India del Sud: il mio viaggio inizia da Chennai (Parte 1)

Come prima cosa, il volo! Ad agosto ero già in caccia, alla ricerca di un volo per Chennai (la coloniale Madras) per la mia seconda volta in India. Avevo visitato, però in un periodo sfavorevole quando il sole a 40° pestava in maniera allucinante, parte del Rajasthan e questa volta avremmo visto l’India del Sud ! I componenti del viaggio sono sempre gli stessi di quasi tutte le nostre avventure: 4 adulti e tre ragazzi. Trovato il volo, cerchiamo un agenzia locale per pulmino e guida (in India è assolutamente impossibile guidare) e cominciamo a fare e studiare vari itinerari. A settembre era tutto pianificato: itinerario, pulmino e guida che parlava italiano/inglese. La cosa difficile è stata far arrivare le vacanze… ! Siamo partiti il 31 dicembre da Verona, con un volo Lufthansa che poi da Francoforte ci avrebbe portati direttamente a Chennai.

Siamo atterrati circa a mezzanotte , per cui abbiamo festeggiato il Capodanno e il primo giorno dell’anno tra l’aereo e l’aeroporto ! Come sempre, partiti con neve e gelo e atterrati col caldo . Stanchi morti ma euforici, ci dirigiamo subito con il nostro pulmino (che sarà il fedele compagno di 14 giorni) in hotel, il The Accord Metropolitan e, dopo una bella dormita ed lauta colazione, partiamo subito per la visita a Chennai.  La giornata era molto calda ma piacevole e il cielo era blu ! Siamo andati a visitare la tomba e il monumento funebre di Valluvar Kottam, un famoso poeta indiano e il Museo governativo con una notevole collezione di bellissimi bronzetti della dinastia Chola, la cattedrale di San Tommaso ( una delle poche chiese cattoliche in India), per poi finire sulla spiaggia di Marina Beach, il lido di Chennai.

incantatore_serpenti_india_sud_chennai

La spiaggia, essendo un giorno festivo, era piena di gente e si notavano soprattutto le decine di donne in sari multicolori che , senza problemi, facevano anche il bagno con il sari. La cosa che più mi ha meravigliato sono state due giostrine sulla sabbia: un piccolo “ calcinculo “ e una giostrina a cavalli mosse con la manovella e tutte in legno. I bambini accorrevano a frotte e ci si divertivano come matti e questa situazione è stata l’inizio di mille altre considerazioni che si rinnovano quotidianamente , non solo durante certi miei viaggi ma ogni giorno della mia esistenza .Nel pomeriggio, siamo andati a vedere il primo di quella che sarà una serie infinita di stupendi templi: il tempio di Kapaleshwarar eretto in onore di Shiva nel 1500 .

Presenta il classico “gopuram“ (ovvero la torre monumentale di ingresso) di circa 40 metri di altezza fitta di statue e statuette colorate che rappresentano l’enorme pantheon delle divinità indiane. Nessun racconto potrà mai rendere la sensazione di questi templi: al di là della magnificenza dell’architettura e delle sculture , vorrei essere un poeta per rendere l’odore dell’incenso e delle varie spezie di cui sono intrisi questi templi, per descrivere il suono dei gong e dei sitar a volte incalzanti e a volte lontani e sottili, per parlare dell’umanità dolente , vecchia , malata e menomata che si affolla per una benedizione e per l’elemosina. Vorrei poter far capire a chi non c’è mai stato che dopo un solo giorno trascorso in questa terra ti sembra normale girare con una collana di fiori di gelsomino al collo e un puntino rosso in fronte e ti sembra di non aver mai visto tanti fiori in vita tua.

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L’offerta di collane e ghirlande di fiori nei templi è rituale e davanti ad ogni incrocio e ad ogni passo ci sono decine di bancarelle dove donne e uomini intrecciano stupende composizioni di fiori multicolori profumatissimi da intrecciare ai capelli e agganciare un po’ dappertutto.E ogni cosa è chiesta e accettata con il sorriso. Con il sorriso della rassegnazione di chi crede nella reincarnazione e pertanto accetta una vita miserabile quale punizione di qualche peccato commesso in una vita precedente e con la speranza di un’altra vita migliore dopo la morte, con l’ineluttabilità di chi sa che non può cambiare il proprio destino, la propria vita attuale, il proprio karma o la sua casta. E’ un Paese tremendo l’India e meraviglioso.

Indice del racconto di viaggio:

  • India del Sud: il mio viaggio inizia da Chennai (Parte 1)
  • Tra i templi dell’India a ritmo di danza Kathakali (Parte 3)

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