May 18. In Norway this is an important day. All over Norway children have paraded in their best clothes to the music of thousands of marching bands, and countless speeches have been made to remind each others, as fellow Norwegians, that freedom should never be taken for granted.

Andreas Heldal-Lund

L’isola di Hovedoya nel fiordo di Oslo è uno spettacolo, uno degli scenari naturalistici più suggestivi che abbia visto finora. Hovedoya è l’isola più vicina al centro della città di Oslo e anche la più interessante e più bella di tutte le isole del fiordo con le sue colline rocciose, circondate da boschi e pascoli. Sull’isola di Hovedoya, apparentemente così selvaggia e disabitata, ho trovato diverse attrazioni interessanti e degli punti panoramici davvero spettacolari e imperdibili. 

Innanzitutto come si arriva nell’isola di Hovedoya? Quando abbiamo viaggiato noi c’erano il traghetto numero 92 o 93 in partenza dal molo di Vippetangen e avevamo preso il traghetto numero 93 perché allo stesso prezzo porta in giro per il fiordo di Oslo e le altre isolette mentre Il traghetto numero 92 porta direttamente ad Hovedoya in soli cinque minuti. Dal 2015, 92 e 93 corrispondono a B2 E B3 e il nuovo molo scelto per la partenza dei battelli è Rådhusbrygge 4, raggiungibile a bordo del tram 12 con destinazione  Aker brygge oppure con un bus verso City Hall.

Un consiglio per risparmiare: se, come me, non avete preso l’Oslo Pass, acquistate un normale biglietto della Ruter, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico cittadino. Il costo è davvero contenuto. Ad esempio, io ho preso quello giornaliero, valido 24 ore e con soli 90 NOK ho potuto prendere diversi autobus e traghetti e visitare diverse isolette, senza pagare altro. Ok, vi risparmio il calcolo: stiamo parlando di appena 10 euro!!! Non male per una città dove il caffè può costare anche 4,50 euro!

Ma torniamo al fiordo di Oslo e all’isola di Hovedoya. Non sappiamo bene cosa aspettarci ma immaginiamo di trovare un’isola come tante altre e, invece, si tratta di un vero e proprio villaggio con un porto, banche, alberi e panchine. Ci incamminiamo per la strada principale e, ad un certo punto, troviamo il primo cartello che ci aiuta a comprendere l’estensione dell’isola e le zone in cui è divisa. Proprio di fronte a noi sorge un capannone, usato in  passato come deposito di polvere da sparo che prende il nome di Lavetthuset, ora utilizzato per mostre d’arte.

La mappa segnala che, a nord dell’isola, sorgono le rovine di un monastero cistercense, costruito dai monaci inglesi nel XII secolo, e accessori militari in ricordo del tempo in cui l’isola era presidiata e armata per proteggere il porto di Oslo. Il cartello indica anche un gran numero di sentieri per passeggiare ed i punti dove, in estate, è possibile fare il bagno, in particolare nelle spiagge di ghiaia sulla riva sud. In estate, di fronte alle rovine del monastero viene allestito un bar per acquistare drink o fare spuntini.

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A proposito, piccolo suggerimento. Se andate sull’isola di Hovedoya in periodi diversi dai mesi estivi e contate di trascorrerci un paio d’ore o una mezza giornata (il tempo vola) portatevi qualcosa da mangiare perché quando sono andata ad Aprile il bar era ancora chiuso e non c’era nessun posto dove comprare anche solo una bottiglia d’acqua. Noi per fortuna avevamo qualcosa da bere ma stavamo dopo ore di cammino in un clima non ancora estivo la fame si è fatta sentire.

D’estate vanno di moda i barbecue ma, attenzione, perché sono ammessi solo in zone adibite, su ghiaia o sabbia che si trovano sulla spiaggia di fianco al prato e i falò sono vietati. Nonostante si presti al soggiorno in tenda, anche fare campeggio non è consentito sull’isola poiché Hovedoya, come molte altre isole, fiumi e laghi norvegesi, è considerata come un’area protetta. Anche per questo, a differenza di altre isole nel fiordo di Oslo, dove alcuni norvegesi si trasferiscono d’estate per qualche settimana o anche un weekend, sull’isola di Hovedoya non ci sono case estive.

hovedoya_oslo_fiordo_isola_cannoni

Un altro punto interessante e molto panoramico è situato sulla punta occidentale dove si possono ammirare i cannoni risalenti al 1808 che un tempo difendevano la fortezza di Akershus. Da qui si può godere di una vista sul fiordo di Oslo davvero eccezionale, resa tale non solo dalla natura ma anche dalle piccole case colorate, dalle barche ormeggiate e dai traghetti che gentilmente solcano le sue acque. Un senso di pace inimmaginabile! Vorrei potere restare qui… ma non è possibile. L’ultimo traghetto sta per partire e dobbiamo tornare indietro.

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Ritrovare la strada non è difficile perché la mappa di Hovedoya è presente in molti punti strategici dell’isola, riducendo al minimo il rischio di perdersi. Così, in poco tempo, ripercorrendo il vialetto alberato da cui eravamo partiti, ci ritroviamo al molo. Il traghetto arriva puntualissimo e mentre salgo penso a tutte le meraviglie di cui si sono riempiti i miei occhi quel giorno, meraviglie inaspettate, colori e profumi per me nuovi, che resteranno per sempre un ricordo indelebile del mio viaggio ad Oslo e del suo incredibile fiordo. Prossima destinazione la Penisola di Bygdoy!

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Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.