui l’hashtag #2giorniavienna sul mio profilo Instagram!

Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.