Fonte foto: visitoslo.com

Che il quartiere Grünerløkka, quello situato ad est del fiume Akerselva, fosse il volto giovanile di Oslo l’ho scoperto solo in seguito. In realtà siamo capitati da queste parti per puro caso, dopo che ci era stato suggerito per cenare da due ragazze che avevamo conosciuto in aereo e che abbiamo poi scoperto alloggiare nel nostro stesso hotel. Anche loro, in realtà, ci erano arrivate casualmente e ci avevano suggerito di farci un salto perché era un posto molto carino.

Ci siamo fidati e devo ammettere il quartiere Grünerløkka è proprio come lo descrivevano: un angolo di Oslo molto vivace e dinamico, un posto alla moda, tra caffè rilassati e gallerie d’arte perfetto per trascorrere una bella serata in compagnia. Piccola precisazione. Grünerløkka non è sempre stato come lo vediamo oggi. Lo è diventato nel dopoguerra perché nel XIX secolo era, in realtà, un’area residenziale della classe operaia nel XIX secolo. La sua vecchia identità non è andata persa per sempre, comunque.

Con il suo nome allegro e simpatico, il nuovo quartiere Grünerløkka ha inglobato ciò che di interessante restava del “vecchio” dando vita ad un colorato mix di stile nuovo e antico con piccoli caffè, ristoranti, bar, locali e originali negozi di design, vintage e dell’usato, dove poter osservare le nuove tendenze dell’arte e dello street style. Arrivarci è molto semplice: basta prendere un bus o un tram dalla stazione di Oslo ed ecco arrivati in un tragitto di appena una decina di minuti.

Tragitto che vale la pena di essere fatto perché permette di osservare i cambiamenti delle varie aree della città da quelli umani a quelli urbanistici e architettonici. Come poi accade spesso quando si viaggia, provare in prima persona ci dimostra che quello che ci viene detto non è esattamente corrispondente a realtà o comunque non del tutto. Trovate un posto per cenare è stata un’impresa e non perché non ci fossero locali. Appunto, quelli non mancavano!

Il problema erano i prezzi sono stratosferici che, diversamente da quanto ci era stato detto, tutto sommato confermavano la media di quelli di Oslo centro. Alla fine troviamo comunque qualcosa da mangiare in un ristorante indiano che offriva menu a prezzo fisso. Dentro, però, non c’era un’anima viva e ci siamo sentiti veramente “poveri” a mangiare in questo locale vuoto attorno a decine di altri pienissimi di gente. Poco male alla fine, perché il cibo era tanto e delizioso e soprattutto ad un costo accessibile.

Cena a parte, se vi avanza un po’ di tempo, andate a fare un giro a  Grünerløkka! Anche se siamo rimasti poco, è stato bello passeggiare qui.  C’è  un’aria creativa, dinamica ed elettrizzante che mette in evidenza un aspetto importante del quartiere Grünerløkka: la presenza di molti giovani creativi, che qui trovano uno spazio di espressione artistica tra officine vintage, boutique di alta moda e street art sperimentale. Anche se siamo rimasti poco, è stato bello passeggiare qui.

Magari, però, la prossima volta ci accontenteremo di un semplice caffè!

Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.