Un’antica abitazione in pieno centro storico, una casa del 1800 costruita nel cuore dell’antica municipalità cittadina lambita da stradine strette e caratteristici vicoli, un classico portone d’ingresso circondato da un portale in pietra: questo è il Museo Civico Multimediale di Padula, a sud-est della provincia di Salerno, nel Vallo di Diano.

Si potrebbe pensare che sia il ritratto di una tipica casa di un tipico centro del Mezzogiorno, ma entrando all’interno ci si accorge ben presto che non vi è nulla di più sbagliato. La storia che questa casa racconta è presentata, infatti, attraverso le più moderne tecnologie ed è proprio su questo gioco fra antico e moderno, fra antiche tradizioni e nuove idee, che si basa il Museo Civico Multimediale di Padula (dove sorge anche la celebre Certosa di San Lorenzo).

Progettato dall’architetto Fabrizio Mangoni, intende rendere omaggio alla storia e alle storie di Padula, del Vallo di Diano e dell’intera Nazione. Il percorso espositivo totalmente virtuale ed articolato su due piani, si snoda attraverso le vicende di questo quasi sconosciuto comprensorio utilizzando l’archeologia e la storia come chiavi di lettura.

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Al piano inferiore del Museo Civico Multimediale, dopo un “sorprendente” saluto da parte del padrone di casa, la narrazione comincia esplorando, tramite armadi parlanti, la storia delle testimonianze archeologiche ivi ritrovate: si mescolano, così, Spartaco, i greci, l’antica via Popilia che collegava Capua e Reggio Calabria, tesori ritrovati casualmente e tanto altro.

Si va a comporre così il mosaico di una zona oggi poco conosciuta (il Vallo di Diano), ma 50.000 anni fa crocevia di popoli che vi lasciarono usanze, culture e lingue. Tutto ciò, insieme alla storia della vallata da sempre condizionata fortemente dall’acqua, serve ad introdurre il piano superiore, ove dalle storie si passa alla Storia vera e propria, che ha interessato in maniera evidente e spesso cruenta il Sud Italia tra il 1799 e il 1857.

Il percorso è sapientemente studiato, tocca vari aspetti delle tante rivoluzioni che hanno a più riprese illuso con speranze di libertà i popoli di Padula e dei paesi vicini, fino ad arrivare alla storia nazionale e alla sfortunata vicenda di Carlo Pisacane, venuto a liberare il Mezzogiorno d’Italia e trattato come il peggiore degli oppressori.

Da spettatore, a questo punto, il visitatore del Museo Civico Multimediale si trasforma in attore principale, grazie ad un originale “processo” interattivo ove, dopo aver ascoltato testimonianze dell’epoca e non solo, si può scegliere se schierarsi a favore di Pisacane o contro. Un gioiellino del Sud, un doveroso omaggio alla storia di un popolo e alla vicenda di un uomo e dei suoi trecento valorosi compagni che

…sceser con l’armi e a noi non fecer guerra, ma si inchinaron per baciar la terra“.

di Stefania Melito

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